Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Altro parere

Quei fantasmi del Novecento

Redazione InPi¨ 12/10/2021

Altro parere Altro parere Vittorio Macioce, il Giornale
Il Giornale con Vittorio Macioce evoca “quei fantasmi del Novecento” a proposito delle polemiche di questi giorni sul fascismo: “Rare tracce di Novecento. Non basta un nome per essere democratici. Il Pd chiede alla Meloni la patente di antifascismo, ma con una manciata di parole avvelena la politica italiana: evoca l’ostracismo contro l’avversario parlamentare. Non lo riconosce e lo indica come nemico. A tracciare la linea è Giuseppe Provenzano, ex ministro del governo Conte e soprattutto vice segretario del Partito democratico. È un foglio di via. Alla base di questo discorso ci sono gli squadristi di Forza Nuova, un movimento che si definisce fascista e da tempo sguazza nel caos e nella paura. Sono perfetti per il ruolo e si godono il quarto d’ora di celebrità. Non si preoccupano più di tanto di essere messi fuori legge. È quello che in fondo aspettano da tempo. È la loro reale legittimazione. L’assalto alla sede dalla Cgil, violento e vergognoso, sembra una citazione del «biennio rosso», vecchia un secolo. È il teatro delle camicie nere. L’obiettivo è spargere pezzi di Novecento per sentirsi protagonisti. È prendere i fantasmi, le questioni irrisolte, e incarnarli nelle nostre paure, vomitando vecchie parole d’ordine e nuovi razzismi. E sono furbi, perché ottengono le contromosse sperate. Come disarmare Forza Nuova? La strada più diretta è punirli per quello che fanno: la violenza è un reato. Non sottovalutarli, ma neppure farli diventare i protagonisti di una campagna elettorale. Non giocare questa partita per conquistare Roma. Non sciogliere Forza Nuova solo per colpire la Meloni. Il rischio è fare danni, perché delegittimi l’opposizione e disconosci più o meno il 18 per cento degli elettori. Non è un bene per nessuno. Se la Meloni è fascista allora tutto torna in discussione. È fascista un ex ministro. È fascista un partito che sta in Parlamento e partecipa alla vita democratica. È fascista il presidente dei conservatori europei e sono fascisti i suoi alleati. È fascista chi la vota. Davvero il Pd è pronto a sottoscrivere tutto questo? Non c’è democrazia se un solo partito concede patenti di legittimità a tutti gli altri. E questo perfino Enrico Letta e Giuseppe Provenzano, forse, lo sanno. Il buon senso è quello di Mattarella: «Il turbamento è forte, la preoccupazione no. Si è trattato di fenomeni limitati».
 
Michele Brambilla, il Giorno
Michele Brambilla, sul Giorno, prova a dare una lettura diversa del risentimento di una larga parte della popolazione: “C’è un brutto clima in Italia in questi giorni. Manifestazioni, assalti, incidenti, manganellate. Si brucia l’effigie di Draghi come fosse quella di un dittatore. La maggior parte delle violenze ha la regia e la manodopera di estremisti di destra, e si discute se chiedere lo scioglimento di Forza Nuova. Ma sarebbe un grave errore pensare che il problema è tutto lì. Ci sono invece una rabbia, un rancore, un’aggressività che non sono di un manipolo di squadristi, ma di una parte del popolo. Ma perché? Come mai proprio adesso che il Paese sta ripartendo? Come mai non c’erano tumulti quando tutto era chiuso e tanta gente era senza stipendio? Non si protesta perché mancano il pane o la democrazia: si protesta perché c’è il Green pass. Il nemico è un documento da esibire quando si entra in un locale aperto al pubblico e quando si va al lavoro: una cosa così grave da mettersi a fare le barricate? Probabilmente il Green pass e il vaccino non c’entrano nulla. Condivido il sospetto contenuto giorni fa in un’analisi di Luca Sofri: se tutti i governi del mondo avessero detto «Abbiamo un vaccino ma è stato fatto troppo in fretta e quindi aspettiamo a darvelo, intanto andiamo avanti con lockdown e distanziamento», ecco, tutti coloro che oggi sono No vax sarebbero Sì vax. Direbbero «hanno la cura ma non ce la vogliono dare», parlerebbero di un complotto con fini precisi (tenerci tutti chiusi in casa per controllarci, ad esempio), andrebbero in piazza a urlare «libertà-libertà». Il vaccino e il Green pass, insomma, come pretesti per sfogare rabbie, frustrazioni, delusioni che si hanno dentro da chissà quanto tempo. E il complotto di Big Pharma, della politica e dei media come alibi per giustificare i propri fallimenti. «Se non ce l’ho fatta, è perché qualcuno mi ha fregato». È un modo di pensare vecchio come il mondo, ma amplificato in questo nostro tempo in cui Internet ha dilatato in misura incontrollabile la percezione di sé, il desiderio di apparire, la pretesa di successo. Pensiamo spesso che all’origine di tante paure e di tante proteste ci siano motivazioni politiche, economiche, identitarie: e si trascurano sentimenti privati solo apparentemente banali”.
Altre sull'argomento
L'obbligo vaccinale sarebbe un boomerang
L'obbligo vaccinale sarebbe un boomerang
ůsposterebbe le responsabilitÓ sullo Stato
Altro parere
Altro parere
Sconfitta per demeriti, vittoria senza meriti
Ora una fase diversa
Ora una fase diversa
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Dilaga l'onda di centrosinistra
Dilaga l'onda di centrosinistra
Coi risultati di Roma e Torino, Pd e alleati vincono 5 a 0 sul ...
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.