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La scelta per la Fed

Le differenze tra i due candidati in lizza Powell e Taylor

Gian Marco Mensi 31/10/2017

La sede della Federal Reserve La sede della Federal Reserve A pochi giorni dalla nomina del candidato di Trump alla guida della Fed, sembra che la rosa dei candidati sia limitata a solo due nomi: Jerome Powell, attuale membro del Fomc, e il professor John Taylor della Stanford University, che è uno dei più famosi economisti viventi. I due, sebbene siano entrambi legati al partito repubblicano (Powell ha servito sotto Bush I, Taylor sotto Ford), sono alquanto diversi tra loro. Powell, che non è un accademico, ha un passato nell'investment banking ed è uno strenuo sostenitore della politica monetaria ultra-accomodante della gestione Bernanke-Yellen, mentre Taylor, che è l'ideatore dell'omonima regola di politica monetaria, ha da sempre considerato eccessivo l'utilizzo strumentale del quantitative easing ed è a favore di linee guida semi-automatiche per la determinazione dei tassi d'interesse che, proprio in base alla Taylor rule, dovrebbero essere a livelli decisamente più alti.
 
Prevedibile, dunque, volatilità a seguito dell'imminente annuncio: un eventuale incarico a Powell dovrebbe rappresentare una buona notizia per i mercati azionari, mentre il dollaro si rafforzerebbe significativamente qualora fosse scelto il professor Taylor. Chi la spunterà? Avendo avuto il privilegio di seguire il suo corso di Economia, personalmente ho la massima stima nelle capacità di Taylor, che sarebbe senza dubbio in grado di guidare con mano ferma il percorso di normalizzazione della politica monetaria statunitense e scongiurare l'ulteriore espansione della bolla finanziaria che si sta formando sui mercati. Purtroppo ho il sospetto che Trump, molto sensibile alle sirene di Wall Street, decida per Powell, alfiere dei tassi bassi "no matter what" e decisamente più controllabile a livello politico. Quanto alla Yellen, dopo una partenza incerta ha dimostrato di saper gestire bene una situazione alquanto delicata e anche di essere molto fortunata. Chissà se anche il suo successore lo sarà in egual misura.
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