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Altro parere

Giustizia e persecuzione

Redazione InPiù 17/11/2022

Altro parere Altro parere Augusto Minzolini, il Giornale
“Su un altro processo legato a quel mostro giuridico che è il Ruby Ter, è calato il sipario”. Augusto Minzolini sul Giornale prende lo spunto dall’assoluzione di Berlusconi e Apicella per mettere sotto la lente le storture della Giustizia: “Era uno dei filoni del maxi-processo imbastito dalla Procura di Milano, che non aveva digerito l'assoluzione in Cassazione del Cavaliere nel processo principale. Un'altra prova che tutta questa storia non ha nulla a che vedere con la giustizia, ma è stata solo una grande persecuzione a fini politici durata più di dieci anni. E il fatto che sia stata la stessa Procura a chiedere l'assoluzione dimostra quanto l'intera tesi accusatoria fosse un buco nell’acqua. Coperti da una toga – scrive Minzolini - i pm della Procura di Milano hanno potuto anche non ammettere la sconfitta in un processo: dopo averne perso uno, ne hanno imbastiti altri tre, uno a Siena, uno a Roma e uno nel capoluogo lombardo. Ora è rimasto in piedi solo quest'ultimo, che andrà a sentenza a gennaio. E meglio non immaginare cosa sarebbe successo ad un normale cittadino, che non avesse avuto le risorse di Berlusconi, se fosse stato sottoposto allo stesso trattamento. È un argomento su cui dovrebbero riflettere i tantissimi magistrati, la stragrande maggioranza, che non sono accecati da un pregiudizio, politico o meno poco importa, verso un imputato. Perché, se avvengono episodi simili, c'è qualcosa che non funziona, per non dire di marcio, nel nostro sistema. Ci sono meccanismi perversi che neppure le norme contenute nella riforma Cartabia, con tutto il rispetto, sono in grado di sradicare. Un sistema che, oltre a trasformare per l'imputato il processo in un calvario, in alcuni casi cambia il corso delle cose. Quanti processi basati su niente, che si sono conclusi con delle assoluzioni, hanno condizionato, danneggiato carriere politiche o imprenditoriali? Quante inchieste inesistenti hanno cambiato il destino di questo o quell'altro imputato eccellente o, peggio, vulnerato il processo democratico? Non lo sapremo mai – conclude - sappiamo solo che, quando la giustizia si politicizza, in Italia o in qualsiasi Paese, diventa iniqua”.
 
Marco Travaglio, Fatto Quotidiano
Il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio se la prende con chi, sbugiardato, continua a fare finta di niente: “Nessuno dei politici e giornalisti che avevano preso per buona la patacca ucraina dell’attacco russo alla Polonia – scrive - rettifica né chiede scusa. I più pudichi tacciono fischiettando. I più spudorati dicono che, anche se il missile che ha sbagliato mira (di qualche centinaio di km) e ucciso due polacchi l’ha lanciato ’Ucraina, è colpa di Putin. E non si domandano neppure perché l’’errore’ arriva proprio all’indomani degli spiragli di negoziato fra Usa, Russia e Cina; né perché Zelensky mente sapendo di mentire (gli unici a sapere fin da subito che il missile era ucraino erano gli ucraini)”. E ancora: “Meloni incontra il presidente cinese Xi Jinping, ne accetta l’invito a Pechino, promette lucrosi accordi commerciali e tutti i giornali elogiano la sua abilità di intrecciare buoni rapporti con la Cina restando amicona degli Usa. Ne siamo lieti anche noi, ma ricordiamo quel che dicevano Meloni e gli stessi giornali che oggi la elogiano quando Conte riuscì ad andare d’accordo con Trump (il presidente Usa più anti-cinese mai visto) e Xi, nel solco della nostra vocazione multilaterale: traditore della patria, servo di Trump, dei cinesi e pure di Putin”. Altro esempio: “De Benedetti, intervistato dal Corriere, definisce ‘un disastro’ Letta che solo un anno fa lisciava sul suo Domani con una lettera aperta al leader dell’’unica forza politica che può far argine alla nuova destra nazionalista e al populismo dilagante’. Gli imputa la ‘arrogante stupidaggine’ di non allearsi con i 5Stelle e di ‘identificare il Pd con Draghi’, che è il ‘passato’. È lo stesso CdB che definiva i 5Stelle ‘finiti’, Conte ‘una nullità, il vuoto”e Draghi un genio da tenere al governo finché campava ‘anche torcendo un po’ la Costituzione’. In pratica accusa Letta di aver seguito i suoi consigli. E, già che c’è, gliene dà altri due: imbarcare pure Renzi (che lui definiva ‘un disastro’); e, siccome il Pd ‘ha perso il popolo’, ‘appoggiare la Moratti’, la tipica popolana che riporterà le masse all’ovile del Pd”.
 
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