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Altro parere

La patologia delle toghe

Redazione InPi¨ 16/09/2021

Altro parere Altro parere Augusto Minzolini, il Giornale
La nuova puntata del processo Ruby ter e la “patologia delle toghe”. Ne parla Augusto Minzolini sul Giornale: “C’è sempre una goccia che fa traboccare il vaso quando è colmo. La «trovata», perché non ha nulla di logico e di razionale, del Tribunale di Milano di sottoporre Silvio Berlusconi ad una perizia psichiatrica nell’ennesimo processo a cui è sottoposto nella sua vita, è la classica goccia. È la prova che – evidenzia Minzolini - le vicende processuali dell’ex premier non hanno nulla a che vedere con la giustizia, ma somigliano ad una vera e propria persecuzione con finalità politiche. Sottoporre, infatti, Berlusconi ad una perizia psichiatrica significa gettare un’ombra sul suo passato, sul ruolo che ha svolto in politica e nelle istituzioni (per non parlare della sua storia di imprenditore) e, nel presente, tagliarne le ambizioni, privarlo cioè di un domani. Magari l’esempio potrà sembrare esagerato, ma la vicenda fa venire in mente, con tutte le differenze del caso, il trattamento riservato ai dissidenti in Unione Sovietica che venivano posti di fronte alla scelta: o dichiararsi colpevoli, o essere rinchiusi in un psikhushka, un ospedale psichiatrico. Un paragone che, applicato al nostro sistema, dimostra che la vecchia lezione per cui bisogna «difendersi nel processo», con la magistratura che abbiamo, non ha senso. Semmai ci sono situazioni, e constatarlo già di per sé fa venire i brividi, in cui è necessario «difendersi dal processo». Del resto, come si può spiegare in maniera diversa il caso di un’assoluzione piena in Cassazione, come quella che ha avuto Berlusconi sul «caso» Ruby, che si porta dietro una miriade di processi per «corruzione in atti giudiziari» con il solo scopo di salvare la faccia all’accusa? Cioè a quei pm che, nella loro opera di persecuzione del personaggio, hanno dilapidato soldi pubblici, arrivando addirittura a trasformare la presunta vittima (Ruby), che non si è mai sentita tale, in un’imputata. Questa storia fa parte a buon titolo del capitolo degli «assurdi», di quelli che descriveva Vladimir Bukovskij in un libro del 1972, «una nuova malattia mentale in Urss: l’opposizione». Appunto, la «patologia» psichiatrica che un certo tipo di toghe vede in Berlusconi, è quella di essersi opposto all’uso politico della Giustizia. Solo che nel Paese i presunti «malati» che denunciano la degenerazione del nostro sistema giudiziario si sono moltiplicati e alcuni hanno nomi inaspettati”.
 
Fulvio Scaglione, Avvenire
Avvenire dedica l’editoriale, firmato da Fulvio Scaglione” all’”aspra partita che si sta giocando in Oriente”. “Quando gli Usa si muovono – scrive - le scosse si sentono in tutto il pianeta. Alla regola della superpotenza non ha fatto eccezione Aukus, l’alleanza militare (quella politica era già solida) che Australia, Regno Unito (Uk nella sigla) e Stati Uniti (Us) hanno siglato «per affrontare le minacce del XXI secolo», come recita il comunicato ufficiale, ma in realtà per arginare le ambizioni sempre più vaste della Cina. E di scossoni dobbiamo aspettarne altri, perché il 24 settembre il presidente Biden ospiterà un vertice con Australia, India e Giappone nell’ambito dell’alleanza denominata Quad, creata già nel 2007 e finora mai mobilitata”. L’editorialista cita tre “scossoni”: primo, le tensioni tra Cina e Australia; secondo, i nuovi rapporti dell’Australia con l’Europa, con Canberra che ha cancellato un accordo da 90 mld di euro con la Francia per la fornitura di sommergibili nucleari che arriveranno tramite Aukus. Terzo scossone, le mosse ‘normalizzatrici’ dell’amministrazione Biden nei rapporti con la Russia. “Con Aukus però – osserva Scaglione - gli Usa ora mandano un messaggio che parla di grande forza politica e militare e di un’intatta volontà di conservare la supremazia globale e di difendere gli alleati. In sostanza, alla Russia dicono: vi conviene davvero stringere ancora i rapporti con la Cina? Siete sicuri che quella sia la strada giusta per il vostro Paese? Perché la Russia è in una strana posizione. difficile, se non impossibile ignorarla, ma non è in grado di competere davvero né con gli Usa né con la Cina. E Biden, anche con Aukus, suggerisce a Putin che forse andare d’accordo con gli Usa e i loro alleati è più conveniente che andare a braccetto con Xi Jinping. La partita a scacchi dunque continua. E queste mosse rendono sempre più chiaro che l’intuizione di Barack Obama, che cercò di spostare sul Pacifico l’asse della politica estera americana, oggi è per gli Usa, quindi per l’Occidente tornato a raccogliersi dietro di loro, una oggettiva necessità”.
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