Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Altro parere

Ripensare il meccanismo degli Ets

Redazione InPi¨ 20/09/2022

Altro parere Altro parere Marino Longoni, Italia Oggi
Marino Longoni su Italia Oggi prende in esame il meccanismo degli Ets e osserva perché, a suo avviso, andrebbe ripensato: “L’aumento dei costi dell’energia è in gran parte dovuto alla Guerra in Ucraina e al blocco ormai quasi totale del gas che arrivava dalla Russia. Ma ci sono anche alcune concause dipendenti da scelte politiche rivelatesi poco azzeccate, che contribuiscono a rendere più drammatico il caro-bollette e ad aggravare l’inflazione. Una di queste è legata al meccanismo degli Ets, i certificati verdi che le imprese sono chiamate ad acqui stare quando sono causa di emissioni inquinanti sopra una certa soglia artificiale, partito nel 2005 su insistenza dei partiti ambientalisti, dove il costo delle quote è manovrato politicamente. Nei primi dieci anni il costo degli Ets, cioè del diritto di inquinare, era piuttosto basso, inferiore ai 10 euro a certificato. Anche – spiega - perché le quote di emissione erano sostanzialmente rispettate, anzi, le imprese, per non pagare dazio, cercavano di sostituire le fonti più inquinanti, come il carbone, con quelle meno inquinanti, come il gas, o di ridurre comunque le emissioni con strumenti tecnologici per la depurazione dei fumi. Ma da qualche anno gli obiettivi ambientali dell’Unione europea sono diventati sempre più ambiziosi questo ha portato addirittura alla decisione di creare una scarsità artificiale dei certificati per farne aumentare il costo. Si è così creata una ‘riserva per la stabilità di mercato’ che – aggiunge - ha assorbito centinaia di milioni di crediti carbonio inutilizzati, facendo schizzare all’insù i prezzi degli Ets, passati dai 4,3 euro del 2013 ai 90,7 euro del febbraio di quest’anno, anche perché nel frattempo la scarsità di gas ha fatto sì che si utilizzasse più carbone, più inquinante e quindi più bisognoso di ‘copertura’ con i certificati verdi. Attualmente il costo si è assestato intorno ai 70 euro. Quando le imprese che producono energia devono sostenere questi costi maggiorati, finiscono inevitabilmente per traslarli sulle bollette dei consumatori insieme ai sussidi per le energie rinnovabili a quelli per la mobilità elettrica e a tutti gli altri incentivi green. Forse – conclude - vista l’eccezionalità del momento che stiamo attraversando, un ripensamento di questi meccanismi o una loro sospensione non sarebbe del tutto fuori luogo”.
 
Marco Travaglio, Fatto Quotidiano
Marco Travaglio nel suo editoriale sul Fatto Quotidiano prende di mira con sarcasmo Carlo Calenda (e non solo): “Non sappiamo - scrive il direttore - se il nervosismo di alcuni leader (Meloni) o sedicenti tali (Calenda e Renzi) dipenda dagli ultimi sondaggi. Anzi, lo sappiamo ma non possiamo dirlo. In ogni caso è divertente indovinare i sondaggi dalle facce dei politici. Meloni dà rispostacce e, scalmanandosi, le casca la maschera di euroatlantista affidabile per restituirci il suo volto più vero e verace dell’erinni anti-tutti che l’ha spinta fin lassù. Forse, seppur sempre strafavorita, è rimasta senza fiato né argomenti, avendo consumato i pochi che aveva: le sarebbe convenuto votare due settimane fa. Per sua fortuna c’è sempre qualche genio, come il duo Damilano-Lévy, che lavora per lei. Anche Letta Occhi di Tigre gira a vuoto, avendo visto sfracellarsi tutti i suoi astuti calcoli contro la realtà: l’Agenda Draghi, popolarissima in America (e ci mancherebbe), meno in Italia; il voto utile, cioè inutile visto il distacco di 20 punti dalle destre; Calenda ‘magnete che attira voti dalle destre’ (li attira, se li attira, dal centrosinistra: le destre – sottolinea Travaglio - se li scambiano l’una con l’altra, ma invertendo l’ordine dei fattori il prodotto non cambia); e i 5Stelle morti e sepolti, anche per mano della calamita-bis Di Maio, che invece funge da sfollagente (col decisivo apporto di Tabacci) e rischia di non votarsi neppure da solo. Conte è in rimonta, ma partiva da così in basso che gli sarebbe convenuto votare due settimane dopo, per fare il pieno di ex 5S ed ex Pd, superare Letta e fare strike nei collegi al Sud. Dopo il 25 arriveranno le bollette-monstre e chi parlerà di Agenda Draghi rischierà i forconi: il che spiega perché Mattarella ci fa votare il 25. L’unico che non sembra toccato dalla data delle urne è Calenda, talmente scollegato dalla realtà da risultare sempre uguale a sé stesso (eccetto sulla bilancia). Già l’alleanza con Renzi, che ha dato vita alla nuova coppia comica Ollio e Ollio, la dice lunga sul fiuto da rabdomante con cui lo statista dei Parioli coglie l’umore popolare. Ma il meglio sono le sue sboronate social, tipiche dell’aspirante leader dei ‘moderati’ e di ‘Italia sul serio’. Tipo “Io non avrei preso i jet privati in campagna elettorale”, forse ignaro – conclude - che l’unico a farlo è Renzi”.
 
Altre sull'argomento
Il rompicapo dei ministri per la Meloni
Il rompicapo dei ministri per la Meloni
Il difficile slalom tra Lega, Forza Italia, tecnici eůMattarella
Gas, l'inverno non Ŕ al sicuro
Gas, l'inverno non Ŕ al sicuro
Nonostante le rassicurazioni del ministro Cingolani
Ragioni e torti di Berlino
Ragioni e torti di Berlino
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Il Pd al bivio esistenziale
Il Pd al bivio esistenziale
Stretto tra i macroniani di Calenda e i populisti-progressisti di Conte
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.