Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Che guaio il nemico a sinistra

Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani

Redazione InPiù 17/11/2022

In edicola In edicola Ernesto Galli Della Loggia, Corriere della Sera
Il Pc, il Pd, il M5S e il nemico a sinistra. Ernesto Galli Della Loggia descrive la situazione che, spiega in un editoriale sul Corriere della Sera, parte da lontano: “La prospettiva del «campo largo» su cui si dibatte nel Partito democratico (cioè se stabilire o no un’alleanza di ferro con i 5 Stelle) può essere considerata come una sorta di nemesi storica. Una nemesi non solo rispetto all’orgogliosa autonomia di cui sempre andò fiero il suo più vero e illustre predecessore, il Partito comunista, ma anche rispetto alla capacità che esso ebbe—e che viceversa appare clamorosamente assente tra i «democratici» odierni —di far convivere al suo interno quasi tutto e il contrario di tutto. Oggi – osserva Della Loggia - con la paralisi ideologica che lo attanaglia e il moltiplicarsi al proprio interno di personalismi e di correnti guidate da una schiera di «homines novi» che sono solo delle pallidissime ombre dei dirigenti di un tempo, il Partito democratico paga il prezzo di essersi illuso che anche dopo la fine del comunismo, anche dopo il crollo del mito dell’Ottobre che le teneva insieme, gli sarebbe riuscito di continuare a far convivere le sue due anime. Due anime entrambe democratiche. Ma solo nel senso che entrambe accettano le regole formali della democrazia, non già nel senso che possiedano entrambe una cultura politica democratica. Nel Pd queste due anime non riescono più a coesistere perché, oltre il venir meno del mito unificante della rivoluzione d’Ottobre esso sta pagando l’errore clamoroso commesso nell’estate del 2019. Pur di non correre l’incognita rischiosa delle urne, insomma, pur di ritornare al più presto nell’area di governo, pur di tornare protagonista di quei tanti circuiti del potere italiano a cui esso era abituato ormai da anni e dai quali non riusciva più neppure a pensare di poter stare lontano, il Partito democratico offrì con quella mossa una legittimazione preziosa al suo più pericoloso potenziale concorrente. Quel concorrente che oggi, infatti, sotto la guida abile e spregiudicata di Giuseppe Conte si è stabilmente insediato alla sua sinistra. Da dove il capo grillino suona da tempo sul piffero magico della demagogia l’intero repertorio del radicalismo esercitando un’attrazione fatale sull’anima di tanta sinistra italiana e – conclude Della Loggia - minacciando così di disgregare definitivamente quanto resta di quello che fu il suo maggiore partito”.
 
Isaia Sales, la Repubblica
“L’argomento potenzialmente più divisivo nell’Italia di oggi, cioè la concessione di un’autonomia differenziata tra Regione e Regione, è riapparso sulla scena politica dopo che negli anni precedenti sono andati a vuoto diversi tentativi attuativi”. Lo scrive Isaia Sales sulla Stampa commentando l’iniziativa della Lega di cui, ricorda l’editorialista, “alfiere sbrigativo di questo ennesimo tentativo è il ministro Roberto Calderoli, scelto in quel ruolo proprio per realizzare un obiettivo identitario per la Lega ma, a quanto pare, non per tutte le destre al governo. Calderoli è arrivato addirittura a presentare la sua proposta nella conferenza Stato-Regioni senza neanche passare per un’approvazione nel Consiglio dei ministri. Perché tanta fretta? La Lega, dopo le varie fasi di sua altalenante caratterizzazione negli anni, quella separatista, quella federalista e quella nazionalista, sta passando alla strategia del ‘regionalismo sovranista’, nella quale alcune Regioni dovrebbero avere più sovranità, più poteri, più risorse e più servizi rispetto ad altre, realizzando nei fatti un regionalismo di serie A e uno di serie B. Il paradosso di questa improvvida iniziativa legislativa – spiega Sales - è che viene dopo la magra figura che le Regioni (tutte, chi più chi meno) hanno fatto nel corso degli ultimi anni. È giudizio ampiamente condiviso dagli studiosi, dagli opinionisti e dalla pubblica opinione che la pandemia ha evidenziato i macroscopici limiti del regionalismo italiano, al punto da richiedere una immediata revisione delle competenze attribuite, in particolare in campo sanitario. Invece, al posto di una seria riflessione su questi limiti, si pensa di concedere ad alcune di esse addirittura maggiori prerogative come se nulla fosse successo in questi due anni e mezzo e come se i fatti non avessero smentito la prosopopea efficientista dei loro presidenti.  Adesso alle competenze sanitarie si pensa di aggiungere quelle per la scuola, per il turismo, per i beni culturali etc. Ed è un paradosso della politica italiana parlare di più poteri e risorse alle Regioni mentre i Comuni restano afflitti da problemi assillanti di scarse risorse e di organici ridotti. Insomma, in Italia le Regioni sono ricche e i Comuni poveri. E questo provvedimento – conclude - accrescerà ancora di più tale assurdità: l’Italia dei Comuni è diventata l’Italia delle Regioni senza che ciò rispondesse alle tradizioni e alla storia del nostro Paese”.
 
