Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Un silenzio tutto da capire

Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani

Redazione InPi¨ 08/10/2021

In edicola In edicola Goffredo Buccini, Corriere della Sera
Sul Corriere della Sera Goffredo Buccini analizza l’astensionismo delle periferie alle recenti amministrative, spia di un male profondo: “I dimenticati – sottolinea l’editorialista - stanno tornando di moda. Senza strepiti, anzi, con il fragoroso silenzio dell’astensionismo, le periferie si ripropongono all’attenzione della politica da qui alle scadenze elettorali che verranno: un convitato di pietra al desco di chiunque ambisca a guidare il Paese dopo la pandemia e dopo l’esecutivo d’emergenza di Mario Draghi. Si tratta, intendiamoci, di periferie che sarebbe sbagliato identificare solo, o soprattutto, geograficamente. In effetti il voto della tornata amministrativa conferma questa tesi ad abundantiam: perché persino il populismo, dopo il Covid, sembra avere perso di attrattiva, almeno nella forma che abbiamo conosciuto fin qui, seguendo una linea di faglia tra centralità e marginalità che può passare per le estreme borgate romane distanti un’ora e mezza di autobus dal Campidoglio o per i Quartieri Spagnoli di Napoli ad appena pochi minuti dagli scranni comunali di Palazzo San Giacomo e dalle vetrine di Chiaia. La lontananza si misura nell’irrilevanza percepita, nel tasso di disoccupazione, nell’abbandono scolastico, nel tempo richiesto per ottenere la riparazione di un ascensore rotto nelle case di edilizia popolare. La storia non insegna nulla. La più recente sollevazione delle periferie, alla metà degli anni Dieci, è stata innescata dalla crisi finanziaria e poi economica, che ha travolto le piccole certezze del mondo intero (mettendo in ginocchio i più deboli), e dalla crisi dell’accoglienza, che ha acceso lo scontro tra ultimi e penultimi. Quel vento consegnò consenso alle forze che si presentavano come «antisistema». Una commissione parlamentare studiò per un anno le periferie, offrendo indicazioni preziose su come e dove intervenire. Nessuno è intervenuto e, negli ultimi tre anni, tre esecutivi si sono succeduti, il Covid ha ridisegnato la scala delle paure e dei bisogni, le forze antisistema sono diventate di governo e hanno, com’è ovvio, smarrito l’aura ribelle che le circondava. Sostenere, come fa adesso la sinistra riformista, che in posti dove sei italiani su dieci non votano abbia perso il populismo (e dunque vinto la razionalità democratica) è in realtà una tesi avventurosa. Perché la domanda successiva è: quale populismo? Davvero si può star sereni davanti a un distacco così plateale tra chi ha voce e chi no?”.
 
Alessandro De Nicola, la Repubblica
Su Repubblica, Alessandro De Nicola cita il caso della Sicilia che si è vista respingere dal ministero delle Politiche agricole per carenze tecniche tutti i progetti presentati per i sistemi irrigui dei Consorzi di bonifica. "Si tratta - ricorda De Nicola - di 450 milioni di euro che sarebbero stati finanziati coi fondi del Pnrr. Anzi, secondo la stampa locale, i programmi respinti per bassa qualità tecnica sarebbero addirittura 59 per un valore di 760 milioni. “Al di là dell’episodi si pone il problema della scarsa efficienza della PA soprattutto nelle regioni del Sud, destinatarie del 40% dei finanziamenti del Pnrr, pari a 82 miliardi di euro, nonostante rappresentino il 34% della popolazione e il 22,7% del Pil italiani. Non solo, il Fondo di Sviluppo e Coesione, i Fondi strutturali europei e altre fonti quali il Fondo complementare per l’alta velocità canalizzano verso il Sud per i prossimi anni altre decine e decine di miliardi (per il periodo 2021-7 si arriverebbe alla cifra monstre di 212 miliardi) tal che il problema principale sarà non la mancanza di soldi ma della capacità di utilizzarli. Peraltro, la spesa pubblica già oggi rappresenta nelle regioni meridionali una percentuale del Pil molto più alta di quelle settentrionali e, se si escludono le pensioni e si tiene conto del potere di acquisto. Evidentemente questo non basta a colmare il gap tra le due aree geografiche del Paese. I Fondi Europei del settennio 2014-2020 destinati al Meridione sono stati utilizzati solo per il 38% (penultimo posto in Europa, davanti alla Croazia con il 36%) e ancora peggio va per gli altri sussidi. Il quesito da porre è: come evitare che il Pnrr diventi l’ennesima occasione perduta? Probabilmente la via da seguire è mediana: nel lungo periodo solo la riforma della PA e della giustizia (anch’essa gravemente deficitaria e lenta più al Sud che altrove) in senso meritocratico, con compensi e avanzamenti di carriera che attirino talenti e stimolino i — diciamo — tiratardi, la digitalizzazione e una migliore dotazione infrastrutturale in un quadro di minor dipendenza dallo Stato e di semplificazione della vita per le imprese private, daranno una chance di avanzamento al Mezzogiorno. Nel breve, il governo centrale (sebbene non un mostro di efficienza) attraverso Agenzie ad hoc e — in extrema ratio — facendo ricorso ai commissari, dovrà sopperire alle deficienze strutturali degli enti locali del Sud”.
 
