Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Oggi hanno detto

Interviste da non perdere

Redazione InPiù 19/07/2021

Oggi hanno detto Oggi hanno detto Salvini: niente obblighi per i più giovani
«Mettiamo in sicurezza le persone dai 60 in su, per i giovani l’obbligo del vaccino non serve». Lo afferma il leader della Lega Matteo Salvini in un’intervista a Piero Colaprico di Repubblica. La variante Delta sta facendo rialzare nettamente i contagi. Lei ha detto di avere i genitori vaccinati, ma che non vuole vedere suo figlio diciottenne inseguito da una siringa. Come la mettiamo? «Io mi vaccinerò a breve, come libera scelta, e ho 48 anni. Ieri in Gran Bretagna c’erano 54 mila positivi, ma era stabile il numero dei morti. La variante Delta è contagiosa, rapida, non intasa però gli ospedali. Infatti in Inghilterra tolgono le restrizioni. Ho appena fatto una riunione in Zoom con Giorgetti, i capigruppo di Camera e Senato, Luca Coletto che segue la sanità, presidenti di Regioni ed enti locali. E la cabina di regia è questa: far di tutto per arrivare alla piena vaccinazione dai 60 anni in su». E perché? «Perché i dati dicono che l’85% dei deceduti ha più di 70 anni. E sotto i 60, il tasso di mortalità è inferiore all’1%. Va insomma completata l’opera egregia del generale Figliuolo, ma non se ne parla di imporre obblighi, specie ai più giovani. Dall’inizio della pandemia, i morti tra i 10 e i 29 anni sono stati 85, vale a dire lo 0,1%». Niente vaccino per i giovani? «Mettiamo in sicurezza dai 60 in su, da 40 a 59 scelgano, per i giovani non serve. Per di più, se vogliamo il Green Pass per tutti, al momento finiremmo a ottobre, facendo saltare la stagione e le vacanze. Sarebbe devastante. E inutile». Ma sul Gren Pass che decisioni prenderà la Lega in Consiglio dei ministri? «Per andare a San Siro, con 50 mila, o a concerti da 40 mila il Green Pass ha senso, ma sui treni pendolari no, per mangiare la pizza no. Mettiamo in sicurezza genitori e nonni senza punire nipoti e figli».
 
Palazzi: con la riforma si rischia un’amnistia casuale
«A parità di regole, risorse e numero di fascicoli, la tagliola dell’improcedibilità in appello dopo due anni si risolverebbe in un’amnistia aggravata della casualità dei processi cancellati, che dipenderebbe non da una valutazione politica di pericolosità sociale ma, a macchia di leopardo, da circostanze come il luogo in cui si svolgono”. Lo afferma Mario Palazzi, pm della Procura di Roma dell'inchiesta Consip, intervistato sulla Stampa da Giuseppe Salvaggiulo sulla riforma del processo penale presentata dalla ministra della Giustizia Marta Cartabia. «Una decina di corti d’appello – prosegue- sfora abbondantemente i due anni. Lì che facciamo: alziamo la bandiera bianca dello stato di diritto?». E’ un esito inevitabile? «E’ questione di flussi. Il processo è come un’autostrada intasata da troppe macchine. O costruisci nuove corsie (risorse) o blocchi al casello un certo numero di macchine (processi). L’improcedibilità, invece, blocca un certo numero di macchine in prossimità del casello di uscita. E’ accettabile che dopo anni di lavoro si dica “abbiamo scherzato”?». La riforma aumenta il filtro dell’udienza preliminare: si va a processo solo con prove già solide. Giusto? «Ragionevole, e infatti per certi versi questo standard è già applicato nei nostri uffici. Ma dubito che avrà effetti significativi. L’imbuto è in appello e la riforma rischia di intasarlo ulteriormente». In che senso? «Oggi quasi tutte le sentenze di condanna vengono impugnate. Anche se c’è una confessione, anche se la pena è mite. Perché non si corre alcun rischio, si ha solo da guadagnare e s’inserisce l’appello, anche se immaginifico, in un flusso intasato che dà buone probabilità di ottenere un tempo la prescrizione e domani l’improcedibilità». Stando alla metafora: come ridurre le macchine? «Per un verso disincentivare gli appelli, esponendo l’appellante al rischio di una condanna peggiorativa. Una riforma a costo zero con effetti immediati. Per un altro verso, limitare il flusso in entrata depenalizzando».
 
Gubitosi: la rete unica è una grande opportunità
«I contatti con Cdp sono ripresi, una rete comune è una grande opportunità». Lo rivela Luigi Gubitosi, amministratore delegato e direttore generale di Tim in un’intervista a Federico De Rosa del Corriere della Sera. Sono in arrivo i primi fondi del Pnrr, che tra le priorità ha la transizione digitale. Tim a cosa punta? «Tim ha tutte le tecnologie e le competenze dunque può fare, e farà, molto per accelerare la transizione digitale. Abbiamo la rete 5G più veloce e continuiamo a investire sulla rete Ftth ampliando il divario con la concorrenza. Continueremo a investire anche sulla rete Fwa e siamo tra i primi operatori in Europa, unico in Italia, ad aver avviato un programma di sviluppo Open Ran in collaborazione con altri operatori europei per l’innovazione della rete mobile». Sulla rete unica con Open Fiber invece non si muove nulla. Ha parlato con il nuovo amministratore delegato della Cassa depositi? «I contatti con i nuovi vertici della Cdp sono ripresi, in un’ottica pragmatica e orientata a trovare la migliore soluzione per le aziende e per il Paese. E’ un fatto che la rete comune sia una grande opportunità per risparmiare ed è indiscutibile che l’utilizzo ottimale di strutture già esistenti darebbe certezze sul raggiungimento degli obiettivi di copertura al 2026 indicati dal ministro Colao». E il governo che ne pensa? «Credo che apprezzerà soluzioni che portano benefici. Immagino che il governo lascerà autonomia a Cdp come azionista di Open Fiber. Noi condividiamo pienamente la visione del governo di accelerare la digitalizzazione per trasformare il Paese. Collaboreremo in ogni modo per far sì che la transizione digitale si completi nel più breve tempo possibile». Nel 2026 l’Italia sarà davvero connessa e digitale? «Il Pnrr è un’occasione straordinaria, di quelle che si presentano una sola volta nella vita. L’importante è avere ben presente che le risorse pubbliche devono stimolare investimenti privati e non sostituirli».
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.