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L'Italia tra senso civico e declino
Tremonti: finita l'ideologia dem, stiamo assistendo al ritorno degli stati
Federico Novella, La Verità, 13 settembre
Redazione InPiù 18/10/2025
E la Germania, ex locomotiva europea? «Uscita dalla guerra, la democrazia tedesca ha sperimentato nelle “grandi coalizioni” una sua forma di sviluppo. Ci si scontrava in campagna elettorale, e poi ci si incontrava subito dopo il voto, di solito in qualche remota località termale, per mettere in piedi la “Grosse Koalition”. La figura di Angela Merkel nasce da questa formula, che tuttavia oggi pare entrata in crisi, per giunta in un momento in cui la debolezza dei partiti politici si pone di fronte alla crisi industriale». Non è singolare che i due Paesi guida dell’Europa, Francia e Germania, oggi appaiano come i più instabili? «Paradossalmente, è l’Italia oggi a vantare una stabilità politica notevole e una struttura di finanza pubblica affidabile. Qualche giorno fa ho letto che il nostro spread era tornato al tasso di 15 anni fa, prima del ‘colpo di Stato’ politico che “tecnicamente” generò la crisi del governo Berlusconi». Ursula von der Leyen rilancia il riarmo parlando di «guerra ibrida» in corso. «Già nel 2003 gli Stati Uniti ci dicevano che esistevano due oceani, e siccome loro dovevano impegnarsi sul Pacifico, sarebbe stato necessario un maggiore impegno sull ’Atlantico. È per questo che nel programma italiano per il semestre europeo fu introdotta l’ipotesi degli eurobond per la difesa, apprezzati da socialisti e popolari, ma bloccati dalla Commissione Prodi. Curioso che oggi Romano Prodi sia favorevole a quella ipotesi: segno che le idee giuste, magari in salita, ma alla fine camminano. In ogni caso la critica più intelligente fu quella inglese del cancelliere Gordon Brown, che disse: siamo contrari perché questo sarebbe “nation building” dell’Europa». Insomma, un’Europa sia frastornata tra passato, «La Commissione europea sta discutendo in contemporanea di armamenti, di automobili verdi, e di “giocattoli cavalcabili e veicoli a tre ruote per bambini”. Ma in una logica europea si fanno passi avanti: a Northwood, per esempio, c’è stato l’accordo anglo-francese sul coordinamento delle armi nucleari. Un’ipotesi molto europea e poco gollista». Il suo giudizio sulla leadership occidentale resta negativo? «Come è stato finora: “turisti della storia”. Nel settembre del 2021, durante il G20 presieduto da Draghi, hanno posato davanti alla fontana di Trevi, sotto lo slogan ancora globalista “people, planet, prosperity”. Nessuno si era accorto che mancava la rappresentanza russa e cinese. Quattro mesi dopo, è scoppiata la guerra». Si ricorda la foto storica del treno per Kiev con a bordo Draghi, Macron e Scholtz? Era giugno 2 02 2. «Quel treno si è schiantato. Ha fatto la fine del convoglio del film Cassandra Crossing. Ma il treno europeo può e deve ripartire. Ha presente la foto del trattato di Roma del 1957? Tempi tragici avevano portato uomini forti. Uomini forti hanno portato tempi facili. Tempi facili hanno portato uomini deboli. Uomini deboli portano tempi tragici».
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