Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Il coronavirus e la vera libertà

Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani

Redazione InPiù 22/07/2021

Il coronavirus e la vera libertà Il coronavirus e la vera libertà Aldo Cazzullo, Corriere della Sera
La discussione sul vaccino – osserva Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera – è viziata da un grande equivoco. Il confronto non è tra chi difende la libertà e chi la nega. Il confronto è tra chi vuol essere – o si illude di poter essere – libero qui e ora, e chi vuol essere libero in modo duraturo; senza ritrovarsi a fine estate (se non prima) in questo frustrante giorno della marmotta, senza dover ricominciare da capo con i bollettini delle terapie intensive e i decreti di chiusura. Dovrebbe essere chiaro che la scelta giusta è la seconda. Nessun Paese democratico ha imposto l’obbligo di vaccino, se non (com’era inevitabile) agli operatori sanitari. Quasi tutti i Paesi democratici, però, hanno deciso di incentivare le vaccinazioni. Il diritto al lavoro è inviolabile; quindi è impossibile legare l’ingresso sul posto di lavoro al green pass. Ci sono però lavori che si svolgono a contatto con il pubblico. Un conto è difendere la libertà di non vaccinarsi; un altro è attentare alla libertà di lavorare – o usufruire di un servizio – senza venire in contatto con una persona che ha deliberatamente scelto di non vaccinarsi. Distinguere tra le generazioni, per arrivare a sentenziare che i giovani possono anche non immunizzarsi perché tanto non muoiono, significa non aver capito come si muove questa pandemia. Il virus resiste e muta proprio perché non è molto letale, ma è molto contagioso. L’unico modo per bloccarne o limitarne la circolazione e la mutazione è vaccinarsi tutti, o quasi tutti. Qualsiasi dato scientifico ed empirico è lì a dimostrarlo. Purtroppo non ci sono altre possibilità, se vogliamo riaprire le scuole in sicurezza, consolidare la ripresa economica, recuperare la socialità, i rapporti tra le persone, il clima di scambio e di incontro che resta di gran lunga il modo migliore di lavorare e di vivere. L’alternativa è un altro anno a singhiozzo.
 
Carlo Cottarelli, la Repubblica
Carlo Cottarelli, su Repubblica, interviene nel dibattito sull’obbligatorietà del vaccino, commentando la polemica scoppiata attorno alla proposta della direttrice generale di Confindustria di richiedere il Green Pass sul posto di lavoro, pena la sospensione del lavoratore. Proposta che, secondo Cottarelli, al di là della sua validità specifica stimola due riflessioni. La prima relativa al vigore con cui si debbano condurre eventuali pressioni per indurre tutti i cittadini italiani a vaccinarsi al più presto. La seconda relativa al problema della sicurezza sul posto di lavoro. Riguardo alla questione vaccini, la quarta ondata è ormai iniziata con il diffondersi della variante Delta, e per arginarla non resta che andare avanti il più possibile con le vaccinazioni. Non capisco perché ci sia una tale avversione all’introduzione dell’obbligo di vaccinazione. Se va bene per la polio, perché non dovrebbe andar bene per il Covid? Ma, se proprio non si vuole introdurre l’obbligo, che almeno si introduca il Green Pass come condizione per avere accesso a luoghi affollati. Riguardo poi alla specifica questione del Green Pass anche nei posti di lavoro, Cottarelli ricorda che negli Stati Uniti alcune imprese hanno effettivamente proibito l’accesso ai luoghi di lavoro ai non vaccinati. Sarebbe possibile in Italia? Sembrerebbe proprio di sì. Anzi, come ha sostenuto Pietro Ichino, l’articolo 2087 del codice civile comporta l’obbligo per gli imprenditori di tutelare l’integrità fisica dei lavoratori e chi va al lavoro senza essere vaccinato, e quindi con una maggiore probabilità di aver contratto il Covid, corre il rischio di contagiare altri. Ciò detto sarebbe eventualmente più appropriato se un provvedimento di sospensione dei lavoratori non vaccinati fosse preso dallo Stato, definendo in modo preciso quali situazioni di lavoro comportano rischi tale da rendere necessaria la sospensione.
 
Antonella Viola, La Stampa
Anche l’immunologa Antonella Viola, su La Stampa, spiega il motivo per cui è necessario estendere l’uso del Green Pass, in considerazione del fatto che lasciar circolare il virus tra i non vaccinati, anche se giovani e quindi a minor rischio di sviluppare una malattia severa, non è possibile, per diverse ragioni. Prima di tutto, perché nessun vaccino è efficace al 100% e quindi ci sono persone, magari particolarmente anziane o immunodepresse, in cui la protezione offerta dalla vaccinazione può non essere ottimale. Queste persone più fragili meritano il nostro rispetto e vanno tutelate. Inoltre, non abbiamo ancora un vaccino per i bambini che, anche in questo caso, devono essere protetti limitando la circolazione del SARS-CoV-2 nella popolazione. Ancora: le infezioni dei non vaccinati, anche qualora non causassero un immediato problema a livello sanitario perché non accompagnate da ricoveri ospedalieri, rappresentano tuttavia un pericolo per la salute pubblica, in quanto consentono al virus di replicarsi e, quindi, di continuare a mutare. Per bloccare la comparsa di nuove e pericolose varianti bisogna limitare la replicazione virale, riducendo i contagi. Se ancora tutti questi aspetti legati alla salute pubblica non bastassero, la spada di Damocle che da oltre un anno pende sulla testa di chi fa impresa e di chi studia – il rischio di chiusura o sospensione delle attività per focolai – dovrebbe essere già da solo un motivo sufficiente a spingerci a contenere il virus attraverso la vaccinazione e il Green Pass. L’alternativa non potrebbe essere che tornare alle restrizioni, alle regioni a colori, alle chiusure e a tutto quello che abbiamo subito nei lunghi mesi passati in attesa che arrivassero i vaccini a mostrarci una via d’uscita.
 
Altre sull'argomento
Non sorprende la crescita dei contratti a termine
Non sorprende la crescita dei contratti a termine
La ripresa occupazionale si è concentrata sinora nei servizi e nelle Pmi
Tentazioni texane nella destra italiana
Tentazioni texane nella destra italiana
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Il metodo del premier
Il metodo del premier
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Tamponi in fabbrica
Tamponi in fabbrica
…ma non a carico del contribuente
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.