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Quanto è strutturale la crescita?

Tre azioni necessarie per migliorare ancora

Riccardo Illy 11/09/2017

Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan Nella nota di agosto l'Istat ha confermato il buon andamento dell'economia, che cresce dello 0,4% sul trimestre e dell’1,5% sul 2016, osservando che vi sono le condizioni per un rafforzamento delle prospettive di crescita. Il governatore Visco, al Meeting di Cl a Rimini a fine agosto, e il ministro Padoan, al Forum Ambrosetti dei primi di settembre a Cernobbio, hanno sostenuto che la ripresa è in parte congiunturale (o ciclica) e in parte strutturale. Per Padoan, la parte strutturale sta diventando preponderante e le proiezioni Istat sembrano dargli ragione.
 
La crescita è senz'altro il frutto del (ancora parziale) recupero di quote di Pil perdute durante la recessione a W, ma è anche frutto della ristrutturazione di molte imprese sopravvissute alla grande crisi nonché dell'effetto delle riforme. La crisi ha spazzato via quasi un quarto delle imprese manifatturiere; quelle rimaste, oltre a spartirsi le quote del mercato lasciate dalle "scomparse", si sono profondamente trasformate e rafforzate. Si ritrovano più grandi, più innovative, più orientate all’export; lo dimostrano la loro accresciuta capacità di produrre reddito nonostante i prezzi di vendita siano stabili e la loro competitività nonostante il rafforzamento dell’euro.
 
Un altro cambiamento strutturale in corso riguarda il turismo: anche per il rischio terrorismo che ha colpito altri paesi ma non il nostro, ma soprattutto grazie a un migliore sfruttamento delle sinergie con il patrimonio culturale e con la produzione agroalimentare, stiamo riconquistando posizioni nella graduatoria dei paesi più turistici. Hanno svolto un ruolo fondamentale il ministro della Cultura Franceschini, che ha portato un approccio manageriale nella gestione dei musei, e le migliaia di agricoltori che hanno ristrutturato case e casolari per ospitare i turisti desiderosi di fare un'esperienza nuova a contatto con la natura e le sue produzioni di qualità. Anche la progressiva riduzione dell'imposta sul reddito delle società ha contribuito a rafforzarle patrimonialmente e, in combinazione con i super-ammortamenti, ha fatto ripartire gli investimenti.
 
Per rendere definitivamente strutturale la crescita occorrerebbero tre azioni da parte del pubblico: più investimenti in infrastrutture, che generano Pil e migliorano la competitività, possibili solo se la Ue accetterà di scorporarli dai parametri di deficit e di debito; ulteriore significativa semplificazione dell'ordinamento giuridico per "togliere il freno a mano" (ma anche l’alibi) alle imprese sopraffatte dalla burocrazia; e infine, per il lungo termine, un ancor maggiore impegno nella formazione ed educazione tecnica e universitaria.
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