Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Altro parere

Una misura sacrosanta

Redazione InPiù 27/03/2024

Altro parere Altro parere Alessandro Sallusti, Il Giornale
L’introduzione dei test psicoattitudinali per i magistrati “è una tappa non certo decisiva, ma importante, nel percorso di riordino di un sistema, quello giudiziario, da troppo tempo fuori controllo”. Lo scrive il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti. “Non si tratta di dare la caccia ai matti né di interferire nel merito delle decisioni di giudici e pm, la cui autonomia resta intatta. No, più semplicemente viene introdotto un «crash test» per verificare se il livello di equilibrio e serenità è compatibile con una professione che maneggia una merce unica e importante quale è la libertà degli uomini, cosa che già avviene senza alcun problema per categorie altrettanto sensibili, tipo forze dell’ordine e piloti di aerei”. Secondo Sallusti “bisognerebbe farsi l’unica domanda sensata: i test sono utili ai cittadini, che da vittime o colpevoli hanno a che fare con la giustizia? Con onestà bisogna ammettere che la risposta è: sì, sono utili, perché i magistrati sono uomini come tutti gli altri, hanno i loro alti e bassi, depressioni e umori che possono influire sulla lucidità e sul distacco necessari per formulare ipotesi e tirare conclusioni. C’è chi sostiene che alla fine si scoprirà che in pochi risulteranno positivi allo stress. Può essere, ma non regge. Rispetto ai milioni di automobilisti che ogni giorno circolano sulle strade, sono davvero pochi quelli che guidano in stato di ebbrezza, eppure nessuno chiede l’abolizione dell’alcol test, perché il pericolo per tutti viene proprio da quella minoranza. Che paura dovrebbe avere a sottoporsi a una verifica un magistrato sicuro di essere nello stato psicofisico minimo necessario per esercitare una professione che ha che fare per definizione con la vita dei cittadini? Nessuna – conclude Sallusti -, ma a guardare le drammatiche statistiche sull’efficienza e impeccabilità della nostra giustizia, ci sta che in non pochi comincino a preoccuparsi”.
 
Marino Longoni, Italia Oggi
Su Italia Oggi Marino Longoni sottolinea le difficoltà della difesa europea. “Il comandante delle forze armate polacche, nel discorso che ha tenuto nel 25esimo anniversario dell'adesione del Paese alla Nato, ha sottolineato che ci sono «chiari indizi» che la Russia sta adottando misure per aggredire altri paesi europei. Segnali di questo tipo sono arrivati, nelle ultime settimane, da numerose intelligence dei paesi occidentali. Il problema, per l’Europa, è che non è per niente pronta a rispondere ad un eventuale attacco. Manca una seria difesa comune. E anche quella delle nazioni più importanti fa acqua da tutte le parti. Prendiamo la Francia, che ha ceduto 30 obici semoventi d’artiglieria all’Ucraina con gran parte delle munizioni disponibili; oggi il suo esercito ne schiera appena 82 di cui 32 stanno per essere radiati per obsolescenza. Già nel maggio 2022 un rapporto della Commissione Difesa del Parlamento fece emergere che le riserve di armi e munizioni erano del tutto inadeguate a far fronte a un conflitto come quello in atto in Ucraina. In Germania, invece, è emerso qualche giorno fa che i depositi di munizioni d’artiglieria tedeschi sono stati svuotati dagli aiuti inviati in Ucraina e per ripianarli a livello pre-guerra servirebbero molti anni. Anche l’esercito britannico soffre di un crescente esodo del personale. Carenza di truppe e insufficienti stanziamenti finanziari hanno costretto Londra a ritirare dai ranghi due navi da guerra ed entro il 2025 lo stesso destino subiranno anche 30 aerei da caccia. Un rapporto sulle capacità operative delle forze armate britanniche ha riferito che «in caso di una guerra tra il Regno Unito e un avversario di dimensioni simili, le forze armate britanniche esaurirebbero le loro capacità dopo i primi due mesi di combattimento». E Trump ha già minacciato, se diventerà presidente, di togliere all’Europa l’ombrello della Nato. C’è di che preoccuparsi”.
Altre sull'argomento
L'urgenza di una politica industriale europea
L'urgenza di una politica industriale europea
Rischiamo di acuire le differenze tra gli Stati Ue e di accelerare il ...
L'Europa deve pesare di più nella Nato
L'Europa deve pesare di più nella Nato
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Estraneità elettive a sinistra
Estraneità elettive a sinistra
Sintesi degli editoriali dei principali giornali
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.