Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Altro parere

Le due anime di Giorgia

Redazione InPi¨ 10/06/2024

Altro parere Altro parere Mario Ajello, Il Messaggero
Per Mario Ajello quello ottenuto da Giorgia Meloni alle europee è un successo senza se e senza ma. Avvenuto in condizioni di gioco non facili, basti pensare alle ristrettezze economiche nelle quali il governo si è dovuto muovere in questi venti mesi dall’inizio della legislatura, e che si deve all’uso di un doppio registro. Da una parte la premier super-pop, il format dello «scrivi Giorgia», la capacità di stabilire una connessione politico-sentimentale con gli elettori - evidentemente non solo con quelli originari, perché FdI è andata oltre il risultato del 26 per cento delle Politiche del 2022 - che si è riattivata nonostante il potere, come si vede nei casi di Macron e Scholz, logori chi ce l’ha. E appartiene a questo registro, a questo primo Canone Giorgia, la scelta di puntare a un’esposizione pubblica della sua leadership in cui il principio di autorità - io guido la nazione, io sono stata scelta dal popolo per portare avanti l’Italia senza farmi irretire dalla difficoltà - si unisce al principio di prossimità: il sono sempre la stessa di prima, non mi sono rinchiusa nel Palazzo, sono vicina alla gente perché continuo ad essere gente. E sarà pure una retorica quella dell’underdog ma come retorica funziona. A questa linea di condotta quasi orizzontale rispetto ai cittadini, pur non nascondendo che le responsabilità di chi è classe dirigente appartengono a una sfera di Stato e rispondono a visioni e a azioni connaturate all’autonomia della politica, Meloni ha affiancato l’altro registro che è quello che spiega l’ottimo risultato ottenuto da lei e dal suo partito nel Nord-est e nel Nord-ovest (dove un elettore su 3 ha scelto FdI) e le buone performance nelle altre aree del Paese, più quelle del Centro che quelle del Sud (e pensare che la vecchia fiamma era forte soprattutto nel Mezzogiorno), a forte densità di industrie piccole e grandi, di imprese anche artigiane, di laboriosità che cerca di fare sistema, di distretti che spingono l’Italia. Oltre alla Giorgia pop, insomma, la Giorgia produttivista.
 
Alessandro Sallusti, Il Giornale
I socialisti – ammette sul Giornale Alessandro Sallusti – non ci stanno simpatici, anzi pensiamo che siano la causa della maggior parte delle disgrazie europee. Neppure la presidente uscente del governo europeo Ursula von der Leyen sprizza simpatia, potendo sarebbe meraviglioso, pensando alla nuova guida dell’Unione, fare a meno degli uni e dell’altra. Nonostante l’ottimo risultato delle varie destre europee, pare però che non ci siano i numeri per mettere su una maggioranza di centrodestra pilotata da quel Partito popolare che raggruppa tutti i partiti moderati (tranne quello di Macron). Questioni complicate, fatte di veti e controveti, che per spiegarle non basterebbe un giornale intero. Il tema che quindi si impone è il seguente: può l’unico leader europeo che ha vinto le elezioni, Giorgia Meloni, mettersi all’opposizione in Europa? Può il partito italiano principale, Fratelli d’Italia, chiamarsi fuori dalla cabina di regia che deciderà le sorti dell’Europa per i prossimi decisivi e complicati cinque anni perché «noi mai più con i socialisti» o perché «Ursula non ci piace»? Non so che risposte darà a queste domande nei prossimi giorni Giorgia Meloni. Certo ha una grande responsabilità, quella di tenere l’Italia in partita a prescindere dalle appartenenze politiche dei singoli interlocutori. È nello stile della donna, che non si è chiesta se Joe Biden fosse di destra o di sinistra ma se l’America debba o no essere nostro interlocutore privilegiato e strategico; non se il presidente tunisino o quello albanese siano sinceri democratici, ma se utili alla causa italiana. Quella che sta affascinando gli italiani è una nuova destra che si è liberata dai fantasmi che ancora aleggiano nei suoi estremi, che ha superato gli slogan facili del populismo demagogico, che ha dimostrato di saper stare seduta alla pari a tavoli importanti. E allora perché non immaginare che un’operazione simile sia possibile anche in Europa, con o senza socialisti, con o senza Ursula perché i percorsi si costruiscono un passo alla volta. Chi vuole inchiodare Fratelli d’Italia al destino di tutte le destre europee indistintamente ha uno scopo preciso: togliersi dai piedi il più possibile Giorgia Meloni. Non sapendo che la donna ha uno scarso spirito decoubertiniano: l’importante non è solo partecipare, serve vincere
 
 
Altre sull'argomento
Il bivio di Giorgia in Europa
Il bivio di Giorgia in Europa
Sostenere la Von der Leyen o unificare le destre (soprattutto la Le Pen)
Se la Francia inceppa l'Europa
Se la Francia inceppa l'Europa
Francia in subbuglio in vista delle elezioni del 30 giugno volute da Macron
Agenda della settimana
Agenda della settimana
Giorgia Meloni sarÓ oggi a Bruxelles per la cena informale dei capi di ...
 Sunak:
Sunak: "Con Giorgia un rapporto speciale"
Antonello Guerrera, La Repubblica, 15 giugno
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.