Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Altro parere

Non solo armi

Redazione InPiù 10/05/2022

Altro parere Altro parere Augusto Minzolini, il Giornale
Augusto Minzolini sul Giornale chiede che a fianco del sostegno militare all’Ucraina, l’Occidente sia presente in maniera incisiva anche sul fronte diplomatico: “Premessa: fornire le armi ad un Paese aggredito come l’Ucraina è una necessità triste e doverosa. Se si riuscirà a convincere Vladimir Putin a tornare sui suoi passi, ad intraprendere la via del negoziato, lo si dovrà anche a questa decisione, che ha trovato l’Occidente per buona parte unito. Solo che armare l’arsenale ucraino è una necessità, non un programma. Purtroppo, però, specie nel mondo anglosassone, si parla solo di cannoni, elicotteri e carri armati. Invece, bisognerebbe rifornire Kiev in silenzio e immaginare altro. Ecco, quel che manca è un impegno ugualmente convinto da parte dell’Occidente nell’uso del linguaggio del cessate il fuoco, della tregua, delle trattative e della pace. Le tracce di una simile iniziativa – scrive il direttore - sono ancora labili, ma questa lacuna, quest’approccio maniacale alla crisi solo dal punto di vista militare potrebbe a lungo andare logorare il campo occidentale. Putin, sia pure nella sua miopia, se ne è accorto: i toni meno minacciosi rispetto alle previsioni della vigilia del discorso sulla Piazza Rossa, avevano questa ratio. Poi naturalmente il giorno dopo lo Zar è tornato a lanciare missili su Odessa e a bombardare l’acciaieria Azovstal, ma in ogni caso quel cambio di atteggiamento andava rimarcato e i leader europei - non certo gli Usa o l’Inghilterra - in parte lo hanno fatto. Del resto una funzione del genere può essere svolta solo dall’Europa. Ma per essere convincente - sia con Putin, sia con Biden - l’Unione non dovrebbe essere divisa o apparire tale. Invece da settimane non riesce ad individuare una posizione comune sulle sanzioni alla Russia sul petrolio, per cui è difficile immaginare che abbia la capacità di diventare protagonista di una mediazione tra Mosca e Kiev. È proprio l’Europa la grande assente, l’eterna incompiuta. E si torna al punto di partenza: per dare un ruolo all’Europa c’è bisogno che i Paesi fondatori, quelli che hanno creato l’Unione, facciano un passo avanti, lasciando agli altri la scelta se restare indietro o meno. Anche perché – conclude - solo un’Europa vera, unita nella politica estera e nella difesa, potrà garantire la pace nel continente”.
 
Riccardo Maccioni, Avvenire
Su Avvenire Riccardo Maccioni tesse una sorta di ‘elogio’ della vecchiaia e ne spiega il perché: “Sembra un paradosso ma la vecchiaia, mentre fa diminuire la forza fisica e la prontezza mentale, non chiude il ventaglio delle opportunità. Anzi, a volte gli regala aria nuova. Quante cose si possono fare da anziani! Per esempio, affinare il gusto per la bellezza, che è un modo di vincere la rassegnazione e imparare la giustizia. E poi saper dare del tu alla vita insegna il valore del tempo e delle relazioni. Soprattutto, è proprio della terza età tenere sulle ginocchia e accompagnare per un tratto di cammino i nipoti, che vuol dire sognare e in qualche modo partecipare alla costruzione di un futuro diverso. Nel suo messaggio per la Giornata dei nonni e degli anziani, che sarà celebrata il prossimo 24 luglio, il Papa parte proprio da lì, dal chiamare donne e uomini con i capelli bianchi, e sembra a sua volta un paradosso, a essere rivoluzionari. O, meglio, a diventare protagonisti di un cambiamento radicale fondato sulla tenerezza. Che non significa melensaggini o smancerie, ma compassione, ascolto confidente, che è stare guancia a guancia come nell’icona di Maria con il Bambino, sapendo che quella carezza sul viso non diventerà mai uno schiaffo. Calato nella realtà di oggi, tenuta in ostaggio da una guerra insensata, vuol dire impegnarsi a ‘smilitarizzare’ i cuori, diventare maestri «di un modo di vivere pacifico e attento ai più deboli». Per un anziano, per un nonno salire su quell’ideale cattedra non è difficile, gli basta insegnare a guardare gli altri con gli stessi occhi comprensivi che lui rivolge ai figli dei suoi figli. Perché in fondo l’unica vera rivoluzione necessaria è quella di sentirsi tutti parte della stessa famiglia umana, al di là di Pil sbilanciati, diversità culturali e distanze linguistiche. Utopia? Illusione? Nient’affatto. Semmai speranza concreta che il Papa declina come custodia del mondo. E il pensiero, oltre all’Ucraina, corre all’Afghanistan, al Sud Sudan, allo Yemen. Invecchiare non è piacevole per nessuno, avverte il Papa, succede senza mai essere veramente pronti. O forse si è preparati nella misura in cui ci si forma alla scuola della condivisione. E allora l’età anziana diventa attenzione agli altri, cura del creato, educazione alla pace. Con i nonni non più presenze ingombranti, ma custodi di una sapienza da condividere e di un domani che nasce già oggi. Anche grazie a loro”.
 
Altre sull'argomento
Definire un accordo di non aggressione in Europa
Definire un accordo di non aggressione in Europa
Con la scomparsa dei Paesi neutrali come Svezia e Finlandia
Crescita dimezzata, Italia sotto esame
Crescita dimezzata, Italia sotto esame
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Jenin, Gerusalemme Est, New York, il percorso di un proiettile
Jenin, Gerusalemme Est, New York, il percorso di un proiettile
L'uccisione della giornalista di Al Jazeera Shireen Abu Akleh
Ucraina, eppur si parlano
Ucraina, eppur si parlano
I colloqui tra i vertici della Difesa tra Mosca e Washington per ...
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.