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Altro parere

Abolire il Garante dello sputtanamento

Redazione InPiù 12/11/2025

Altro parere Altro parere Claudio Cerasa, Il Foglio
Sul Foglio Claudio Cerasa chiede che sia abolito il Garante per la privacy, poiché - afferma - come avrebbe detto Fantozzi, è diventato una boiata pazzesca, non per questioni che riguardano i conflitti di interesse, ma per questioni che riguardano il fallimento strutturale di un’authority che ha sempre cercato con cura di non occuparsi di una delle grandi violazioni di privacy che da trent’anni sfregiano quotidianamente la nostra democrazia. Il Garante per la privacy, in questi anni, si è interessato di tutto, con una particolare attenzione alle battaglie semplici, non divisive, comode, rassicuranti. Si è speso per tutelare i cookie, per vigilare sui banner, per proteggere le newsletter, per arginare i droni, per governare la profilazione degli utenti online, per puntellare la politica sui Green pass, sull’app Immuni, sui cloud della P.a., e ha sempre dedicato una grande attenzione anche ai casi in cui gli utenti, volontariamente, offrono alla rete elementi della propria privacy. In questi anni, però, il Garante si è invece totalmente dimenticato di occuparsi, tranne rarissime eccezioni, di una violazione della privacy dei cittadini non secondaria, come può essere quella che riguarda la distruzione della vita degli altri messa in campo dai protagonisti del processo mediatico. Occuparsi di cookie è ovviamente più semplice che occuparsi di magistrati spregiudicati che sputtanano il prossimo offrendo dettagli non necessari sulla vita degli indagati e anche dei non indagati. Occuparsi di newsletter è ovviamente più semplice che occuparsi di giornalisti che trasformano la libertà di stampa in libertà di sputtanamento, e che diventano la buca delle lettere delle veline delle procure, anche quando le veline contengono infamanti intercettazioni penalmente irrilevanti.
 
Marco Travaglio, Il Fatto Quotidiano
Dopo aver farfugliato frasi vaghe e imbarazzate sulla schiforma Nordio che il suo idolo Borsellino avrebbe gettato dalla finestra, Giorgia Meloni - scrive Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano - ha detto finalmente qualcosa di preciso: “Il magistrato che sbaglia sarà giudicato da un organismo terzo perché, come dice l’Uomo Ragno, da un grande potere derivano grandi responsabilità”. Dal che si intuisce quale trust di giuristi abbia ispirato la schiforma (i fumetti Marvel). Ma si sospetta pure che la premier non ci abbia capito nulla. Intanto non sa chi sia il “magistrato che sbaglia”. In Italia le richieste del pm possono essere smentite dal gip, dal gup, dal Tribunale, dal pg d’appello, dalla Corte d’appello, dal Pg di Cassazione e infine dalla Cassazione (salvo rinvio a nuovo appello e nuova Cassazione). Quindi è ovvio e fisiologico che 8-12 passaggi producano pronunce difformi. Che non sono errori: a un certo punto bisogna mettere il punto e per convenzione ha ragione chi ha l’ultima parola. Il che non significa affatto che gli altri avessero torto. L’errore giudiziario è quando si sbaglia persona, o si scambia per prova ciò che non lo è, o si ignora un alibi o un elemento incriminante, o si crede a un bugiardo. Se l’errore è in buona fede, involontario o inevitabile, a rimborsare la vittima è lo Stato. Se è commesso con dolo o colpa grave da un magistrato che l’ha fatto apposta o ha lavorato da cane, ne risponde personalmente con sanzioni disciplinari e risarcisce di tasca sua. La “riforma” riduce gli errori veri e le difformità di giudizio? No, li moltiplica. Oggi il pm e il giudice, con formazione, carriera e concorso comune, sono educati all ’imparzialità: cioè a cercare entrambi la verità processuale. Una volta separato dal giudice e trasformato in “avvocato dell’accusa”, il pm sarà attratto dalla cultura poliziesca del risultato: tot richieste di arresto, di perquisizioni, di rinvio a giudizio, di condanna. Spetterà solo al giudice accertare la verità con imparzialità: quindi boccerà molte più richieste del pm e farà pure una pessima figura dinanzi a un’opinione pubblica scandalizzata dai giudici “buonisti” e affezionata ai pm castigamatti. A tutto scapito dei cittadini perbene.
 
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