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Altro parere

Chi sono i veri sfruttatori

Redazione InPiù 11/04/2024

Altro parere Altro parere Alessandro Sallusti, il Giornale
Alessandro Sallusti sul Giornale stigmatizza lo ‘sciacallaggio’ sulla strage di Suviana: “Ovvio che sulla tragedia della centrale idroelettrica – scrive il direttore - la magistratura abbia aperto un'inchiesta per disastro colposo. Quando sette persone muoiono contemporaneamente in seguito a un incidente sul lavoro, da qualche parte un motivo ci sarà e ci vorrà del tempo per capire quale e a chi imputabile. La storia dei disastri aerei insegna come le responsabilità possano essere a volte del costruttore, altre del pilota o di improvvise e non prevedibili condizioni meteo avverse; altre ancora un insieme di coincidenze, nessuna delle quali decisiva ma che messe in fila hanno portato all'irreparabile. Per questo fa specie che a operazioni di salvataggio ancora in corso ci sia già chi emette sentenze definitive come ha fatto ieri la Cgil di Landini, che a Bologna ha portato in piazza qualche migliaio di persone per protestare contro una «strage di Stato» e un «modello industriale che è da cambiare». Al momento i fatti ci dicono un'altra cosa. L'Enel, società proprietaria dell'impianto, ha appaltato i lavori di manutenzione a tre società leader del settore, non a spregiudicati e improvvisati imprenditori, proprio per puntare al meglio possibile. Non a caso – osserva Sallusti - la squadra che si è calata nella pancia della centrale era formata da tecnici di riconosciuta e indiscussa professionalità, uno di loro addirittura premiato lo scorso anno dal presidente Mattarella con la Stella al merito del lavoro. Difficile pensare che uomini di tale esperienza e serietà avrebbero accettato l'incarico se non fossero stati più che sicuri delle condizioni di sicurezza nelle quali si sarebbero trovati. Eppure qualche cosa è andato storto, in teoria potrebbe anche essere che le cose non sono come ci appaiono oggi. Ma chi oggi specula su questa disgrazia si comporta da sciacallo. Per quello che ne sappiamo, a Suviana non c'è stato alcuno «sfruttamento dei lavoratori» come sostiene Landini: tecnici super specializzati e ben retribuiti giravano il mondo per revisionare centrali idroelettriche, un mestiere pericoloso in sé a prescindere, e c'è stato un incidente. Anche noi vogliamo sia fatta chiarezza scientifica e giudiziaria, ma qui – conclude - l'unico «sfruttamento» è quello che la Cgil sta facendo su lavoratori morti, cosa non bella da vedere e sentire”.
 
Claudio Cerasa, il Foglio
“Sono mesi che ogni volta che ne ha l’occasione Elly Schlein offre elementi fattuali per mostrare quanto la segretaria del Pd detesti più o meno tutto ciò che il Pd rappresenta. La sua storia, la sua struttura, la sua forma, la sua classe dirigente, la sua identità, il suo posizionamento europeo e persino quelle correnti senza le quali oggi la leader del Pd non sarebbe alla guida del Pd”. Così Claudio Cerasa sul Foglio: “I fatti sono noti ma vale la pena metterli l’uno vicino all’altro. Giuseppe Conte critica il Pd per essere compromesso con un sistema marcio di potere e Schlein piuttosto che difendere la sua classe dirigente dice implicitamente che Conte ha ragione e dice che d’ora in poi i candidati del Pd dovranno firmare un fondamentale nuovo codice etico (eureka!). Il M5s sceglie di votare contro l’invio delle armi in Ucraina e il Pd di Schlein tradendo la sua storia decide di astenersi sia di fronte a una mozione del governo che chiede di inviare armi sia di fronte a una mozione del partito di Conte che chiede di non inviare più armi. Stessa storia con le mosse europee – aggiunge Cerasa - il Pd, insieme con il Pse, ha lavorato per molti anni per approvare in Europa la riforma sui migranti e Schlein, tradendo la storia del Pd, improvvisamente sceglie di votare contro. Il Pd, ancora, è il partito che potrebbe rivendicare con maggiore orgoglio il suo tratto riformista sul tema del lavoro, essendo stato il partito che ha fatto approvare il Jobs Act ai tempi di Renzi, ma l’odio nei confronti dell’ex segretario è così profondo che quella riforma ha scelto di non difenderla, al punto da non contestare la decisione della Cgil di organizzarvi un referendum contro. Ma il combinato disposto degli schiaffi continui mollati al Pd dalla segretaria del Pd è lì a produrre un effetto perverso, patologico, scoraggiante. L’immagine di un partito che al moralismo degli alleati risponde con il moralismo, che a forza di inseguire il M5s si sta allontanando dal Pse, che piuttosto che scommettere sulla propria classe dirigente scommette su chi la classe dirigente del Pd la detesta (vedi la timida nota della segretaria di ieri sul caso Bari) e che piuttosto che essere alternativo a Meloni appare ogni giorno come alternativo a sé stesso. Provare ad aprire il Pd – conclude - è un tentativo saggio, ma provare ad aprirlo come una scatoletta di tonno forse non dovrebbe essere il compito primario della leader del Pd”.
 
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