Francesca Schianchi, La Stampa
Sulla Stampa, Francesca Schianchi parla del rapporto tra Mario Draghi e Matteo Salvini: “Anche questa volta, la tregua è siglata. Un paio di giorni di dichiarazioni bellicose di Matteo Salvini - «non firmo un assegno in bianco, dalla Lega un secco no» -, poi ingresso a favor di telecamere a Palazzo Chigi per un incontro col premier Draghi, e infine la nota rituale sul «clima cordiale e costruttivo» e la «piena condivisione degli obiettivi economici». Fino alla prossima occasione: sta diventando stucchevole – spiega Schianchi - lo schema ripetuto dal leader della Lega, pronto periodicamente a passare da supporter entusiasta del governo a critico severo, salvo poi fare marcia indietro e tornare (temporaneamente) nella fase di luna di miele con Draghi. Da rivendicare in permanenza: d’ora in poi, hanno deciso ieri Draghi e il capo leghista, si vedranno «almeno una volta alla settimana», per fare il punto della situazione. Un modo per il leader del Carroccio per ritagliarsi un ruolo di primo piano. Nello stesso tempo, il premier sembra essersi rassegnato di buon grado alle intemperanze del più riottoso dei sostenitori del suo governo. A parole e nei fatti, rivendica un’agenda diversa da quella elettorale, e non esita a far approvare la delega fiscale anche in assenza dei ministri leghisti: martedì, avvisato del forfait di Giorgetti, Garavaglia e Stefani, raccontano abbia commentato con un laconico «va bene, cominciamo». Ma, se è scocciato, evita di darlo a vedere, misura le parole pubbliche di rimprovero, si presta a giornate come quella di ieri, dove il fatto di aver ricevuto per un «chiarimento» a Palazzo Chigi Salvini ha fatto più notizia del fatto di aver ricevuto Angela Merkel. E concede qualcosa – un ampiamento delle riaperture come il mese scorso un rinvio del Green Pass per i lavoratori – poca cosa, ma abbastanza da consentire a Salvini di descriversi vincitore. Tutto come se, dal punto di vista del premier, tollerare qualche eccesso ogni tanto fosse in fondo un prezzo accettabile da pagare pur di procedere con la navigazione del governo. Un equilibrio che può anche reggere, se non saranno gli altri alleati a perdere la pazienza. «Sempre il solito teatrino», ha definito la giornata di ieri il segretario dem Enrico Letta. «Difficile fidarsi di Salvini», il commento del leader M5S Giuseppe Conte. Per ora, solo tiepide proteste. Che però Mario Draghi deve stare attento a non sottovalutare.
Altre sull'argomento
Scocca l'ora di Giorgetti
Scocca l'ora di Giorgetti
DovrÓ decidere se dare battaglia per cambiare la linea della Lega
L'obbligo vaccinale sarebbe un boomerang
L'obbligo vaccinale sarebbe un boomerang
ůsposterebbe le responsabilitÓ sullo Stato
Altro parere
Altro parere
Sconfitta per demeriti, vittoria senza meriti
Ora una fase diversa
Ora una fase diversa
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.