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Per tenere aperti

Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani

Redazione InPiù 23/07/2021

In edicola In edicola Roberto Gressi, Corriere della Sera
Sul Corriere della Sera, Roberto Gressi spiega così le ragioni a sostegno del green pass: “Siamo tutti stufi e anche esasperati dalla tattica della cicala: liberi per una breve e dispendiosa stagione e già quasi col pensiero a una fine estate fatta di rinunce, di coprifuoco, di ritorno a scuola precario e con la famigerata didattica a distanza di nuovo alle porte. Non possiamo più combattere così contro il virus: tutti dietro le mura a ogni ondata di barbari”. Secondo Gressi, quindi, “abbiamo l’arma per farla finita, per chiuderla qui una volta per tutte: è il vaccino. Funziona, gli effetti collaterali sono tollerabili e di breve durata, la possibilità di rischio si riduce alla categoria dell’eccezione. In attesa di cure che risolvano la malattia, sono i vaccini che ci possono tirare fuori da questa pandemia che uccide e ci imprigiona da quasi due anni. Non lo abbiamo usato abbastanza, il vaccino. Sembrava che la grande maggioranza degli italiani che si sono messi in fila per farsi pungere il braccio potesse bastare, potesse essere sufficiente a coprire anche quanti, per mille motivi, non volevano immunizzarsi. Quello sforzo generoso, verso sé stessi e gli altri, di grande parte della popolazione, sarebbe forse bastato a portarci all’immunità di gregge, se non fossero emerse le varianti, prima fra tutte la variante Delta, molto più contagiosa. Non più una politica di chiusure di fronte alla nuova avanzata del morbo, ma una testa d’ariete di vaccinati capace di tenere aperti spettacoli e convegni, palestre e piscine, ristoranti, concorsi pubblici, fiere e sagre, parchi di divertimenti, sale giochi, competizioni sportive. Un attacco al virus, facendola finita con i passi indietro del gambero e anche un incentivo a diventare protagonisti della sfida, conducendo una vita più libera possibile e avvicinando il momento della liberazione anche di quella parte residuale del Paese che, fino all’ultimo, dovesse decidere di restar fuori dalla partita”.
 
 
Francesco Bei, la Repubblica
Il “doppio avviso” del premier Draghi su vaccini e giustizia. Ne parla Francesco Bei nell’editoriale di Repubblica: “Non bisogna dimenticare che Mario Draghi ha come missione principale proprio questa, la campagna vaccinale di massa. Tutto il resto, dalla ripresa economica al successo del Pnrr, è in qualche modo subordinato alla premessa. Le cose non stanno andando male, anzi. Proprio per questo i toni nei confronti di chi semina dubbi, di chi - come Matteo Salvini – dall’interno della maggioranza sembra mettere sabbia nel motore della macchina vaccinale, sono stati ieri così duri. Fino all’ultimo il presidente del Consiglio deve aver sperato che il leader leghista si riallineasse a quanti, nel suo stesso partito, hanno sposato tesi più ragionevoli. Salvini ha sposato la linea di Claudio Borghi, non quella di Zaia, ma su questa posizione lo scontro frontale con Draghi era inevitabile. Quello che ha stupito – sottolinea Bei - è il carattere così perentorio e senza possibilità di replica usato dal premier. Dire che chi gioca sulle vaccinazioni di fatto sta incitando la gente a morire o a far morire non lascia spazio ad alcuna via di fuga politica. È una sconfessione in piena regola di Salvini, che in altri tempi non sarebbe rimasta senza conseguenze sul governo. Sistemato Salvini, che stava giocando in maniera pesante sulle vaccinazioni, Draghi ha lanciato qualche segnale di avvertimento anche a Giuseppe Conte e ai Cinque Stelle. Le parole si sono fatte più prudenti e circospette, eppure il messaggio è stato chiaro anche su quest’altro fronte di gioco. Il premier considera di fatto chiusa la partita della giustizia, salvo qualche miglioria “tecnica” sempre possibile. Un approccio ben diverso da quello dei Cinque Stelle, che in commissione stanno facendo ostruzionismo con una valanga di emendamenti alla riforma votata in Cdm dai loro stessi ministri. Draghi ha specificato che la richiesta di fiducia equivale a un “punto fermo”. Traccia una riga in terra per capire chi sta da una parte e chi si colloca all’opposizione. Come sui vaccini, anche sulla riforma Cartabia il tempo per i posizionamenti tattici si sta esaurendo e Conte dovrà scegliere se attraversare oppure no il suo Rubicone”.
 
Marcello Sorgi, La Stampa
“Le decisioni del consiglio dei ministri in materia di Covid e di giustizia ci dicono essenzialmente una cosa: in Italia il vento sta cambiando, l’economia è in ripresa oltre ogni ottimistica previsione, come ha spiegato Draghi, e gli italiani vogliono che le cose continuino così e sono disposti a pagare qualsiasi prezzo perché questo avvenga e non si rischi di tornare indietro, al passato recente della pandemia e del lockdown, che oggi sarebbe insopportabile”. Marcello Sorgi sulla Stampa legge così l’esito del cdm di ieri: “Anche la riforma della giustizia - per la quale il governo ha annunciato la fiducia, cioè il taglio a un certo punto di un percorso parlamentare che dev’essere rapido, e insieme la disponibilità ad alcuni “aggiustamenti tecnici” - si inquadra in questo clima e nel desiderio, testimoniato dai trecentomila cittadini che hanno firmato per i referendum di Radicali e Lega, che il sistema giudiziario e i comportamenti della magistratura cambino decisamente. Quello predisposto dalla ministra Cartabia è un testo che rappresenta un primo passo in questa direzione, ed è anche - non va dimenticato - qualcosa che viene incontro alle richieste della Commissione europea, che si prepara a sostenere l’Italia con un piano di aiuti e prestiti da 209 miliardi. La conferenza stampa di Draghi, Speranza e della stessa Cartabia, dopo una riunione tutto sommato breve del governo e un pieno accordo con le Regioni a cui si era lavorato nei giorni precedenti, è servita essenzialmente a questo: sgomberare il campo, per quanto possibile, dalle divisioni e dalle resistenze di parti della maggioranza, per far sì che la nuova fase in cui il Paese è entrato possa svilupparsi senza ostacoli, consentendo al Pnrr, il progetto di ricostruzione dopo il disastro della pandemia, di dispiegare pienamente i suoi effetti, magari in un tempo minore di quello preventivato. Si spiegano così - osserva Sorgi - il venir meno dei dubbi di Conte sulla giustizia, dopo una telefonata con il premier, e di Salvini sull’estensione del “green pass”, per il pieno ritorno alla normalità della vita della gente e per far sì che possa godersi le vacanze senza timori e senza fare i danni della scorsa estate, dato che per ottenere il “green pass” è necessario vaccinarsi”.
 
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