Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Meloni e la sfida imprevista

Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani italiani

Redazione InPiù 29/11/2022

Meloni e la sfida imprevista Meloni e la sfida imprevista La Stampa, Marcello Sorgi
 
Sul dopo Ischia la soluzione è ancora lontana, scrive Marcello Sorgi sulla Stampa. Lo dimostrano la gaffe del ministro Pichetto Fratin ("mettere in galera il sindaco e tutti quelli che lasciano fare", s'intende le case abusive), con le reazioni che ne sono seguite, da Salvini al presidente dell'Anci (Comuni italiani) De Caro. E d'altra parte, non è facile. Si rischia di alimentare - spiega Sorgi - una protesta degli alluvionati superstiti che, oltre ad aver rischiato di perdere la vita, si troverebbero nella condizione di diventare senza tetto. Forse anche per questo, la consolidata macchina della Protezione civile che sta assicurando i soccorsi insieme con i Vigili del fuoco sta incontrando difficoltà rispetto alle scelte da fare per il futuro. Se fosse un terremoto, infatti, la popolazione, secondo un protocollo tristemente collaudato, dovrebbe trovar posto nelle tende, negli alberghi delle zone limitrofe e agibili, in attesa di soluzioni provvisorie di medio termine come le casette. In questo caso però la gente evacuata preme per tomare a casa propria, nel timore di trovarsi espropriata per ragioni di sicurezza. Una situazione abbastanza simile a quella generatasi a Genova dopo il crollo del Ponte Morandi. E s'intuiscono le ragioni per cui le volte precedenti (frane e alluvioni del 2006 e 2009, terremoto del 2017) i governi, sia locali che nazionali, abbiano finito col rinunciare ad affrontare un problema ingestibile, agevolando una specie di "fai da te" con condoni o sub-condoni, come quello inserito da Conte, allora a Palazzo Chigi, proprio nel decreto Genova del 2018 e votato anche da Lega e Fratelli d'Italia. Ma cavarsela ancora così per la quarta volta non si può. E così - conclude Sorgi - Casamicciola ha aggiunto una sfida imprevista a quelle già complicate - Ucraina, crisi economica ed energetica, recessione alle porte - che il governo Meloni stava già affrontando. 
 
 
La Repubblica, Stefano Folli
La frana a Ischia è al centro dell'editoriale di Stefano Folli sulla Repubblica. È singolare - scrive - la diatriba tra i ministri del governo, con il responsabile dell'Ambiente, Pichetto Fratin, il quale vuole «mandare in galera» i sindaci che non si sono opposti agli abusi, mentre Salvini invece li sostiene a spada tratta contro i vincoli della burocrazia. E in questo caso prendersela con la burocrazia vuol dire esattamente difendere i mancati abbattimenti e, quando è il caso, i condoni. Con l'argomento secondo cui «quello che è successo a Ischia non è colpa dell'abusivismo». Salvini non è certo il primo disposto a tutto per recuperare voti lì dove pensa di averli perduti, ma in questo caso colpisce la velocità di riflessi con cui non esita a entrare in urto con un collega di governo — ovviamente non leghista — in favore di una causa assai dubbia. Tuttavia c'è dell'altro e di più. Soprattutto l'evidente imbarazzo di Giuseppe Conte e dei suoi seguaci. È apparsa subito paradossale la difesa dell'ex premier, che rifiuta di ammettere le sue responsabilità per le misure del 2018, un vero e proprio condono di cui beneficiarono decine di migliaia di edifici abusivi sull'isola. Ma quello che meraviglia è il silenzio, o se si vuole la voce flebile del Pd, che pure quattro anni fa, meritoriamente, votò contro la sanatoria. Conte potrebbe essere messo con le spalle al muro senza difficoltà, invece ci si sforza di non creare al quasi-alleato ulteriori motivi d'inquietudine, forse nella speranza di ammansirlo in vista delle alleanze elettorali in Lombardia. Rispetto al voto regionale di febbraio - conclude Folli - Conte continua a giocare con il Pd come il gatto col topo. Dice e non dice, ma nel complesso per ora è negativo sull'intesa elettorale. Continua a porsi l'obiettivo di indebolire il Pd per costringerlo ad accettare la supremazia dei 5S. E forse ci riuscirà. 
 
 
Corriere della Sera, Massimo Franco 
 
Massimo Franco sul Corriere della Sera parla della strumentalità con la quale viene affrontato il caso Ischia come dell'aspetto più deprimente di tutta la vicenda. Prima - spiega -  il leader grillino Giuseppe Conte ha sostenuto in tv che quello approvato dal governo M5S-Lega da lui presieduto nel 2018 non era un condono edilizio. Poi, dai grillini è cominciato un tiro al bersaglio contro Luigi Di Maio, che dal Movimento è uscito, come responsabile dell'approvazione di quel decreto: un modo per scaricare la colpa sudi lui, e scansare le responsabilità di Conte, che parla di «sciacallaggio». Roberto Calderoli, ministro della Lega, sfrutta la tragedia per spezzare una landa a favore dell'«autonomia differenziata» delle regioni, cara al Carroccio. Se verrà approvata la riforma, controversa e contestata soprattutto al Sud, non si assisterà più, ipotizza, «a scaricabarili» come quello delle ultime ore: sebbene sia stato il Carroccio, con i Cinque Stelle, ad avallare il decreto col condono del 2018. Il partito meno attaccato è Fratelli d'Italia: forse perché era spesso all'opposizione. Quello più in imbarazzo, invece, è il movimento di Conte.  Che prima ha negato il condono, poi i Cinque Stelle lo abbiano imputato al solo Di Maio, evocando i contrasti con l'allora ministro grillino all'ambiente, Sergio Costa, è la conferma di un imbarazzo profondo. Il problema non è nato nel 2018. Allora, due forze populiste furono solo le ultime in ordine di tempo a stipulare un tacito patto di scambio: favorire le famiglie che si illudevano di potere costruire case abusive violando le regole senza correre pericoli. I favori reciproci tra politica e proprietari sono cominciati molto prima - conclude l'editorialista - dal secolo scorso. E chiamano in causa tutti, senza distinzione.
 
 
Altre sull'argomento
La Chiesa che perde l'Europa
La Chiesa che perde l'Europa
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Contundente
Contundente
Balcani
Gli scogli di catasto e balneari
Gli scogli di catasto e balneari
Il governo alle prese con due impegni solo apparentemente minori
Quanto durerà il governo
Quanto durerà il governo
Si sprecano le (inutili) previsioni sulla durata del nuovo esecutivo
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.