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Altro parere

L'anno orribile di Russia e Cina

Redazione InPiù 01/12/2022

Altro parere Altro parere Claudio Cerasa, il Foglio
L’anno orribile di Russia e Cina. Claudio Cerasa analizza la crisi dei due colossi che, scrive il direttore del Foglio, “avevano scommesso entrambi sulla fragilità delle democrazie liberali. Avevano scommesso entrambi sull’efficienza delle autocrazie. E avevano scommesso entrambi, all’inizio di quest’anno, sulla nascita di un’amicizia ‘senza limiti’ destinata inevitabilmente a imporre, in tutto il mondo, l’egemonia dei propri modelli politici, economici, scientifici e culturali. Cina e Russia avevano scommesso sull’anno in corso per dimostrare al mondo l’inferiorità strutturale delle società aperte e la superiorità assoluta delle società non aperte. Ma alla fine di quest’anno – sottolinea  Cerasa - si può dire che Cina e Russia siano arrivate di fronte a una verità difficile da digerire. Quello che pensavano essere debole, ovvero l’occidente, ha dimostrato di essere forte, resistente, resiliente. E quella che pensavano essere efficiente, l’autocrazia incarnata dai modelli della Cina e della Russia, ha mostrato tutta la sua vulnerabilità, la sua fragilità, la sua debolezza. Putin immaginava di poter inghiottire l’Ucraina, facendo leva su quei rammolliti dell’occidente. Xi Jinping, a sua volta, sperava che l’occidente potesse uscire umiliato dal calvario ucraino, che la Nato potesse uscire fiaccata dal conflitto in Europa e che la strada verso Taiwan potesse essere spianata. Oggi, invece, la situazione, per entrambi, si presenta molto diversa. L’occidente ha resistito contro Putin. L’esercito russo è prostrato. La Nato è rinvigorita. Putin è sotto assedio. E la Cina si trova in una condizione economica difficile da gestire, la crescita del pil nel 2022 sarà del 2,8 per cento, contro un +8,1 per cento del 2021, e con gli occhi del mondo puntati su Taiwan, sulle manifestazioni organizzate contro la gestione della pandemia e con una consapevolezza: aver fallito miseramente la sua orgogliosa strategia del Covid Zero. In entrambi i casi – osserva Cerasa - la Russia e la Cina, la cui amicizia senza limiti sembra avere oggi molti limiti, hanno dunque immaginato di poter utilizzare il potere del nazionalismo come una leva utile a far esplodere le contraddizioni dell’occidente. Ma la buona notizia è che un anno dopo, sia sulla pandemia sia sulla guerra, sono le società aperte ad aver mostrato quello che né Putin né Xi Jinping potranno mai ammettere: le autocrazie, anche quelle capitalistiche, non sono un modello più efficace delle democrazie liberali e quando commettono errori grossi hanno bisogno della manina dell’occidente per tirarsi fuori dai guai. Meno propaganda, più occidente. La protezione del mondo – conclude - anche in futuro, non può che passare da qui”.
 
Marco Travaglio, Fatto Quotidiano
Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano prende di mira Renzi e il ministro Nordio e la cosiddetta gisutizia à la carte: “Tre giorni fa il senatore Renzi non aveva tempo per testimoniare al processo Consip, dove sono imputati il babbo e gli amici: doveva concionare a gettone a Bangkok. Ieri però era in Senato per denunciare il famoso ‘condono edilizio di Conte’ (mai esistito) e duettare sul processo Open, dov’è imputato lui, col ‘migliore dei ministri’: Carlo Nordio. Questi – scrive Travaglio - ha ricambiato le moine trasformando sé stesso e il Parlamento nel collegio difensivo allargato del senatore. Nel suo macchiettistico vittimismo alla Calimero, Renzi ce l’ha sempre col pm Luca Turco, che ha osato scoperchiare la cassaforte Open con marchette a pagamento. Dopo averlo denunciato a Genova (archiviato), insultato in libri, talk show e show, fatto trascinare dinanzi alla Consulta, ora pretende che sia punito per un gravissimo illecito: siccome il Copasir ha chiesto gli atti d’indagine – depositati nel processo Open, dunque pubblici e riferiti dai media – contenenti fra l’altro i soldi versati (legittimamente) a Renzi dal regime saudita di Bin Salman per valutare eventuali minacce alla sicurezza nazionale, Turco glieli ha inviati. Invece, per il giureconsulto rignanese, doveva negarli al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica perché la Cassazione aveva disposto che gli atti sequestrati a Carrai non fossero usati nel processo Open. Infatti il pm nel processo Open non li usa. Ma non si vede perché il Copasir, che non si occupa di reati ma di sicurezza nazionale, non potesse visionarli, tanto più che li aveva già letti sui giornali. Ma poi, se non ha nulla da nascondere, cosa può mai temere Renzi da quel segreto di Pulcinella? Nulla. Però deve buttarla in caciara per celebrare il suo processo sui social, in tv, sui giornali, nei libri e in Senato, dove può fingere che l’imputato non sia lui, ma Turco. Così ieri l’imputato Renzi ha chiesto a Nordio ‘che provvedimenti intenda prendere’ contro il pm, che ‘per noi’ (plurale maiestatis, tipo Papa) è reo di ‘un atto di cialtronaggine, o eversivo, o anarchico’. E il ‘migliore dei ministri’ s’è subito messo sull’attenti, annunciando su due piedi un’ispezione ministeriale alla Procura di Firenze con ‘priorità assoluta’ e poi ‘determinazioni con consequenziale rapidità’. L’imputato ordina e il Guardasigilli esegue: à la carte. Come ai bei tempi di Berlusconi”, conclude Travaglio.
 
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