Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Altro parere

Magia: la corrente diventa "onda"

Redazione InPiù 06/12/2022

Altro parere Altro parere Salvatore Merlo, il Foglio
Salvatore Merlo sul Foglio gioca con l’ironia per descrivere i sostegni alla candidatura di Ely Schlein: “Un fatto è sempre nudo, anche se vestito all’ultima moda. E ora le solite malelingue dicono che Elly Schlein, lei che è talmente all’ultima moda da essersi candidata alla segreteria del Pd addirittura prima di avere preso la tessera del Pd, non sia altro che la grande scommessa di Dario Franceschini. O meglio, la penultima grande scommessa di Dario Franceschini. Malignità, senza dubbio. E’ d’altra parte un puro caso che domenica, a celebrare questa neocandidatura a Roma (frase totemica assieme a ‘ci siamo riconnessi con il fuori’ è stata: ‘I capicorrente hanno allontanato le persone, pure le più belle come te’) ci fossero la moglie di Franceschini, Michela Di Biase, mezza corrente franceschiniana, tra cui consiglieri comunali, assessori regionali, presidenti di municipio e parlamentari. E insomma – ricorda con Sarcasmo Merlo - dopo aver azzeccato Veltroni, Bersani e per l’appunto Renzi, con cui si schierò per primo nel 2013 rompendo ogni vincolo di solidarietà con la Ditta, ma soprattutto dopo essere sopravvissuto a tutti e tre, ecco che il più geniale e ginnasticato dei capicorrente secondo repubblicani, Dario Franceschini appunto, avrebbe deciso di scommettere su questa ragazza in jeans (ma la borsa è di Gucci). Niente di più falso. Schlein domenica lo ha infatti ben spiegato che la sua ‘non è una corrente’, bensì ‘è un’onda’. Espressione allegra che sa un po’ di movimento studentesco e un po’ di canzone di Bruno Lauzi. Onda su Onda. Avrebbe anche potuto dire ‘area culturale’, certo, come fa da tempo anche Goffredo Bettini, uno dei primi ad aver capito che ‘corrente’ non si porta più. Ma l’espressione da vecchio bibliotecario deve probabilmente esserle sembrata poco ‘riconnessa con il fuori’. Cosa che per Schlein è assai importante, come già detto, assieme alle ‘lotte per la giustizia sociale e ambientale nel segno dell’intersezionalità attorno a una visione condivisa’. Chiaro, no? Onda, dunque. A riprova tuttavia, sempre secondo i soliti e incorreggibili maligni, che certe parole sono come i magazzini di Harrod’s a Londra. Ci trovi dentro qualsiasi cosa: le grattugie, i tappeti persiani, le lamette da barba, le tavole da surf e se – conclude - guardi bene tra i ricami e i centrini di pizzo ecco spuntare pure Franceschini, Letta e Zingaretti”.
 
Giorgia Serughetti, Domani
“II ministro Giancarlo Giorgetti l'ha definita ‘coraggiosa’, ma la legge di Bilancio appare a molti una manovra senza identità. in cui è a stento riconoscibile la veemenza delle posizioni di una destra che è cresciuta soprattutto all'opposizione del governo Draghi. Salvo per un aspetto, in realtà non secondario: il taglio al reddito di cittadinanza”. Giorgia Serughetti su Domani boccia senza appello la legge di bilancio e scrive: “La vera norma manifesto della manovra è quella che divide i percettori di reddito, quindi i poveri, nelle categorie degli ‘occupabili’ e dei non occupabili. Per i primi - è il messaggio - la pacchia è finita. Perché, s'intende, il reddito di cittadinanza altro non è che un incentivo per i pigri, che della propria condizione di indigenza non hanno altri da incolpare che sé stessi. Nell'avversione ideologica a questo strumento sembra manifestarsi in massimo grado la logica di governo della povertà che ha dominato l'ultimo quarantennio: Disciplinare i poveri. Significativo è, in questo senso, il tentativo del ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara di escludere dal reddito di cittadinanza chi non ha completato il ciclo di studi inferiore. Dall'altro lato – sottolinea l’editorialista - la promozione del lavoro, condita di richiami alla sua ‘dignità’, è perseguita attraverso condizionalità così stringenti da rendere le peggiori occupazioni, le più precarie e meno retribuite, più accessibili del sussidio, dunque obbligate. Si può vedere questo orientamento riflesso anche nell'intenzione di legare al reddito di cittadinanza il decreto flussi per lavoratori e lavoratrici straniere: le quote di ingresso, ha affermato Matteo Piantedosi, verranno calcolate sulla base di quanti ‘occupabili’ potranno, in prima istanza, andare a coprire la carenza di manodopera. Per quei lavori, s'intende, che negli ultimi decenni sono stati svolti principalmente da stranieri e che (ora che la pacchia è finita) potranno invece impiegare gli immeritevoli percettori di sussidi. La difesa sovranista dell'identità nazionale si salda così alla guerra contro gli ultimi, alla dottrina neoliberista del taglio alla spesa sociale, e al lessico della responsabilità individuale come giustificazione per le diseguaglianze, Ciò che sparisce dal quadro – conclude - è l'impegno per un welfare universalista, non soggetto a logiche identitarie, paternalistiche o autoritarie”.
 
Altre sull'argomento
La Chiesa che perde l'Europa
La Chiesa che perde l'Europa
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Contundente
Contundente
Balcani
I numeri (e le preoccupazioni) sullo stato della giustizia
I numeri (e le preoccupazioni) sullo stato della giustizia
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Gli scogli di catasto e balneari
Gli scogli di catasto e balneari
Il governo alle prese con due impegni solo apparentemente minori
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.