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Altro parere

Un'idea di via d'uscita

Redazione InPiù 10/05/2022

Altro parere Altro parere Paolo Guzzanti, Il Giornale
Sul Giornale Paolo Guzzanti afferma di intravvedere una via d’uscita al conflitto in Ucraina. “Il discorso di Putin ieri sulla Piazza Rossa è sembrato sconsolato e realistico: da uomo che rifiuta di sentirsi sconfitto, ma che sa anche di non aver vinto. Però, quel che più importa - scrive Guzzanti - è che il presidente russo non ha minacciato apocalissi, nessun missile o siluro diabolico con cui spazzare via isole britanniche e metropoli europee. Il che permette di sperare che l’escalation potrebbe finire qui se nessuno commetterà passi falsi. Il presidente francese Macron è quello che ha avuto i riflessi più rapidi ed ha subito detto: c’è spazio per sedersi a un tavolo e puntare alla fine dei combattimenti. Se la fortuna non ci abbandona tutti, la prospettiva di un armistizio, se non di una pace, si fa concreta. Perché mai Putin oggi sembra più incline a un primo passo verso la pace? Il primo indizio di una tale volontà sta nella già citata astensione da ogni promessa di escalation. Il secondo sta nella sua postura, che sembra indicare uno stato di amarezza ormai assorbita. Il fatto che ieri Putin si sia rifugiato nella generica affermazione di aver agito per prevenire un imminente attacco occidentale, paradossalmente – secondo Guzzanti - può indicare la via d’uscita: volevano attaccarci, li abbiamo prevenuti, missione compiuta vittoriosamente. Ma se la missione è compiuta, ha prontamente replicato Macron, possiamo toglierci l’elmetto e sederci a un tavolo di trattative. Ovviamente è presto per parlare di un buon inizio, ma qualcosa è cambiato anche nell’atteggiamento di Putin, che ha levato i toni ma disarmato le parole, senza accenni ad armi atomiche, il che costituisce un passo avanti. Starà adesso all’Europa, che Macron, in questo momento, rappresenta, dimostrare di aver capito il messaggio e di saper fare la sua parte alla svelta prima che lo spiraglio si richiuda”.
 
Viviana Ponchia, Quotidiano Nazionale
Sul Quotidiano Nazionale Viviana Ponchia commenta con leggerezza e ironia le parole della stilista Elisabetta Franchi, la quale ha confidato di assumere al vertice della sua azienda solo donne sopra i 40 anni perché sono già sposate, hanno avuto figli, spesso si sono separate. Insomma, dice l’imprenditrice, hanno fatto tutti e quattro i giri di boa e possono lavorare belle tranquille. “Belle tranquille? Signora mia, di quali quarantenni sta parlando? – domanda Ponchia - Se esiste un’età effervescente, anarchica, ingestibile, affollata e potenzialmente destabilizzante dentro a un Cda è proprio quella. Fatti i famosi quattro giri di boa, la ragazza che ha superato gli anta si scatena. Vuole diventare 3.5 a tennis quando a trent’anni non la mandava di là, progetta viaggi in India con le amiche dello yoga perché finalmente ha i soldi per un cinque stelle, va in analisi per capire se stare ancora dentro il matrimonio o scappare con il maestro che le aggiusta il rovescio. La conforta l’idea che abbia un marito? Forse perché non conosce i mariti delle quarantenni. Anche per loro la vita è appena iniziata: con il padel, la fissazione della maratona, le fidanzate, tutte cose che travolgono suo malgrado la moglie del suo immaginario, magari sempre presente in ufficio ma comprensibilmente via di testa. Si sente sollevata dal fatto che non vampirizzino l’azienda con l’antiquata pretesa del congedo maternità? A parte che i figli si fanno fino alle soglie della menopausa, il problema non è quando sono nella pancia ma in attesa davanti a scuola con i compiti da fare, il nuoto, i capricci. Per fortuna tante si sono separate. Crede? Ma è qui che scatta l’altro giro di boa: il rimbambimento di un nuovo amore, la prole di lui, casini a non finire. Recluterebbe a cuor leggero una donna che pianifica il lifting ma si sente adolescente e oltre ai figli deve badare ai genitori anziani suoi, del primo e del secondo marito? Un cliché vale l’altro, ci ripensi”.
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