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Ma la pagella Ue non è poi così male

Miglioriamo in tre parametri sui 5 negativi del 2015

Danebola 29/11/2017

Il Commissario Ue Pierre Moscovici Il Commissario Ue Pierre Moscovici Oscurata dai rilievi di Bruxelles sull'aggiustamento fiscale 2018 (mancherebbero all'appello 3,5 miliardi), è passata sotto silenzio la pagella che la Commissione ha elaborato negli stessi giorni sugli indicatori di squilibrio macroeconomico dell'Italia e degli altri paesi Ue, nell'ambito del processo di sorveglianza del Six-Pack. Ebbene, secondo l'ultimo scoreboard riferito al 2016, sui 15 indicatori considerati l'Italia è fuori linea in due (debito pubblico e tasso di disoccupazione), segnando un netto miglioramento rispetto al 2015, quando la penna rossa della Commissione ne evidenziava 5 (ai due ancora presenti nel 2016, si associavano gli andamenti negativi delle quote di mercato, della disoccupazione di lungo periodo e di quella giovanile). Queste modifiche hanno, inoltre, migliorato la posizione dell'Italia rispetto alle altre grandi economie Ue.
 
La Germania appare, infatti, squilibrata nel 2016 in due indicatori (surplus delle partite correnti e debito pubblico, non mutando la propria situazione rispetto al 2015), la Francia in 3 (erano 4 nel 2015), la booming Spagna in 4 (debito netto estero, debito privato, debito pubblico e tasso di disoccupazione, gli stessi del 2015). C'è da dire che scorrendo la lista delle variabili considerate e dei relativi benchmark adottati dalla Commissione si è colpiti da una certa arbitrarietà nelle scelte, da qualche segnale contraddittorio (la Germania ha un eccesso di risparmio come dice il surplus esterno o deve stringere la politica fiscale perché ha un elevato debito pubblico?) e da alcune ridondanze (più indicatori sembrano puntare allo stesso fenomeno). Ma tant'è, la pagella è stata rilasciata, è alla base delle raccomandazioni di policy e dice che, in termini di squilibrio macroeconomico, l'Italia va meglio.
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