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Pir e rischio bolla

Ma Ŕ probabile che aumentino le societÓ quotate

Andrea Battista 07/09/2017

Piazza Affari Piazza Affari Il tormentone continua: per molti il successo dei Pir è prodromico a una bolla delle piccole e medie imprese sul mercato azionario. Al contrario, pur conscio di essere in minoranza, sono convinto che non sia affatto un ineludibile destino. Un primo dato ancora parziale - le Ipo sull’Aim 2017 hanno già superato il totale del 2016 – offre una preliminare speranza. Qualche conforto in tal senso lo ha dato Daniele Ferrero, Ceo e azionista di Venchi, che ha dichiarato in un'intervista estiva: "Non pensavamo alla Borsa, ma potremmo andarci per intercettare il flusso di risorse offerto dai Pir". Anche alcuni principi generali dell'economia propendono per questa tesi: domanda e offerta si influenzano nel tempo reciprocamente. Senza sposare necessariamente un paradigma vetusto come la legge di Say e tanto più senza conferirgli i canoni dell'ineludibilità, un trend strutturale e robusto di offerta - di risorse finanziarie in questo caso - è probabile che nel tempo possa attivare una dinamica similare.
 
Ciò è tanto più vero se pensiamo alle caratteristiche fondamentali delle "risorse" dei Pir: non è denaro invasivo in termini di controllo aziendale né particolarmente costoso rispetto ad altre forme di capitale azionario - il termine di confronto è il private equity. Fonti o meglio "risorse" finanziarie alternative ai Pir e poco costose non abbondano di certo, a cominciare dal credito bancario, che è difficile immaginare possa espandersi ancora e strutturalmente nei prossimi anni. Vedo dunque difficile che, aldilà di qualche magari inevitabile scossone di breve periodo, questa occasione venga nel medio termine sprecata da attori razionali come le imprese, che competono su mercati complessi. Sull'esistenza di un simile ampio e valido tessuto nell'economia italiana nessuno può davvero avere dubbi. Se poi si riuscisse a inserire una quota di strumenti non quotati nel mondo Pir – come ad esempio i fondi di private debt – la speranza di uno sviluppo sostenibile del "mondo Pir" diverrebbe ancora più robusta.
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