Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Altro parere

Tutti sul trattore del vincitore

Redazione InPi¨ 07/02/2024

Altro parere Altro parere Claudio Cerasa, Il Foglio
L’effetto “bandwagon” – scrive Claudio Cerasa sul Foglio – è un fenomeno che si manifesta tradizionalmente all’indomani di un’elezione e che porta molti cittadini a innamorarsi perdutamente del partito uscito trionfatore dalle urne. Bandwagon.  Ovverosia: salire sul carro del vincitore. La politica europea, negli ultimi giorni, sta assistendo a un fenomeno non troppo diverso da quello appena descritto. Un fenomeno al centro del quale, in mancanza di elezioni che suggeriscano il partito da mettere al centro del proprio cuore, vi è solo una piccola variazione lessicale: tractor al posto di wagon. E dunque, bandtractor: salire sul trattore del vincitore. Il bandtractor è un fenomeno reale ma decisamente meno serio rispetto all’oggetto che è al centro delle proteste del popolo dei trattori. In gran parte dell’Europa, gli agricoltori protestano per le strade, per le autostrade e per le piazze per ragioni diverse l’una dall’altra. Ma la loro idea di fondo è chiara: l’Europa è un freno per le attività degli agricoltori (pazienza se l’Europa ha stanziato per l’agricoltura 400 miliardi su 1.200 miliardi di bilancio comunitario), l’ambientalismo europeo sta facendo danni gravi all’agricoltura (pazienza se gli agricoltori sono la categoria più risparmiata dal Green deal e sono stati praticamente esclusi dal taglio delle emissioni), i governi del continente non sono all’altezza delle richieste che gli agricoltori hanno portato all’attenzione delle istituzioni (pazienza se gli agricoltori in Italia, come ricordato ieri dal senatore Luigi Marattin, non pagano l’Imu, non pagano l’Irap, non pagano l’Irpef sui terreni agricoli e non hanno pagato negli ultimi sei anni l’Irpef sui redditi agrari). Di fronte a queste rivendicazioni, il fenomeno del bandtractor si è manifestato nei suoi tratti più surreali. Il popolo dei trattori è contro la politica. La demonizza, la insulta, la schiaffeggia. E la politica, piuttosto che difendersi, sceglie meravigliosamente di salire a bordo degli stessi trattori diretti in modo spedito contro i palazzi della politica. L’effetto è insieme comico e surreale.
 
Gianluigi Paragone, Il Tempo
«I nostri agricoltori meritano di essere ascoltati. So che sono preoccupati per il futuro dell’agricoltura e per il loro futuro». Anche Ursula von Der Leyen – commenta sul Tempo Gianluigi Paragone – sente odor di elezioni e congela il regolamento sui pesticidi: «Una nuova proposta, più matura, sarà fatta in futuro», dice concedendo così il punto agli agricoltori in rivolta. Delle due, dunque, l’una: o la Commissione guadagna tempo in vista delle prossime elezioni per il rinnovo del parlamento europeo e quindi sostanzialmente prende in giro il popolo dei trattori in rivolta, oppure sta di fatto ammettendo l’eurofanatismo di cui sono intrise le cosiddette politiche green. Siccome a pensare male si fa peccato con tutto quel che andreottianamente ne consegue, pendo più a favore della prima risposta che della seconda; non nel senso che le politiche europee non difettino di propaganda, quanto piuttosto che la Von Der Leyen si stia affannando al fine di ottenere il «suo» bis. Ma è difficile far scomparire dalla memoria tutto quel che la Commissione ha prodotto, gli incontri con Bill Gates e gli altri big della nuova frontiera del cibo sintetico e pratiche quali Farm to Fork, Nutriscore, politiche di apertura a est, sbilanciamento a favore dei grandi gruppi, standardizzazione. Oggi gli agricoltori incassano una promessa preziosa e va bene, ma il punto più pesante riguarda il loro potere negoziale: per quanto sbilanciato rispetto ai grandi interessi, anche i trattori esistono. Il movimento dei contadini si allarga a macchia d’olio, per quanto differisca da Stato a Stato circa le rivendicazioni, ha dalla sua una buona fetta di cittadinanza, finalmente consapevole del lavoro prezioso e assolutamente non riconosciuto compiuto da chi è meno protetto dalle filiere agroalimentari. Lo stiamo vedendo anche a ridosso del festival di Sanremo con l’inaspettata apertura da parte di Amadeus e di Fiorello.
Altre sull'argomento
L'Europa sbanda sull'Ucraina
L'Europa sbanda sull'Ucraina
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
La Ue cerca soldi per aiutare Kiev
La Ue cerca soldi per aiutare Kiev
Von der Leyen ipotizza di utilizzare gli utili dei fondi russi sequestrati
Se l'Europa tira il freno sul clima
Se l'Europa tira il freno sul clima
Ci saranno gravi conseguenze nei Paesi pi¨ poveri
La ricandidatura di Ursula
La ricandidatura di Ursula
La Von der Leyen ha deciso di succedere a sÚ stessa alla testa della ...
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.