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L'Europa secondo Krah. “Non prendo soldi dai russi. Le SS criminali? Sbagliato generalizzare”

Tonia Mastrobuoni, la Repubblica, 18 maggio 2024

Redazione InPiù 18/05/2024

L'Europa secondo Krah. “Non prendo soldi dai russi. Le SS criminali? Sbagliato generalizzare” L'Europa secondo Krah. “Non prendo soldi dai russi. Le SS criminali? Sbagliato generalizzare” Berlino - In questa prima intervista dallo scoppiare degli scandali sul collaboratore cinese e sui legami con la Russia, realizzata da Tonia Mastrobuoni su Repubblica del 18 maggio, lo spitzenkandidat alle Europee dell’Afd Maximilian Krah si concede a tutto campo. Krah, lei ha dichiarato che i tedeschi devono essere fieri dei loro antenati. Anche se erano ufficiali delle SS? «Dipende da cosa hanno fatto». Le SS erano criminali di guerra. «Bisogna valutare individualmente le colpe. Alla fine della guerra c’erano quasi un milione di SS. Anche Guenter Grass era nelle Waffen-SS. I parenti di mia moglie erano tedeschi che vivevano in Ungheria, avevano la scelta se arruolarsi con l’esercito ungherese o con le SS. Se si fossero arruolati con l’esercito ungherese da tedeschi, lo sapevano dalla Prima guerra mondiale, sarebbe stata una condanna a morte. Indi si arruolarono nelle SS. Tra le 900mila SS c’erano anche tanti contadini: c’era sicuramente una percentuale alta di criminali, ma non tutti lo erano. Non dirò mai che chi aveva una uniforme delle SS era automaticamente un criminale». Lei ha detto che le femministe sono ‘brutte e terribili’. «Alcune» E ha concesso interviste al sito filorusso Voice of Europe, che è stato chiuso ieri. I russi le hanno dato soldi? «Mai. E ho fatto due interviste in tutto». Sapeva che quell’emittente era dell’oligarca Viktor Medvedchuk, fedelissimo di Putin? «No. Sapevo che era un’emittente nuova. Quindi ho preso un treno e sono andato a Praga a fare l’intervista. L’albergo me lo sono pagato da solo». Lei è stato interrogato a New York dall’Fbi. Perché da una chat con l’attivista filorusso Oleg Voloshin è emerso che prendeva soldi da lui. «No. Voloshin ha scritto “il problema delle spese è risolto, faremo di nuovo come a gennaio”. Ma tuttora non ho capito a cosa si riferisse». Non può essere serio. «Certo. Lui voleva replicare il Formato Normandia al Parlamento europeo e stava organizzando un forum. Forse i pagamenti erano per quello. Comunque non ho mai risposto a quel messaggino. L’ho letto anni dopo». Ma dopo che è uscita la notizia non ha sentito il bisogno di chiarire? «Voloshin ha detto che voleva organizzare l’evento e che avrebbe risolto il problema dei costi. Cosa posso aggiungere?». Lei prende soldi dai russi, sì o no? «No. Con Voloshin ci siamo visti al ballo dell’opera di San Pietroburgo, nel 2019. E lui voleva pagarmi il biglietto per l’aereo. Gli ho detto “io non torno in aereo con 4.000 euro in contanti”. E Voloshin ogni tanto mi chiedeva “quando vieni a trovarmi, così ti do i soldi?”. Insomma, sono i russi che devono soldi a me!». Veramente l’Fbi le ha anche trovato 6.000 euro in contanti addosso. «Io ricordo 3.500. Ma in ogni caso li ho dichiarati subito all’Fbi. E posso spiegare». Prego. «Avevo perso il mio portafoglio con le carte di credito. Era nella mia biancheria sporca a Bruxelles, l’hanno trovato le mie figlie. Ma quando sono partito per New York pensavo di averlo perso. E quindi ho chiesto a due amici di prestarmi dei soldi. Volevo comprare regali di Natale da Macy’s. Una maglietta Hilfiger costa la metà rispetto a Berlino». Parliamo dell’altro tasto dolente, per lei: la Cina. Il suo collaboratore Jian Guo è stato arrestato perché è una spia cinese. Com’è possibile? «Non so. L’ho letto sui giornali. È stato uno shock. Anche il fatto che i servizi segreti interni lo osservassero da quattro anni e non ci avessero detto niente. Peraltro non sembra veramente pericoloso se ci hanno messo quattro anni per arrestarlo. E l’ex presidente dei servizi segreti Maassen ha dichiarato che in altri casi i politici erano stati avvertiti subito». Veramente i giornali hanno scritto già mesi fa che c’erano delle ombre sul suo collaboratore. «Non per spionaggio. Per finanziamenti sospetti». E non sarebbe stato già sufficiente per allontanarlo? «Mi sembravano stupidaggini». Lei è comunque un lobbista sfegatato della Cina. «Penso che ci sia un po’ di fobia verso la Cina. Parliamo di un miliardo e mezzo di persone, e ci sono enormi interessi economici. Io non mi faccio intimidire da queste campagne di bullismo. Non rinuncerò ad avere rapporti con l’ambasciatore cinese». Parliamo di alleanze europee. Teme che sarete cacciati dagli Identitari? «Non lo so. Però se accadrà dubito che raggiungeranno i sette Paesi necessari per formare un gruppo». Cosa vuol dire “Remigration”? «Incentivare il ritorno dei migranti all’estero. Ma deve essere volontario, altrimenti so come giurista che è difficile. Quando Salvini arrivò al potere e proclamò che avrebbe cacciato 300mila migranti, mi dissi ‘se saranno 3.000 sarà un successo’. Come si fa, con i treni? Non mi pare una buona idea. Anche per motivi storici». Perché l’Afd è così popolare tra i giovani? «Perché i giovani sanno che il loro futuro è diverso da quello che gli raccontano i loro insegnanti e genitori. La sinistra non è attraente per i giovani. Negli anni ‘80 in Germania andavano di moda i Popper (i paninari tedeschi, ndr). Ed erano apolitici, vestivano alla moda, ascoltavano “I like Chopin”. Invece adesso essere di sinistra vuol dire mangiare vegetariano e avere la bici sostenibile. Non è molto fico. Noi siamo fichi»
 
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