Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

L'agenda Draghi per il dopo Draghi

Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani

Redazione InPi¨ 05/08/2022

L'agenda Draghi per il dopo Draghi L'agenda Draghi per il dopo Draghi Stefano Lepri, La Stampa
“Dentro i partiti da qualche tempo si è cominciato a capire che i problemi veri per governare l’Italia sono diversissimi dalla propaganda con cui si ostinano a contendersi i consensi dei cittadini”. Lo scrive sulla Stampa Stefano Lepri commentando il Dl Aiuti bis presentato ieri dal premier Mario Draghi, che contiene 17 miliardi di sostegni. “Anche il partito che era rimasto all’opposizione si preoccupa che programmi elettorali spesso irrealizzabili diventino, dopo il voto, un fardello troppo pesante. Questi – sostiene Lepri - sono i motivi profondi per cui un governo ancora in carica solo per gli affari correnti ha potuto prendere ieri decisioni di peso, il cui effetto si farà sentire lungo la nuova legislatura. Il taglio del cuneo fiscale, rafforzato ieri rispetto alle attese, impegna spese anche nel bilancio 2023, anzi indica una via sulla quale proseguire. La rivalutazione delle pensioni comporterà oneri permanenti. Nessuno, probabilmente, si esprimerà contro, si dirà casomai che ci voleva di più. Nel bilancio 2023 non ci sarà spazio per molto altro ma sono state poste le basi per un uso responsabile delle risorse. È continuata insomma una gestione consensuale che fin qui, come Draghi ieri sera ha vantato, ha permesso all’Italia una uscita dalla crisi da lockdown più rapida rispetto ad altri Paesi. Il governo inoltre seguita a occuparsi dell’impegno più importante per l’Italia nei prossimi anni, e che la campagna elettorale sembra fin qui ignorare: il Pnrr, il cui scopo principale è rendere più dinamica l’Italia, accelerando la crescita della produttività. Purtroppo, in diversi programmi elettorali si trova l’opposto. Draghi – conclude Lepri - ha alzato il prestigio dell’Italia all’estero perché la sua presenza permetteva di sperare che almeno alcune importanti riforme si facessero. Tocca ai partiti spiegare come si potranno fare senza di lui”.
 
Stefano Cappellini, Repubblica
Anche Stefano Cappellini su Repubblica commenta la conferenza stampa di ieri con cui il premier Mario Draghi ha illustrato il Dl Aiuti bis. Premettendo di vedere “nuvole in arrivo”, “Draghi ha dispensato consigli con sobrietà, forse sperando che i leader siano più ricettivi ora che si sono liberati della sua presenza e inseguono l’ambizione di governare direttamente il Paese. Si potrebbe dire che ha riservato un monito alla destra e uno al centrosinistra. Ha pronunciato più volte la parola credibilità, e ha sottolineato quanto sia importante quella internazionale. Ecco, qui ha toccato un tema che dovrebbe far suonare l’allarme a destra. La credibilità in politica si costruisce con i fatti, ma aiuta anche un utilizzo accorto della chiacchiera: la misura, la capacità di combinare i propri valori con l’interesse generale e, talvolta, con il principio di realtà. Merce rara in Italia, rarissima a destra. La credibilità internazionale non è, come soffia la vulgata sovranista, l’indizio di una subordinazione ai voleri altrui, è la capacità di sfruttare la propria autorevolezza per trovare soluzioni e portare benefici alla nazione. Sono quelli che sperano di risolvere tutto in casa a portare guai per tutti. La credibilità, ha aggiunto Draghi, è uno degli accessori chiave dell’agenda omonima. Agenda fantomatica, e qui il buffetto pare rivolto all’altra parte, proprio perché non è un programma definito bensì, ha spiegato il premier, un metodo basato sulla risposta pronta a problemi concreti. Un altro modo gentile per chiedere che in campagna elettorale nessuno si intesti l’agenda Draghi, per giunta fingendo che contenga già tutte le misure necessarie a spazzare via dal cielo le nuvole in arrivo. Bisogna fare la fatica di scriverlo, il programma. E bisogna anche fare in modo che sia realizzabile insieme alle forze con cui si è scelto di stare in coalizione”.
 
Guido Santevecchi, Corriere della Sera
Sul Corriere della Sera Guido Santevecchi commenta con preoccupazione “lo show di forza” della Cina, “destinato a galvanizzare il fronte interno e a intimorire quello internazionale”, andato in scena dopo la visita a Taiwan della speaker della Camera Usa Nancy Pelosi. “Pentagono e intelligence Usa non credono che la Cina stia per lanciare la temuta invasione, sostengono che ci vorranno ancora cinque anni prima che i cinesi abbiano forze sufficienti per tentare l’impresa. Xi Jinping ha promesso di non lasciare la questione irrisolta per le generazioni future: siccome il Congresso comunista in autunno gli concederà pieni poteri ancora fino al 2027, la finestra politica combacia con la previsione dei cinque anni prima di un’azione di forza. Ma queste grandi manovre senza precedenti nei decenni di «pace fredda» intorno all’isola non sono solo una reazione al piccolo sbarco della signora Pelosi. Da ieri Xi ha fatto entrare Taiwan in una «zona grigia». È la prima volta e non possiamo sapere se altre ne seguiranno, mettendo in allarme a intermittenza il traffico commerciale con l’isola, che è una potenza industriale vitale per la globalizzazione. Usando ragione, umanità e anche interessi economici, Xi Jinping dovrebbe escludere l’avventura militare. La Cina è il primo partner commerciale di Taiwan. In più, la Repubblica popolare rischierebbe, se non l’intervento diretto degli Usa, almeno un trattamento analogo a quello usato con la Russia di Putin: isolamento e sanzioni. A questo punto, tutto il mondo globalizzato entrerebbe in una enorme «zona grigia» di destabilizzazione. La guerra per Taiwan sarebbe dunque irrazionale” ma “con questa concentrazione di forze nello Stretto basterebbe una collisione tra aerei o navi, causata dall’errore di calcolo di qualche ufficiale nervoso o troppo patriottico, per smentire la previsione dei cinque anni di tempo prima di una scelta di Xi”.
Altre sull'argomento
Le promesse da 100 miliardi del centrodestra
Le promesse da 100 miliardi del centrodestra
Flat tax, Quota 41, pensioni minime a mille euro, taglio del cuneo e ...
Altro parere
Altro parere
La grande fuga dalla borsa
Salvini, il Viminale e il bivio populisti
Salvini, il Viminale e il bivio populisti
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.