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L'euro forte preoccupa Draghi

Nessuna modifica a tassi e acquisto titoli almeno sino a fine ottobre

Gian Marco Mensi 07/09/2017

L'euro forte preoccupa Draghi  L'euro forte preoccupa Draghi Incipit inusuale per la conferenza stampa della Bce: il Presidente Draghi, subito dopo aver sottolineato come la ripresa economica sia in corso, ha deciso di stigmatizzare l'eccessiva "volatilità" dell'euro, che richiede un attento monitoraggio degli effetti restrittivi che comporta. Si tratta di un evidente eufemismo per "apprezzamento dell'euro": è volatile un tasso di cambio che sale e scende di continuo, mentre l'euro/dollaro è passato da 1.13 a 1.20 in due mesi senza soluzione di continuità. Come atteso dai mercati, Draghi non ha né ritoccato i tassi, né annunciato modifiche imminenti al programma di acquisto dei titoli. Quelle verranno in autunno, probabilmente a fine ottobre, quando i comitati interni della banca centrale avranno deciso come procedere tenendo fermi sia i tassi che l'allocazione degli acquisti sulla base della capital key della banca centrale, sbilanciati dunque a favore della Germania.
 
Nel frattempo, le aziende europee dovranno iniziare a preparare dei budget 2018 che scontino una moneta unica forte ed una banca centrale più lenta del previsto nella procedura di normalizzazione della politica monetaria, che rimane ancora estremamente accomodante. Unico vero fattore di rischio endogeno: l'evoluzione della situazione politica italiana.
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