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Le potenzialità dello smart working

Redazione InPiù 13/09/2021

Altro parere Altro parere Leonardo Becchetti, Avvenire
“Il dibattito sullo smart working è uno dei temi che in questo momento più coinvolge i cittadini e la politica”. Ne parla Leonardo Becchetti su Avvenire ricordando che “lo smart working ha un potenziale straordinario per conciliare aumenti di produttività, capacità di conciliare vita di lavoro e di relazioni di cura e sostenibilità ambientale ma ci sono molti ostacoli perché questo potenziale si realizzi e le scelte di policy dei prossimi temi dovranno cercare di rimuoverli. I limiti e gli ostacoli a questo orizzonte ideale - sottolinea - sono però molti. Ridurre gli incontri del primo tipo può deteriorare la qualità delle relazioni e l'identità aziendale o di gruppo. Diseguaglianze nell'accesso a connessione di qualità, nel comfort dell'abitazione non rendono lo smart working uguale per tutti. C'è poi il rischio di non riuscire a separare il tempo del lavoro da quello del riposo o per motivi di autocontrollo personale o perché il superiore non rispetta i tempi del lavoratore. E ci sono ovviamente tipi di lavoro che richiedono la presenza fisica dove tutto questo non si applica o si applica in misura minore. Le politiche per affrontare questi ostacoli sono evidenti. Assicurare qualità di connessione a tutto il paese, favorire la nascita di hub di quartiere che non necessariamente costringono a lavorare a casa. Normare i diritti del lavoro nello smart working ed in particolare quello alla disconnessione. Lavorare come aziende appositamente su qualità di relazioni ed identità di gruppo con incontri in presenza per rendere il lavoro a distanza sostenibile. Impostare il lavoro sui risultati e non sulla timbratura del cartellino o sull'osservazione formale degli orari di lavoro. E considerare automaticamente ‘più usuranti’ i lavori nei quali lo smart working non è possibile con conseguenze su orario di lavoro ed età pensionabile. Che nella pubblica amministrazione sia più difficile che nel privato realizzare tutte queste politiche è anche evidente anche se l'orizzonte ideale (riconosciuto dallo stesso ministro Brunetta) deve essere da stimolo per mettere in moto un percorso che modernizzi la stessa Pa. Tra qualche anno le nuove generazioni guarderanno con incredulità (un po' come i ragazzi di oggi guardano un vecchio telefono a muro) ai tempi in cui si usciva tutti alla stessa ora, si restava incolonnati per 30-40 minuti nel traffico per recarsi al posto di lavoro. E lo smart working ci renderà più padroni del nostro tempo e capaci di integrare lavoro, cura delle relazioni interpersonali, formazione e tempo libero.
 
Augusto Minzolini, il Giornale
Augusto Minzolini sul Giornale richiama la politica ad occuparsi dei mutamenti economici e sociali indotti dal Covid: “A volte c’è da chiedersi perché continui ad infuriare la polemica tra le forze politiche sul green pass, visto che devi proprio mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi per non renderti conto come i numeri dimostrino che l’unico strumento per fronteggiare la pandemia è il vaccino. Ancora meno ragioni - evidenzia - sono alla base della disputa che il segretario del Pd Enrico Letta continua a rilanciare ogni giorno su provvedimenti come il ddl Zan o lo «ius soli». Al di là della legittimità di questi argomenti, che nessuno mette in dubbio, queste tematiche dimostrano come il dibattito politico sia lontano dall’interrogativo, per alcuni aspetti drammatico, che caratterizzerà il nostro tempo d’ora in avanti: com’è cambiato il mondo con il Covid? La politica, purtroppo, su questo tema è afona. Non presta per nulla attenzione – sottolinea - alle conseguenze, ai profondi mutamenti, alle metamorfosi che il virus ha provocato e provocherà nella società. Ad esempio, l’Istat ieri ha registrato un aumento di 338mila occupati nell’ultimo trimestre, due terzi dei quali però sono contratti a termine: questo significa che l’atmosfera di insicurezza determinata dal Covid probabilmente ha dato l’ultimo colpo mortale al sogno di tutti gli italiani, cioè il posto fisso. Ancora: ieri il ministro Cingolani ha annunciato che le bollette elettriche aumenteranno del 40%, un modo per rammentare a chi ha liquidato con sufficienza le sue proposte sul nucleare «pulito» il costo dell’energia nel mondo post-Covid. Altro esempio, riguarda le difficoltà che il virus ha scaricato sul traffico delle merci: noleggiare oggi una nave portacontainer medio-grande costa 200mila dollari al giorno, in tre mesi ci copri l’acquisto di 68 Ferrari. Questi meccanismi rimetteranno in moto l’inflazione, che colpirà il potere d’acquisto dei salari e senza politiche adeguate creerà aree di nuova povertà. Cambieranno, vuoi o non vuoi, il mondo del lavoro, le politiche sull’energia, elementi che avranno un impatto sui meccanismi sociali e sui costumi. Intanto, però, la politica blatera, guardando con gli occhi del passato un futuro per lei ignoto: non conosce le varianti - del resto non è affar suo - ma neppure le metamorfosi che il virus potrà provocare nella società”.
 
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