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Mezzogiorno in ripresa, ma...

SarÓ difficile recuperare il gap apertosi dal 2008

Pia Saraceno 08/11/2017

Mezzogiorno in ripresa, ma... Mezzogiorno in ripresa, ma... Il Rapporto Svimez 2017 è ricco di spunti e qualche proposta per fare uscire il Sud dall’arretratezza. Ha avuto poca eco sulla stampa, anche se qualche dato dovrebbe trovare maggiore attenzione. L’arretramento del Sud rispetto al Centro Nord è  stato dal 2008 tra le cause principali dell’ritardo dell’Italia rispetto al resto d’Europa. Le politiche pubbliche afferma anche se non esplicitamente il Rapporto, dal 2008 hanno aggravato l'impatto della crisi sul Sud: riducendo la spesa per servizi, già inferiore alla media nazionale, e aumentando la pressione fiscale. La spesa corrente pro capite (al netto di previdenza e interessi passivi), nel Sud è diminuita del 5% in termini reali; è ora  pari all’84% della spesa media del Centro Nord (era il 97% nel 2007). La pressione fiscale (imposte dirette e indirette) è aumentata dal 29,5% del Pil nel 2007 al 32%, gli stessi ai valori del Nord, dove invece la pressione fiscale è diminuita. L’allineamento della pressione fiscale segnala una crescente regressività del sistema tributario, il differenziale nei redditi pro capite si è infatti ampliato ed un sistema progressivo dovrebbe riprodurre una minore  incidenza fiscale per le aree più povere. Nel 2016 il Pil pro capite del Sud è stato infatti del 56% della media del Centro Nord, perdendo sei punti rispetto al 2007.
 
Il Rapporto indica però qualche segnale di ottimismo: nell’ultimo biennio il Sud avrebbe fatto leggermente meglio del Centro Nord. Qualche decimo di punto in più non può colmare la voragine, può però essere  interpretato come il sintomo che è in corso una sorta di riscatto: una maggiore attenzione alla spesa in conto capitale  (arrivare a "quota 34%" degli investimenti pubblici, pari alla quota di popolazione), gli sgravi contributivi, il credito d'imposta… Ma sono sintomi da coltivare, il rimbalzo è in parte attribuibile a fenomeni occasionali (il ciclo di spesa dei fondi strutturali) e gli effetti della crisi saranno di lunga durata. Risalire la china richiede una strategia più ambiziosa di quella che si intravede nei provvedimenti di “politica industriale regionale”. Per Svimez  occorre colmare le differenze nei punti di partenza in termini infrastrutturali, accesso agli strumenti nazionali di rilancio degli investimenti e qualità dei servizi pubblici. Quindi, invertire la rotta che la politica fiscale degli ultimi anni ha impresso agli andamenti economici. Non si tratterebbe di rinunciare all'autonomia delle regioni nella gestione della spesa e delle competenze (anche fiscali), ma di garantire i diritti di cittadinanza su spesa sanitaria e servizi da paese sviluppato a tutti (controllandone qualità e adeguatezza), nonchè una maggiore equità nella distribuzione territoriale del capitale pubblico. Sui principi, i partiti del Sud dovrebbero essere d'accordo, ma che ne pensano i politici del Centro Nord?
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