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Altro parere

Ita-Lufthansa, ora si vigili su occupazione e hub romano

Redazione InPiù 03/07/2024

Altro parere Altro parere Andrea Bassi, Il Messaggero
"Hanno ragione tutti a brindare" per il sì della Commissione Ue all’acquisto di Ita da parte di Lufthansa. “Ha ragione Carsten Spohr, l’ad della compagnia tedesca, che compra dallo Stato una società risanata. Ma ha ragione soprattutto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti” quando dice che “Ita, quel che resta della vecchia Alitalia, non peserà più per nemmeno un euro sulle tasche dei cittadini”. Lo scrive sul Messaggero Andrea Bassi. “Gli italiani – spiega Bassi - hanno speso tra i 10 e i 15 miliardi di euro per tenere in piedi Alitalia negli ultimi quarant’anni. L’Italia è stato l’unico Paese ad aver scelto di avere due hub, uno a Roma con Fiumicino e l’altro a Milano, a dividersi rotte e passeggeri dell’unica compagnia di bandiera. Una scelta opposta a quella fatta da tutte le altre grandi nazioni europee. Duplicare le rotte riduce i coefficienti di riempimento degli aerei. Questa scelta disgraziata è stata una delle principali cause della continua erosione dei conti di Alitalia. Quando si è provato ad intervenire, era ormai troppo tardi”. Oggi Lufthansa riuscirà dove gli altri hanno fallito? “Alcune premesse lo lasciano sperare. Ita è ripulita dai debiti e ha i conti in equilibrio. Ma sono soprattutto le dichiarazioni arrivate ieri dai vertici della compagnia tedesca a dare spazio all’ottimismo. L’Italia, ha spiegato Spohr, sarà considerato come un mercato domestico, di casa come quello tedesco. Fiumicino sarà l’hub unico da cui partiranno i voli verso il Sud del mondo e il Nord America, e i collegamenti saranno potenziati. L’occupazione sarà mantenuta e, se le cose andranno bene, anche aumentata. Compito del governo sarà garantire che tutte queste premesse si realizzano. Il Tesoro ad un certo punto potrà anche non esercitare più i poteri dell’azionista, ma non potrà abdicare al suo ruolo di supervisore su un settore e una società tanto strategica”, conclude Bassi.
 
Osvaldo De Paolini, Il Giornale
Anche Osvaldo De Paolini, sul Giornale, commenta la positiva conclusione della vicenda Ita-Lufthansa, un segnale del fatto che, a suo dire, “anche in Italia si può fare politica industriale”. “La notizia che Ita Airways può finalmente convolare a nozze con la compagnia tedesca va celebrata come un successo della nostra diplomazia economica. La prima ragione di apprezzamento è che in questo modo si è assicurato un futuro a Ita e a quanti ogni giorno vi prestano la loro opera: senza un’alleanza di dimensioni adeguate la compagnia italiana sarebbe finita in breve schiacciata dai colossi del cielo. La seconda ragione è che finalmente le costose eredità delle molteplici rinascite di Alitalia finiranno di pesare sul gobbo dei contribuenti. C'è però una terza ragione che incoraggia e che merita apprezzamento, ed è che di nuovo, in pochi giorni, il governo ha dimostrato di voler scommettere seriamente su attività strategiche che anni di scelte dissennate, avviate in assenza di una politica industriale degna di questo nome, avevano relegato a mero bene di scambio per fare cassa a sostegno dei conti pubblici sofferenti. Il ritorno della rete telefonica sotto l’egida dello Stato, operazione andata a buon fine 48 ore fa, da una parte ristabilisce equilibri che una comunità democratica dovrebbe sempre preservare e dall’altra consente al Gruppo Tim di ridurre in modo significativo la montagna di debiti che l’aveva relegato in un angolo senza grandi prospettive. Per non dire infine dell’investimento di 5miliardi deliberato un paio di settimane fa dal gruppo STMicroelectronics, cui lo Stato partecipa con risorse del Tesoro per quasi la metà, finalizzato alla costruzione e gestione di un nuovo impianto integrato per la produzione di chip nel distretto di Catania. Tre operazioni industriali di portata internazionale, che testimoniano della possibilità che persino in Italia sia possibile costruire una politica industriale degna di questo nome. Basta volerlo”.
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