Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

I giorni peggiori

Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani

Redazione InPiù 03/07/2024

I giorni peggiori I giorni peggiori Massimo Gaggi, Corriere della Sera
Sul Corriere della Sera Massimo Gaggi commenta i giorni travagliati di Joe Biden, che starebbe valutando di rinunciare alla corsa per le presidenziali. “Sono stati giorni terribili per il presidente quelli successivi al duello con Donald Trump, tra sondaggi nazionali apparentemente non troppo peggiorati e rilevazioni disastrose negli Stati in bilico, quelli essenziali per la rielezione. E col moltiplicarsi delle voci che dalla Casa Bianca descrivevano un leader che nell’ultimo anno ha dato segni crescenti di deterioramento delle capacità cognitive, ma che ha sempre trattato malissimo chi provava ad accennare a quei segnali di senilità. Col risultato di spingere i suoi consiglieri a presentargli, nei rapporti quotidiani, una versione edulcorata della realtà mentre il gruppo dei personaggi più ascoltati dal presidente si è sempre più ristretto. La goccia che ha fatto traboccare il vaso l’ha distillata lo stesso Biden martedì sera quando ha sfoderato un’altra giustificazione che sa di autogol: «Lo so, non sono stato brillante durante il dibattito, anzi per poco non mi addormentavo sul palcoscenico. Ma è colpa dei viaggi faticosi che ho fatto prima: due volte in giro per il mondo. Ho fatto troppa politica estera». Insomma, un ennesimo tentativo di giustificarsi che si è ritorto contro di lui. Da qui la furia dei governatori e parlamentari democratici che temono una débâcle che potrebbe andare ben oltre la Casa Bianca. E allora, dopo giorni in cui i parlamentari democratici hanno espresso anonimamente il loro allarme, ecco la richiesta di un confronto che il presidente ha avuto in queste ore coi governatori degli Stati a guida democratica e coi leader della sinistra di Camera e Senato: formale sostegno al presidente ma, a porte chiuse, anche un monito sulla responsabilità storica che si porterà nella tomba se per la sua ostinazione i democratici consegneranno a Trump non solo la Casa Bianca ma anche il controllo del Congresso”.
 
Stefano Stefanini, La Stampa
Anche Stefano Stefanini, sulla Stampa, commenta i giorni difficili di Joe Biden. “Per il Presidente americano è un 4 luglio di confronto con la realtà. Gli amici gli chiedono di ritirarsi; i nemici sperano che resti in campo. Più dei sondaggi sfavorevoli, che in cinque mesi possono cambiare, quest’inversione di sentimenti lo obbliga a domandarsi se fare il doloroso passo indietro dello statista, come Lyndon Johnson nel 1968, o andare incontro, a novembre, al triste epilogo di una delle migliori presidenze degli ultimi decenni. Il dramma di Joe Biden è che solo lui può fare il passo indietro che non vuol fare ma le circostanze gli imporrebbero. Se non lo farà trasformerà la corsa alla presidenza nella lunga attesa di un esito che sembra scontato. Nessun leader politico può pensare di vincere elezioni senza l’entusiasmo del suo partito, la convinzione dei suoi amici ed alleati politici, il credito dei mezzi d’informazione. La candidatura di Biden poggiava su questo edificio. Che si è fatalmente incrinato dopo il disastroso dibattito con Trump del 27 giugno. Il Presidente continua a domandarsi come riprendersi dal passo falso. È umanamente comprensibile, politicamente suicida. Biden affronta gli ultimi frenetici mesi di battaglia elettorale con una logistica incerta e un esercito demotivato e ora ostinarsi e rimanere in corsa o dare al suo partito e all’America la possibilità in extremis di tirare fuori dal cappello un candidato in grado di vincere a novembre. L’America ha, o aveva, la capacità di sorprendere eleggendo Presidenti sulla carta improbabili: Carter, Reagan, Clinton, Obama, lo stesso Trump. Ma le presidenziali americane sono una lunga maratona che si decide all’ultimo chilometro. Bisogna arrivarci con abbastanza fiato nei polmoni e muscoli nelle gambe. Joe Biden non li ha più. Un altro o un’altra potrebbe averli. È tardi ma non troppo tardi”.
 
Ezio Mauro, Repubblica
Su Repubblica Ezio Mauro prende spunto dalla lectio magistralis di ieri del Capo dello Stato Sergio Mattarella alla settimana sociale dei cattolici per ragionare sullo stato della democrazia. “Siamo giunti al nodo della crisi contemporanea: la questione della democrazia, la sua capacità di mantenere le promesse scritte nelle Costituzioni. È questa la vera cifra della contesa politica aperta oggi in Francia e in Inghilterra, domani negli Usa, quotidianamente in Europa e in Italia. Di fronte alle difficoltà che la democrazia incontra per garantire una libertà sostanziale con la rappresentanza, l’uguaglianza e la solidarietà – scrive Mauro -, cresce la tentazione di cambiare il modello liberal-democratico conquistato dopo la fine della guerra, costruendo nuove «verticali del potere», inseguendo una piena potestà, rifiutando i vincoli e gli strumenti di controllo e di bilanciamento, superando cioè le regole in una metamorfosi autoritaria della democrazia. E contro questa tentazione ha parlato ieri a Trieste il presidente della Repubblica, facendo un richiamo sullo stato di salute della democrazia, sui rischi di una sua svalutazione, di una disaffezione dei cittadini. Ma la democrazia non è soltanto un metodo, perché ha un’anima senza la quale è destinata a implodere, ha spiegato Mattarella. E l’anima della libertà nasce dalla riconquista dei valori democratici dopo la costrizione fascista, inseriti nella Costituzione. Libertà anzitutto come rifiuto di ogni obbligo di conformismo, come «diritto all’opposizione». Mattarella ha ricordato che la forma democratica deve assicurare diritto di voto, libertà, ruolo e funzione delle assemblee elettive e soprattutto «limiti alle decisioni della maggioranza». La coscienza del limite, quindi, come responsabilità democratica della maggioranza. È un richiamo a contrastare lo spirito dei tempi, la tentazione di inseguire sempre quote supplementari di potere oltre a quello legittimo conquistato nelle elezioni”.
Altre sull'argomento
L'ipotesi Obama
L'ipotesi Obama "vice" di Biden
Ma non è chiaro se la Costituzione lo consenta
Le pallottole nella politica Usa
Le pallottole nella politica Usa
Da Lincoln a Trump il ruolo delle armi e degli attentati a presidenti ...
L'Occidente sotto scacco
L'Occidente sotto scacco
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Agenda della settimana
Agenda della settimana
Il presidente Mattarella in Brasile in visita di Stato (dal 14 al 20 luglio)
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.