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Mercati euforici e occasioni mancate

La disperata fame di rendimenti andava sfruttata meglio

Gian Marco Mensi 25/07/2017

Un operatore a Wall Street Un operatore a Wall Street La Grecia ha emesso 3 miliardi di titoli a 5 anni ben sotto il 5%, che era il livello dell'ultima emissione del 2014. Come è possibile che Atene riesca a raccogliere capitali malgrado i numerosi default collezionati nel recente passato ed i continui negoziati con la Troika, che spesso si risolvono solo all'ultimo momento? Per lo stesso motivo che ha permesso il ritorno sul mercato dei capitali dell'Argentina, defaulter seriale per eccellenza, ovvero la disperata fame di rendimenti che condiziona gli investitori istituzionali, soggetti passivi del "crowding out" orchestrato dalla Bce con il quantitative easing, che si è manifestato attraverso la compressione oltre misura dei rendimenti delle obbligazioni in circolazione. Si pensi che oggi il Tesoro può emettere a tassi negativi sui 2 anni e al 2% circa sui 10. Data la situazione, sorprende che non si sia sfruttata l'occasione per allungare significativamente la durata del debito italiano, ancora sotto i 7 anni e vicina ai livelli pre-Qe, malgrado l'opportunità di eliminare o almeno ridurre significativamente il rischio di liquidità che grava sul debitore Italia.
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