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Tratta degli esseri umani, ferita da sanare

Redazione InPiù 30/07/2021

Altro parere Altro parere Aldo Buonaiuto, Avvenire
“Oggi nel mondo si commemorano le vittime della tratta degli esseri umani. Chi finisce nel tritacarne dello sfruttamento? Le indifese e gli indifesi”. Lo ricorda Aldo Buonaiuto in un editoriale su Avvenire in cui ricorda che “lungo le rotte della tratta si consumano tragedie rimosse dall’Occidente opulento. Che ne è stato, per esempio, dei tanto annunciati "corridoi umanitari" europei con cui Bruxelles avrebbe dovuto assicurare flussi regolari, controllati e integrabili? Gli unici sono stati garantiti dal mondo cristiano, a partire dall’iniziativa ecumenica italiana, mentre gli Stati continuano a rimpallarsi veti e responsabilità. Intanto si muore senza sosta nel Mediterraneo, nei deserti africani, al confine tra il Messico e gli Usa, nel Myanmar travolto dalla guerra civile e dal Covid. Per non parlare poi della più rimossa e disperata delle tratte: quella nei Paesi privi di libertà nei quali i despoti occultano i dati di un’ecatombe senza nome. Troppo scomodo denunciare Paesi potenti per le migliaia di giovani asiatiche e africane e per un numero incalcolabile di minori che finiscono nei meccanismi infernali del turismo sessuale e del traffico di organi. Fino a quando si alimenterà l’oblio attorno ai legami che avvolgono le economie di nazioni complici della tratta, sia nei luoghi di origine che di transito dei nuovi schiavi, sarà impossibile frenare la piaga globale dello sfruttamento. E non possono certo chiamarsi fuori gli ignobili "beneficiari" del mercimonio coatto e del caporalato. Non c’è guadagno lecito senza il rispetto della dignità umana, ci insegna papa Francesco, che alle "donne crocifisse" ha chiesto perdono per le vergognose colpe dei cristiani che approfittano della loro vulnerabilità. Un «vizio schifoso», dice il Pontefice, che riduce le più fragili tra le creature in bancomat umani di clan privi di scrupoli. È in atto una crisi persino più grave di quella economica: il deficit educativo. Senza formare le coscienze alla consapevolezza che l’amore non si compra, saremo costretti a subire le conseguenze di una degenerazione della mentalità che considera acquistabile addirittura la più inviolabile intimità”.
 
Beppe Boni, il Giorno
“Erano partiti con grandi aspettative, i paladini del No vax, No mask, No Green pass, in pratica No tutto. Fanno ancora un gran baccano, ma il fronte semi negazionista che oscilla da scettici più o meno ragionevoli e ultras urlatori tout court, comincia a mostrare crepe”. Beppe Boni sul Giorno descrive l’apparente parabola degli oltranzisti anti covid: “La politica meno governativa un po’ li segue e un po’ frena, stop and go, e il secondo round di manifestazioni dell’altro giorno è stato un piazza-flop o comunque non ha ottenuto il successo annunciato. Sarà il buonsenso, pur con qualche legittimo dubbio sui vaccini, sarà che la protesta urlata senza basi scientifiche convince sempre meno, sta di fatto che il Fronte del no non è più così allargato. Anzi più va su (di toni), più va giù (di consensi). Oggi l’unica cosa che ci tira su di morale è sapere che con vaccinazioni, mascherine, precauzioni igieniche e paletti, pur con qualche eccesso, nella vita pubblica il conteggio dei morti e dei ricoverati è molto basso. Certo, il variopinto movimento negazionista si fa ancora notare. Ma aver spostato il dibattito su concetti come la libertà in pericolo, la dittatura sanitaria invocando perfino il nazismo, i poteri occulti o altre sciocchezze del genere sta facendo vacillare le convinzioni primigenie. Non tutti gli italiani si fanno affascinare da slogan e frasi ad effetto. Perfino la Lega, sempre dura e pura contro le limitazioni, comincia a rallentare nella corsa a fianco dei No tutto. Il Green pass arriverà e si può discutere come, dove e quando applicarlo ma non è Satana e la difesa del concetto di libertà di certi pensatori che fanno da sponda culturale ai No tutto ha il sapore della provocazione. E sul Green pass molti esercenti sono contrari, ma altri, pur ammettendo il disagio, lo considerano una sicurezza per i clienti e per i dipendenti. Un ristoratore di Bologna che ha cariche in una associazione di categoria, pur sbuffando, ci dice che per i camerieri non sarà un gran peso. Buonasera signori avete il green pass o il tampone, sì grazie, ecco il menù. Non è il massimo, ma dato che la partita del virus non è finita, vale la pena di fare l’ultimo (speriamo) sforzo. E se non ci tuteliamo aumentano i contagi, se salgono i contagi si affollano ospedali e cimiteri, si replica con coprifuoco e lockdown. Noi stiamo con i No virus”.
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