Ugo Magri, La Stampa
Gli interventi di Mattarella per “correggere” Meloni iniziano a diventare tanti. Così Ugo Magri sulla Stampa ricordando che “nel Decreto Aiuti c’era un errore marchiano. Si stabiliva che il tetto del contante sarebbe salito a 5mila euro dal primo gennaio prossimo, quindi tra un mese e mezzo; in altre parole, il testo del decreto auto-certificava l’assenza del requisito fondamentale che non dovrebbe mai mancare nei provvedimenti urgenti, cioè l’urgenza. Davanti a un tale autogol, il Colle ha fatto riservatamente sapere al governo che qualcosa andava aggiustato. Cosicché il tetto è stato tolto dal Decreto Aiuti stato tolto dal Decreto Aiuti per essere infilato, a quanto pare, nella prossima legge di bilancio. Ai fini pratici non cambierà nulla, in quanto la decorrenza resterà identica; in compenso verrà rispettata la Costituzione, che non è poco. Parlare di stop, di altolà sarebbe dunque eccessivo. Restiamo ampiamente all’interno di rapporti fondati sulla normale collaborazione istituzionale. Sennonché gaffe dopo gaffe, incidente dopo incidente – scrive Magri - questa «normalità‚ rischia di diventare un po’ troppo speciale». Si stanno moltiplicando i casi che obbligano Sergio Mattarella, suo malgrado, a metterci una pezza. Sul primo decreto del governo, quello che spaziava dai rave-party ai no-vax, il presidente aveva evitato drastiche bocciature che avrebbero irrigidito Giorgia Meloni, leader orgogliosa, appena approdata al governo sull’onda di un’investitura elettorale, insofferente di qualunque tutela dall’alto; salvo segnalare pubblicamente il rischio di un «liberi tutti» nella lotta al Covid: monito cui era seguita una parziale retromarcia governativa. Quel decreto verrà corretto pure riguardo a profili pericolosi per le libertà individuali e, pure qui, a molti è sembrato di intravedere lo zampino del Quirinale. Quindi c’è stato il salvataggio sulla Ocean Viking. Di nuovo il Presidente ha dato la mano che poteva per ricucire i rapporti con la Francia, caricandosi la responsabilità di parlare con un offesissimo Emmanuel Macron (salvo venire scompostamente attaccato da destra per avere tolto al governo un po’ di castagne dal fuoco). Ora siamo al terzo incidente in altrettante settimane che mette sotto stress le istituzioni. Già con i Cinque Stelle Mattarella aveva dimostrato doti di pazienza fuori dal comune; ma se il buon giorno si vede dal mattino – conclude - con questi altri il Presidente dovrà superare sé stesso”.
 
Altre sull'argomento
Il Sud accetti la sfida dell'autonomia
Il Sud accetti la sfida dell'autonomia
Come disegnare un migliore assetto dei poteri tra Stato e Regioni
Se per la destra Bankitalia è serva delle banche
Se per la destra Bankitalia è serva delle banche
La polemica del sottosegretario Fazzolari per le critiche alla manovra
Altro parere
Altro parere
Magia: la corrente diventa "onda"
I leader e l'arte della pace
I leader e l'arte della pace
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.