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Altro parere

La solitudine degli studenti davanti al potere

Redazione InPiù 14/05/2024

Altro parere Altro parere Alessandra Algostino, il Manifesto
“Lo spettacolo si ripete. Manganelli sugli studenti giovanissimi, mentre è chi governa a lamentarsi per la censura”. Lo scrive Alessandra Algostino sul Manifesto sottolineando come “media e politica recitano la loro parte: il coro in una commedia dell’assurdo con spettatori passivi e critici acquiescenti. I l potere interpreta anche la parte della vittima del potere. A chi contesta il potere non resta alcun ruolo. Va in scena la neutralizzazione del conflitto attraverso la sua sussunzione; la delegittimazione di una delle parti si accompagna all’assegnazione del suo ruolo all’altra parte. Una sorta di recita ventriloqua a senso unico. La solidarietà non è ai ragazzi e alle ragazze picchiati, in corteo a mani nude, ma ai poliziotti in assetto antisommossa. L’asimmetria di forza fisica è plasticamente evidente e traduce la pretesa - illegittima - di chi detiene il potere di restringere e negare il diritto di riunione, come diritto di manifestare contro il potere; un diritto che è, in primo luogo, di chi non ha il potere e contro chi lo detiene. L’asimmetria di potere – spiega Algostino - è la stessa che appare, traslata sul piano verbale, quando una ministra grida alla censura a fronte della contestazione di trenta persone. Quando chi protesta è parte debole dovrebbe avere lo schermo dei diritti a sua difesa contro il potere. Diritti e limitazione del potere, il cardine del costituzionalismo, sono invece preda di un governo onnivoro, che mira a concentrare il potere (il premierato) e ad asservire i diritti. Gli studenti che manifestano, i palestinesi che rivendicano il diritto di esistere, sono soggetti attivi, non il mero riflesso di azioni altrui. Sono persone che hanno scelto di stare da una parte e si sono assunte la responsabilità di non lasciare che questi anni passino alla storia – se l’umanità permetterà a sé stessa di avere un futuro – come l’età delle guerre, della violenza, della metamorfosi delle democrazie nella caricatura di se stesse, nell’ignavia dei molti, senza nessuno a «dire no». Sono consapevoli e determinati e dalla parte giusta della storia, loro lo sanno e lo sa anche chi, negando spazi, reprimendo e denigrando, tenta in ogni modo di impedire che siano ascoltati. Non lasciamoli soli – conclude - a dire la verità al potere”.
 
Maurizio Crippa, il Foglio
Maurizio Crippa sul Foglio, nella sua consueta rubrica ‘Contro Mastro Ciliegia’, prende di mira gli eccessi ideologici delle università americane e commenta le prime contromisure prese dagli atenei: “Mentre i loro colleghi dell’Università della California si squinternavano in un climax di inclusione e bandiere palestinesi per difendere il diritto alla preghiera dei loro compagni islamici (che del resto nessuno minacciava di persecuzione religiosa) – scrive Crippa - la dolce ala dell’eterogenesi dei fini planava come un angelo  vendicatore sulla zucca dei loro colleghi dell’Università della Carolina del Nord. E planava tanto forte da travolgere anni di progetti, costruzioni e bellurie del wokism propriamente e variamente detto. Voi manifestate e in modo minaccioso, se non violento, a favore di Gaza e contro Israele? E noi tagliamo il budget – 2,3 milioni di dollari: non proprio le bruschette all’italiana – che era destinato ai progetti dell’università ‘per la diversità, l’equità e l’inclusione’. Non solo, quel budget lo dirottiamo tutto quanto per le risorse di pubblica sicurezza e di polizia, che in questa fase servono di più. Questo – conclude - ha deciso, lunedì, il consiglio di amministrazione dell’ateneo della ridente cittadina di Chapel Hill. E da ridere, in effetti, ci sarebbe molto, pensando a come gli eccessi ideologici e wannabe minacciosi si sono ribaltati nel più grottesco degli insuccessi. Più sicurezza e meno scemenze”.
 
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