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Altro parere

L'Iran come la Russia. La Russia come l'Iran

Redazione InPiù 11/03/2026

Altro parere Altro parere Claudio Cerasa, Il Foglio
“Il destino della guerra in Iran è ancora difficile da decrittare", osserva Claudio Cerasa sul Foglio, "ma, nell’attesa di capire cosa potrà riservare il futuro, può essere utile affacciarsi alla finestra e osservare cosa ci riserva il presente. Il presente della guerra in Iran è composto da mille sfumature, mille dettagli, mille incognite. Ma in questa incertezza qualche punto fermo esiste. E quei punti fermi riguardano la capacità incredibile che ha la guerra contro il regime degli ayatollah di illuminare alcune clamorose ipocrisie del nostro presente. Tra queste ipocrisie ne esiste una cruciale che riguarda un asse di fronte al quale un pezzo importante dell’opinione pubblica di destra e un pezzo importante dell’opinione pubblica di sinistra si rifiutano sistematicamente di aprire gli occhi per affrontare la realtà. Il conflitto in Iran, lo sapete, ha messo in risalto un asse speciale che collega il regime iraniano con quello russo. duplice illuminata dalla guerra contro il regime degli ayatollah è quella che riguarda gli indignati a gettone. Se si considera esistenziale la minaccia dell’Iran, non si può non considerare la minaccia russa esistenziale allo stesso modo. E se si considera esistenziale la minaccia della Russia, non si può non considerare la minaccia iraniana esistenziale allo stesso modo. Chi sceglie di osservare le minacce non nel loro complesso ma solo a segmenti, decontestualizzandole, lo fa non perché non è in grado di mettere a fuoco l’abbraccio mortale tra i motori del terrore globale ma perché sceglie di schierarsi a sostegno delle libertà più semplici da difendere. Un pezzo del mondo progressista riconosce la minaccia russa senza riconoscere fino in fondo la minaccia iraniana perché considera Putin un simbolo della destra, dunque facile da attaccare, mentre fatica a considerare una minaccia equivalente l’islamismo radicale, con atomica al seguito, per via del suo odio contro Israele e per via della sua complicità con l’islamismo politico. Un pezzo del mondo conservatore, d’altro verso, riconosce la minaccia del regime iraniano più per il suo essere un veicolo di islamismo che per essere una minaccia per le democrazie del mondo, ma d’altro canto fatica a essere ugualmente severo con il regime russo, vedi il caso dei Maga di Donald Trump, più duri negli ultimi mesi con l’Europa che con la Russia”.
 
Mario Sechi, Libero
Su Libero Mario Sechi critica l’opposizione di centrosinistra. “La segretaria del Pd . scrive - è al terzo anno alla guida di quello che doveva essere un partito riformista, social-democratico, plurale. Archiviato il progetto originale di Veltroni, Elly lo ha trasformato in un residuato bellico degli anni ’70, con annesso concerto degli Inti-Illimani e l’illusione di essere pop quando invece è la massima espressione del circoletto della Ztl. Giuseppe Conte si è attaccato con il Bostik alla poltrona dei Cinquestelle, definirlo un democratico è un’iperbole, la sua investitura è plebiscitaria, i pentastellati nati per contrastare il partito-azienda di Berlusconi, sono finiti in una monarchia incostituzionale dove l’unica cosa che conta è spararla grossa. Il campo largo si completa con la coppia delle favole Bonelli-Fratoianni e l’ausilio canoro di Maurizio Landini, segretario di una Cgil che nonne azzecca una. Questa orchestrina suona lo spartito della musica dei mullah, degli ayatollah, della polizia morale, dello status quo, della restaurazione. È un partito anti-occidentale tenuto insieme dall’idea del dominio dello Stato sulla persona, dal dogma del giudice prima di tutto e di tutti, sopra la legge e non nella legge. È il partito che non a caso parla di diritto internazionale e offre uno scudo alle dittature. Sono contro l’America per vocazione, hanno pianto per Maduro, sperano in una vittoria dell’Iran contro gli Stati Uniti. Questa è la sinistra italiana, la radiografia svela che il cervello, i polmoni, il cuore e lo stomaco si nutrono di un sentimento antipopolare, fino al disprezzo della democrazia quando l’elettore non vota “bene” e li spinge all’opposizione. Tra guerra e referendum stanno offrendo uno spettacolo indecente, ma quando pensi che abbiano toccato il fondo, ti sorprendono e cominciano a scavare”.
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