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Strategia energetica con poca ricerca

Le linee guida della Sen2017 presentate da Calenda

Pia Saraceno 15/05/2017

Strategia energetica con poca ricerca Strategia energetica con poca ricerca Il Ministro Calenda ha presentato le linee generali della strategia energetica nazionale (SEN2017) primo documento ufficiale che impegna l’Italia agli obiettivi di Parigi per una completa decarbonizzazione al 2050, identificando un percorso di transizione al 2030. La strada tracciata segue il solco delle indicazioni europee, fissando la priorità del risparmio come fonte principale di riduzione delle emissioni, indica obiettivi quantitativi per le rinnovabili nell’ elettrico (50%), nella generazione di calore (28-30%) e nei trasporti (17-19%). Individua alcune correzioni di rotta sugli strumenti (incentivi fiscali per l’efficienza troppo onerosi e poco efficienti) e sulle tecnologie da fonti fossili  (biomasse da ridimensionare e carbone da sostituire anche in modo anticipato). Promette anche recuperi di competitività, ma questa è una promessa che non dipende dalle politiche annunciate dall'Italia. Il messaggio che arriva è piuttosto quello che l’energia costa molto, sono gli altri paesi che dovranno abbandonare le tecnologie che oggi li favoriscono (carbone in Germania, nucleare la Francia) a vedere aumentare i loro prezzi.
 
La transizione energetica disegnata nella SEN vede ancora il gas come fonte importante e con domanda forse in crescita nei 15/20 anni. Il gas dovrebbe penetrare anche in territori come la Sardegna, dove oggi non arriva, e sostituire almeno in parte il carbone nella produzione elettrica. La transizione però costa al consumatore, perché dovranno essere coperti: i costi affondati di impianti che non completeranno il loro ciclo di vita utile, le nuove infrastrutture necessarie da spesare su consumi in declino, gli incentivi per realizzare gli obiettivi di rinnovabili e di risparmio, ecc. In prospettiva, la riduzione dei prezzi per il consumatore è affidata all’accelerazione, ove possibile, dello sviluppo tecnologico delle rinnovabili e dei sistemi di accumulo, grande affidamento per questo viene fatto alle tendenze spontanee e al ruolo degli incentivi nel sostenere la loro domanda. Poca l’attenzione al ruolo che la ricerca italiana potrebbe svolgere nel realizzare la transizione. Sia in termini di pagine nel documento (1 su 47), sia di risorse pubbliche dedicate, soprattutto nel confronto con altri paesi. Anche questa è una scelta.
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