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Altro parere

Garlasco spara-palle

Redazione InPiù 02/10/2026

Altro parere Altro parere Marco Travaglio, il Fatto Quotidiano
Sul Fatto Quotidiano, Marco Travaglio sostiene che il clamore mediatico sul caso Garlasco abbia oscurato il punto centrale della nuova inchiesta: la tesi secondo cui Andrea Sempio sarebbe responsabile dell’omicidio di Chiara Poggi e Alberto Stasi estraneo ai fatti. Per dimostrarla, osserva, la Procura dovrebbe portare a nuove prove sufficientemente solide da ottenere la condanna di Sempio e la revisione di quella definitiva di Stasi. Travaglio contesta la consistenza degli elementi raccolti contro Sempio. I contatti con Chiara Poggi sarebbero inesistenti, così come le prove di una sua presunta ossessione per la ragazza. Il Dna trovato sotto le unghie della vittima, compatibile con la linea maschile della famiglia Sempio, viene giudicato incerto dalla perita del Gip. L’autore definisce inoltre priva di basi la nuova ricostruzione della dinamica del delitto, mentre considera non dimostrativa la traccia 33 sulla parete. Contesta anche la compatibilità tra la calzatura di Sempio e l’impronta rilevata sulla scena. L’analisi dei resti della colazione, aggiunge, avrebbe invece prodotto un elemento a carico di Stasi: il Dna sulla cannuccia di Estathé. Secondo Travaglio, questi aspetti sarebbero stati messi in secondo piano dalla «macchina sparapalle» mediatica, insieme ad altre piste e ricostruzioni che definisce infondate o già archiviate. L’autore contesta anche la presunta smentita del Dna di Chiara sul pedale della bicicletta degli Stasi, sostenendo che due consulenze dei pm ne abbiano confermato attendibilità e attribuzione alla vittima. Per Travaglio, questo dato continua a rappresentare un elemento decisivo a carico di Stasi e gli esami successivi non lo avrebbero smentito. In conclusione, sostiene che nella nuova inchiesta Sempio continui a non essere collegato in modo solido alla scena del delitto e chiude con l’ipotesi polemica che ciò dipenda dal fatto che «non c’era».
 
Alessandro Sallusti, Libero
Scrive Alessandro Sallusti su Libero – “L’Unione Europea ha annunciato ieri di portare avanti l’iter di infrazione contro l’Italia (e altri 8Stati membri) che non hanno ancora presentato il proprio piano nazionale di ristrutturazione degli edifici richiesto dalla direttiva “case green”, che prevede interventi strutturali per arrivare a un consistente risparmio energetico. Noi siamo molto favorevoli al risparmio energetico, la questione è il rapporto costi-benefici. Intendo: se per risparmiare sui consumi devo affrontare spese che mi mettono sul lastrico è ovvio che la toppa risulterà peggio del buco. Siamo insomma di fronte all’ennesima follia dell’Unione che -come è successo nel campo delle automobili -ragiona e legifera in astratto su presupposti ideologici. Già si fatica ad arrivare a fine mese, ci manca solo una stangata sulla casa in nome del più teorico degli ecologismi, quello cioè che non tiene conto della realtà dei singoli Paesi. Il patrimonio immobiliare italiano spesso ultracentenario, la sua urbanistica e la sua orografia hanno infatti specificità che non sono paragonabili, per esempio, alle casette finlandesi per lo più in legno né alle villette spagnole che costituiscono il grosso dell’edilizia iberica. Un conto è auspicare e incentivare, altro è pretendere e punire con decisioni calate dall’alto su dettatura di una casta di burocrati che fanno orecchie da mercante anche di fronte alla richiesta di Giorgia Meloni di maggiore flessibilità. Poi si chiedono come mai l’Europa non è sentita come patria comune, perché tutta questa diffidenza verso una maggiore integrazione. Per capirlo non c’è bisogno di volare alto, basterebbe rimanere coi piedi per terra. Emanare una norma non applicabile nei modi e nei tempi è peggio che vararne una sbagliata. Peggio perché oltre che sbagliato è pure stupido”.
 
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