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Stubb: «Mosca vuole indebolirci. Vorrei vedere una Nato più a trazione europea»

Samuele Finetti, Corriere della Sera, 6 luglio

Redazione InPiù 07/07/2024

Stubb: «Mosca vuole indebolirci. Vorrei vedere una Nato più a trazione europea» Stubb: «Mosca vuole indebolirci. Vorrei vedere una Nato più a trazione europea» Ci sono capi di governo europei che nutrono una certa simpatia per Mosca e volano a incontrare Vladimir Putin. E poi ci sono leader europei che si definiscono con convinzione «occidentali». Lo ha fatto a marzo, quando è entrato in carica, il presidente finlandese Alexander Stubb, che è stato accolto a Roma da Sergio Mattarella e Giorgia Meloni per una visita di Stato. Intervistato da Samuele Finetti sul Corriere della Sera di sabato 6 luglio ha detto: «Sono molto attaccato ai nostri valori. E ho intenzione di difenderli». Presidente Stubb, questa difesa si gioca anche sul confine finlandese con la Russia, una linea che dal 2022 è segnata da crescenti tensioni: crede che potrebbero sfociare in qualcosa di più pericoloso? «È chiaro che la Russia considera la Finlandia un nemico ma, come dico sempre, più ti prepari, meno rischi di esacerbare la situazione. Mosca combatte due guerre: una convenzionale, in Ucraina, e una ibrida contro l'Occidente. Noi siamo i bersagli della seconda: la Russia utilizza i migranti per destabilizzare il confine, modifica unilateralmente i confini marittimi, ci colpisce con attacchi cyber e campagne di disinformazione. Non credo che tutto ciò condurrà a un'escalation, ma dobbiamo rimanere vigili e consapevoli che Mosca sta cercando di indebolire le democrazie occidentali». E a favore della creazione di un meccanismo comune di difesa europea? «Credo che i Paesi europei dovrebbero destinare più risorse alla propria difesa nazionale e a quella comunitaria. Ma vorrei vedere una Nato a trazione maggiormente europea, piuttosto che uno strumento di difesa europeo al di fuori dell'Alleanza. C'è già la Nato che si occupa della nostra sicurezza: quello che i Paesi membri possono fare è ampliare i propri arsenali, aumentare la produzione di anni e mezzi militari, rafforzare l'intero sistema dell'industria della difesa. Sarebbe sbagliato plasmare un doppione». La Finlandia finora ha stanziato 3 miliardi di euro per aiutare l'Ucraina. Molti cittadini europei sono contrari a nuove spese per sostenere Kiev. Cosa direbbe per far cambiare loro idea? «La prima cosa che direi è: capisco il loro punto di vista. Per molti l'Ucraina è un Paese lontano, e quello che è lontano ci interessa meno. Ma ci sono due cose da sottolineare: la prima è che più aiutiamo Kiev ora, prima finirà questa guerra. Putin deve capire che noi siamo pronti a un impegno prolungato. E poi non dobbiamo dimenticare che gli ucraini stanno combattendo anche per i nostri valori». La prossima settimana sarà a Washington per il summit della Nato. Tra pochi mesi alla Casa Bianca potrebbe tornare Donald Trump: teme che potrebbe abbandonare Kiev e diminuire l'impegno statunitense nella difesa dell'Europa? «No, non sono preoccupato. Non credo che Trump lascerà da sola l'Ucraina: ha bisogno di un'Europa forte per tenere testa al suo più grande nemico, la Cina. Per farlo, gli Stati Uniti devono mantenere il loro ruolo di superpotenza, cosa che non gli riuscirà senza l'aiuto degli alleati della Nato e senza una rilevante presenza americana in Europa». Ai partner europei ha dato un suggerimento: «Siate più finlandesi». Ovvero? «Volevo dire che, quando si affronta un avversario come la Russia, è necessario essere freddi, calmi e uniti. Come si fa? Semplice, preparandosi per tempo, di modo che, quando cominciano i problemi si riesca a restare lucidi e affrontarli. Si tratta, in fondo, di essere pragmatici».
 
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