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Vannacci: "Il centrodestra deve tornare alle origini. C'è chi è in linea col Pd"
Antonio Rossitto, La Verità, 11 maggio
Redazione InPiù 16/05/2026
sindaci». Li chiama «futuristi» in ricordo di Marinetti? «Ci ispiriamo a quel movimento per eleganza, velocità e azione». Ha duellato con Renzi nel podcast di Fedez. L’ex premier assicura: «Se Vannacci molla, perde la faccia. Se tiene duro, perdono le elezioni». «Renzi ragiona da Renzi: è ossessionato dalla mossa del cavallo. Non rappresenta più nessuno e cerca di tornare sul palco. È intelligente, ma ha perso totalmente credibilità. Allora spera che Vannacci agisca come lui. Diceva a Letta: “Stai sereno”. Il giorno dopo lo ha fatto cadere dalla poltrona». Anche lei aveva giurato fedeltà alla Lega, tanto da venire nominato vicesegretario. «È totalmente diverso. Io ero entrato da indipendente. Avevamo fatto un patto di principi: c’era una posizione internazionale chiara, soprattutto sulla guerra in Ucraina. Le cose, però, sono cambiate. Non posso votare in Europa contro le armi e poi accettare l’opposto in Italia. Non posso condividere il sovranismo a giorni alterni. E non posso neanche vedere una rappresentante del mondo Lgbtq a un evento di partito». Francesca Pascale, l’ex fidanzata di Berlusconi? «Invitarla dopo aver detto che si deve difendere la famiglia naturale, significa tradire gli ideali». Qual è stato il motivo scatenante del suo addio? «Sicuramente, la firma del decreto sugli aiuti militari all’Ucraina. Ma anche l’atteggiamento di vari esponenti della Lega nei miei confronti». Ostile? «Non c’era giorno senza polemica: una volta Zaia, un’altra Fontana, poi Romeo, dopo Molinari. E tu, segretario, non sei in grado di riportare tutti sulla stessa strada. Allora, se devo essere un corpo estraneo, mi dispiace: non faccio l’ospite indesiderato». Erano critiche o gelosie? «Penso gelosie. Una figura come la mia, entrata in un partito storico con prorompenza e popolarità, sicuramente ha suscitato qualche preoccupazione». Ora tallonate la Lega nei sondaggi. «Anche su questo, voglio essere estremamente sincero: dimostra che ho fatto la scelta giusta. Me l’hanno confermato tante persone». Ha più sentito Salvini? «Due mesi fa gli ho mandato un messaggio di auguri per il suo compleanno. Non mi ha risposto». C’è rimasto male? «Immagino che non abbia trovato il tempo, visto che fa sia ministro che il segretario. Comunque, riformulo gli auguri». Non l’avrà presa bene. «Tra adulti si capisce e si va avanti». Nardella le ha contestato, durante un vivace scambio nel Parlamento di Bruxelles, la vicinanza a Trump. «Se Trump parte come il sovranista del “Make America Great Again”, va benissimo. Se invece si trasforma nel gendarme del mondo che fa esplodere i conflitti, allora non mi sta più bene». «È il fallimento dei sovranisti anti europei», ha aggiunto. «Non sono legato alla persona, ma a quello che fa. Alla sinistra, però, sembra strano. Se dev’essere fedele a tizio, lo resta a dispetto di tutto. Per questo Guareschi li definiva trinariciuti: la terza narice serviva per fare uscire il cervello e lasciare entrare le direttive di partito».
La guerra in Medio Oriente rischia di scatenare una crisi epocale. «Nell’attesa di soluzioni strutturali, sono pronto a comprare l’energia da chiunque la venda a un prezzo inferiore rispetto a quello di mercato». Anche dalla Russia. «La acquistiamo già da paesi ben lungi dal rispettare i diritti umani: Algeria, Azerbaijan, Libia, Emirati Arabi…Ma di cosa stiamo parlando?». Le danno del putiniano. «Non sono filo russo. Sono pro italiano». Meloni ha preso le distanze dal presidente americano? «Ha fatto benissimo». Il Corriere scrive: prima di accettare la candidatura con la Lega, Vannacci si sarebbe proposto senza fortuna a Fratelli d’Italia. «È parzialmente vero. Non mi sono proposto, ma ci sono stati dei contatti. Abbiamo discusso anche di europee. Ho detto che poteva essere una cosa interessante». Se Meloni chiama, Vannacci risponde? «Mi confronto con tutti, figuriamoci se non parlo con Meloni. Il dialogo è aperto». Lei si sente l’ago della bilancia? «Non sto facendo giochi di strategia alla Renzi. Lui pagherebbe oro per essere al mio posto. Io cerco di fare il bene del movimento che ho fondato». Vendetta, tremenda vendetta? «Non ho nessun rancore verso il mio vecchio partito. Non cerco rivincite. Anzi, ho mantenuto un rapporto di estrema cordialità quasi con tutti». Quasi. «Diciamo il 90%». E gli altri? «Se è passata a Napoleone, passerà anche a loro».
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