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Varoufakis: “Putin è un criminale depravato, l'Europa deve garantire la pace”

Davide Lessi, La Stampa, 6 maggio

Redazione InPiù 06/05/2022

Varoufakis: “Putin è un criminale depravato, l'Europa deve garantire la pace” Varoufakis: “Putin è un criminale depravato, l'Europa deve garantire la pace” “Putin è un criminale depravato, l’Europa deve garantire la pace”, Lo afferma Yanis Varoufakis, ex ministro greco delle Finanze, intervistato da Davide Lessi per La Stampa del 6 maggio. Varoufakis, in Italia hanno detto che parteciperà a un evento della Comissione Du-Pre. Non teme di essere definito un filo-Putin? «È paradossale che venga etichettato come pro-Putin, proprio io che nel 2001 l’ho definito criminale di guerra per le atrocità commesse in Cecenia». Che idea si è fatto di questa guerra in Europa? «Sono devastato dal fatto che Tutto ciò sta accadendo, a questi livelli e con un costo così enorme di vite umane». I libri di storia condanneranno Putin? «Putin nel “mio” libro di storia era già stato condannato quando ha disintegrato Grozny, in Cecenia: per consolidare la sua presidenza ha ucciso più di 200 mila persone. Con quest’ultima guerra Putin è sceso a nuove profondità di depravazione». E Biden? Che giudizi gli darà la storia? «L’obiettivo del suo governo è di processare Putin alla Corte internazionale. Peccato che non ci abbia spiegato come riuscirà a farlo. La storia lo guarderà come un codardo pronto a sacrificare gli ucraini per una guerra che rischia di continuare all’infinito». Mosca non parla di guerra. Ma di «operazione speciale» per «denazificare l’Ucraina ». Vede un pericolo nazismo a Kiev o in Europa? «Putin non è un nemico dei nazisti. Non gli interessa niente di chi parla russo in Ucraina e, anzi, gli interessa poco anche del suo popolo in patria. Detto questo, il battaglione Azov è un gruppo nazista la cui esistenza in Europa non dovrebbe essere tollerata.  La posizione di DiEM25, il movimento che ho aiutato a fondare, è questa: Putin non ha scuse per aver invaso l’Ucraina, Zelensky non ha scuse quando si presenta in compagnia dei nazisti». Pensa ci siano responsabilità della Nato nella guerra in atto? «Gli Stati Uniti hanno tanto da chiarire. Negli Anni ’90, con delle politiche economiche distruttive, Washington ha inflitto un’umiliazione al popolo russo, anziché accogliere Mosca nel sistema economico globale. Questo è anche uno dei motivi per cui un ex uomo del Kgb, Vladimir Putin, è riuscito a diventare così potente. Gli Stati Uniti e la Nato hanno aiutato a creare questo mostro che ora vogliono distruggere».
 
L’Italia è tra i Paesi che ha deciso di inviare armi a Kiev. È giusto farlo dal suo punto di vista? Sono i singoli Paesi a dover intervenire o l’Europa? «Idealmente, dovremmo agire come Unione Europea a sostegno di un immediato cessate il fuoco. Ma realisticamente dovrebbero essere i singoli Paesi a farlo. La coraggiosa resistenza degli ucraini è già una vittoria: ora deve essere capitalizzata con una pace immediata, non serve un altro Afghanistan». L’Europa si sta muovendo con le sanzioni ma è ostaggio dei rifornimenti energetici provenienti dalla Russia. Cosa può fare di più per il cessate il fuoco? «Deve promuovere un accordo di pace tra Kiev e Mosca che sia sostenuto da Usa e Onu. In cambio del ritiro della Russia, a Putin può essere garantita la fine delle sanzioni e la neutralità a lungo termine dell’Ucraina con un modello simile a quello dell’Austria durante la Guerra Fredda. Per quanto riguarda la regione del Donbass, servirebbe una soluzione sulla falsariga dell’Irlanda del Nord. Questo accordo sarebbe ottimale sia per l’Ucraina e per l’Europa, e darebbe una via d’uscita a Putin dall’impasse». A predicare pace sembra essere rimasto solo Papa Francesco. Dai tempi della guerra in Iraq il movimento pacifista pare essersi indebolito. È così? «Il Papa va lodato. Mentre il movimento pacifista è sempre debole quando iniziano le guerre». Prima la pandemia, ora la guerra. È preoccupato per le conseguenze economiche? L’inflazione è un primo segnale nefasto? «Sostengo da anni che la crisi del 2008 è il 1929 della nostra generazione. Purtroppo sia l’Europa che gli Stati Uniti hanno continuato a negare questa realtà». Tornando alla sua chiacchierata partecipazione all’evento di sabato della Commissione DuPre: lo sa che sarà ospite di convinti No Vax? Non è un problema? «Lo sarebbe se partecipassi. Questa è una fake news, io non ho mai accettato di andare a quell’evento».
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