Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Le nuove (e utili) regole per i Paesi Ue

Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani

Redazione InPi¨ 25/07/2022

Le nuove (e utili) regole per i Paesi Ue Le nuove (e utili) regole per i Paesi Ue Lucrezia Reichlin, Corriere della Sera
“La caduta del governo Draghi non innesca il pericolo di una crisi del debito stile 2011-2012”. Ne è sicura Lucrezia Reichlin che sul Corriere della Sera invita a guardare al nuovo strumento di politica monetaria messo in campo dalla Bce: il Transmission Protection Instrument, che permette a Francoforte acquisti flessibili di titoli sovrani per contrastare la volatilità dei tassi di interesse prodotta da eccessivi flussi in uscita degli investitori da Paesi considerati più esposti al rischio. Questo nuovo strumento – spiega Reichlin - non è un ombrello contro qualsiasi temporale, ma, insieme al «Next Generation Eu», l’esempio di una nuova Europa, che, dopo dieci anni di riforme, è oggi ben più attrezzata ad affrontare crisi economiche e finanziarie che nel passato e che richiede nuove regole del gioco. A differenza dell’Omt, il Tpi è uno strumento che può essere innescato in qualsiasi momento la Bce lo ritenga necessario al buon funzionamento della politica monetaria. Per attivarlo non si chiede condizionalità, cioè programmi specifici per rimettere un Paese in carreggiata, ma si chiede conformità a quell’insieme di regole e impegni che legano i Paesi dell’Unione. Ed è nella differenza tra condizionalità e conformità che si capiscono la nuova Europa e le nuove regole del gioco. L’Europa è cresciuta ed ha costruito un sistema che accetta il principio della condivisione del rischio e della solidarietà senza rinunciare a regole comuni. L’asimmetria, tra Paesi debitori e creditori, che ha caratterizzato la crisi del debito sovrano oggi non è più così marcata. C’è una consapevolezza da parte di tutti che le sorti delle nostre economie sono nella capacità di agire insieme. Questo significa affermare politiche nazionali, possibilmente diverse tra loro, ma credibili e sostenibili così come stare alle nuove regole del gioco che implicano solidarietà e impegni a rispettare le regole che noi stessi abbiamo contribuito a costruire.
 
Giovanni Orsina, La Stampa
Anche se “siamo arrivati al voto come peggio non avremmo potuto” Giovanni Orsina invita a “tenere sotto controllo l’isteria e il catastrofismo” e a sperare che “questa campagna elettorale si dimostri più seria del modo in cui è cominciata”. “La destra italiana – scrive Orsina sulla Stampa - è poco seria dal 1994, e si fatica a sperare che rinsavisca oggi. La poca serietà di Berlusconi, in realtà, rappresenta da sempre parte integrante del suo messaggio. Salvini sembra aver ereditato il dadaismo del Cavaliere, ma con un’aggiunta di radicalismo che lo rende meno lieve. Meloni non condivide la leggerezza dei suoi compagni d’avventura ma un problema di serietà si pone anche per lei, pur se in forma diversa. A farla breve: la politica italiana ha qualche spazio di movimento, ma non può avventurarsi al di fuori di un perimetro ben preciso, un triangolo fatto di lealtà atlantica, volontà di partecipare costruttivamente alla vita dell’Ue, determinazione a non destabilizzare l’euro. Potremmo chiamarlo, appunto, «perimetro della serietà», perché non è serio raccontare agli elettori che se ne possa prescindere. Berlusconi, Salvini e Meloni, in forme differenti, hanno tutti e tre gettato un occhio al di fuori di quel perimetro. La prova di serietà che si chiede loro è che da qui al 25 settembre dissolvano ogni dubbio su tutti e tre i lati del triangolo. Il Pd e le forze centriste sono invece interamente all’interno del perimetro della serietà. Il loro problema è che danno l’impressione di voler fare ben poco oltre a stare immobili al centro del poligono, e paiono pensare che garantire di restarci sia condizione non soltanto necessaria ma anche sufficiente del loro fare politica. La serietà, così, è diventata fine a sé stessa, un mezzo di conservazione del potere. E, infine, uno strumento di delegittimazione della destra. Tutto questo - conclude Orsina - ha contribuito all’isterismo e al catastrofismo dei quali si diceva sopra, e al rischio che l’Italia si trovi intrappolata in una profezia di sventura che si autoavvera”.
 
Ezio Mauro, Repubblica
Su Repubblica Ezio Mauro parla dell’attenzione di Putin sulla crisi politica italiana. “Come rivela la conta pubblica dei decessi politici occidentali da parte di Medvedev, Mosca segue con un’attenzione che può sembrare esagerata le crisi politiche nei Paesi dell’Ovest. Ogni giorno che passa vede infatti aumentare in Occidente il fastidio per una guerra senza apparente soluzione e per le sue conseguenze di ordine economico, energetico, alimentare; e vede impallidire la condanna per l’aggressione. La morale occidentale, che teoricamente si nutre di assoluti, nella realtà si rivela a scadenza. Ecco perché la caduta di Draghi rappresenta per il Cremlino un segnale importante, anche se viene da un Paese piccolo come l’Italia. Draghi affonda con la sua scelta europea, occidentale e atlantica esplicita e nello stesso momento emerge il profilo politico confuso e incoerente di un aggregato di forze o esplicitamente filorusse, come la Lega di Salvini, o neutraliste e palesemente polemiche con la democrazia occidentale, come il M5s, o legate a Putin da vincoli autocratici sovrani, come Forza Italia. È l’Italia che nell’Europa inquieta della guerra pronuncia per prima, esplicitamente, le parole del dubbio occidentale. E questo dubbio è sufficiente per far nascere proprio a Roma la prima crepa ufficiale nel sentimento politico dell’Ovest di fronte al conflitto e alle ragioni negate della democrazia e del diritto. Vedremo fin dove la crepa cammina. Fuori campo, attende Giorgia Meloni, che sulla guerra ha fatto una scelta netta a sostegno dell’Ucraina, con un giudizio preciso su colpe e responsabilità che i suoi alleati non riescono a pronunciare. Ma divisi dalla guerra, Meloni e Putin potrebbero facilmente ritrovarsi alleati nell’interpretazione autoritaria della democrazia, nel modello ultraconservatore e nazionalista di potere, nell’insofferenza per i vincoli dello Stato di diritto. La crepa è solo l’inizio, l’Italia torna sotto osservazione”.
Altre sull'argomento
Ragioni e torti di Berlino
Ragioni e torti di Berlino
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Altro parere
Altro parere
I cattivi maestri
Contundente
Contundente
Profilo
Meloni deve ringraziare Calenda
Meloni deve ringraziare Calenda
Rinnegando l'intesa col Pd, Azione-Iv ha fatto vincere la destra
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.