Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

I tre punti deboli di un Paese

Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani

Redazione InPiù 19/07/2021

I tre punti deboli di un Paese I tre punti deboli di un Paese Sabino Cassese, Corriere della Sera
Sul Corriere della Sera Sabino Cassese parla del rapporto tra le carenze di alcuni comparti statali e la necessità di riforme. “La pandemia ha messo a dura prova strutture, procedure e personale dello Stato. Le forze dell’ordine, la difesa, il vertice dell’apparato esecutivo e anche il Parlamento – scrive Cassese - hanno retto bene. Sanità, scuola e giustizia hanno mostrato cedimenti. La sanità è dovuta ricorrere all’esercito per la realizzazione del piano vaccinale. Ha concentrato gli sforzi sui contagiati, tralasciando le altre patologie. E dato segni preoccupanti di scoordinamento: pensavamo che vi fossero due sanità, abbiamo scoperto che ve ne sono venti. La scuola ha chiuso i battenti più a lungo degli altri sistemi educativi europei, ricorrendo per troppo tempo alla didattica a distanza. Si sono trasposte le lezioni frontali in classe con quelle «on line», senza capire che la Dad richiede metodi diversi, una differente articolazione dell’insegnamento. Per questi motivi, l’apprendimento mostra ora molte carenze e la dispersione scolastica è aumentata. La giustizia è il servizio pubblico uscito più tardi dal «lockdown». I procedimenti definiti si sono ridotti di un quarto, quelli iscritti di un quinto, con un effetto complessivo di riduzione delle pendenze. Il ritardo ha influito in due modi sulla giustizia, perché l’ha rallentata, ma ha anche scoraggiato chi voleva rivolgersi ai giudici. Nonostante la riduzione dei nuovi procedimenti iscritti, il risultato è un aumento dell’arretrato, che ammontava già a sei milioni di procedure. Come si vede, i cedimenti segnalati hanno prodotto disfunzioni di differente natura e di disuguale peso e sono stati compensati dalla dedizione del personale nel primo caso, non negli altri due. Il Pnrr prevede soluzioni specifiche ai problemi elencati. Ma le disfunzioni mostrate vanno al di là di un piano di sei anni, indicano cedimenti strutturali, che richiedono anche interventi di più lungo periodo”.
 
Ezio Mauro, Repubblica
In questa difficile fase finale della pandemia, “il governo si è trovato solo a farsi carico della sicurezza, invitando i cittadini alla prudenza, richiamando le insidie ancora presenti, contemperando politiche di apertura e provvedimenti di salvaguardia, mentre la destra estrema di Salvini e Meloni si è schierata all’opposizione di ogni misura di precauzione, cavalcando la spinta alla gestione individuale degli spazi e dei rischi e trasformandola da fattore sociale in fenomeno politico”. Lo scrive Ezio Mauro su Repubblica commentando le ultime dichiarazioni di Salvini e Meloni contro le ipotesi di un super Green Pass e di vaccinazioni obbligatorie per alcune categorie. “La spiegazione di questo atteggiamento - sostiene Mauro - rivela la vera natura della destra italiana. L’estremismo nazional-populista avverte il deposito di istinti, energia e vitalità che c’è nella parte di popolazione che chiede piena autonomia, ma invece di indirizzare questa carica in una dimensione d’equilibrio a tutela di tutti, preferisce eccitare il suo ribellismo, sfiorare il pregiudizio no vax che la pervade, corteggiare il vecchio sentimento antistatuale che la influenza cercando di trasformare una platea dispersa in un blocco sociale di riferimento, da sfruttare politicamente. Per questo battezzano queste pulsioni in una battaglia per la libertà, da contrapporre a Draghi e alla sinistra. Come se la sicurezza fosse a carico di una parte del Paese soltanto, e il populismo potesse disinteressarsene, tanto c’è qualcun altro che ne porta il peso. Così la destra separa la responsabilità dalla libertà, mutandone la natura, la portata e il significato: sono libero non perché posso esercitare i miei diritti sapendo di far parte di una comunità interessata al bene comune, ma semplicemente perché respingo ogni vincolo nei confronti degli altri. Libero perché liberato, dunque. Entriamo disarmati e inconsapevoli – conclude Mauro - nell’era sconosciuta dell’egolibertà”.
 
Raffaele Marmo, Quotidiano Nazionale
Sul Quotidiano Nazionale Raffaele Marmo parla del “Freedom Day” disposto dal premier britannico Boris Johnson: il giorno in cui (oggi), decadranno gran parte delle restrizioni anti-Covid. “E’ sicuramente una decisione che può essere oggetto di contestazioni: anzi, l’assenza di uno strumento come il Green pass per determinati servizi o dell’obbligo vaccinale, almeno per determinate categorie, la rende criticabile e avventata. Ma è ugualmente una scelta che parla a tutti gli altri leader europei e mondiali. Perché una cosa appare sempre più certa: la certificazione della «fine» della pandemia non deriverà dalla cancellazione del virus, ma sarà anch’essa il risultato di una «determinazione politica». A questo punto della storia è sempre più diffusa la consapevolezza che dovremo convivere a lungo con il virus e le sue molteplici varianti: da un fenomeno pandemico passeremo a una serie di eventi periodici endemici. Saremo di fronte, insomma, a una malattia grave o meno grave, come possono esserlo decine o centinaia di altre. Ma per arrivare a questo traguardo, in questa fase, serve «comprare tempo» perché diventino sempre più efficaci e mirati i vaccini, perché si sviluppino terapie e cure sicure e centrate. Il come giungere alla «nuova normalità» passa, essenzialmente, da due strumenti imperfetti quanto si vuole, ma che sono i soli a nostra disposizione: l’introduzione di un Green pass per servizi, svago e mobilità che garantisca i comportamenti virtuosi e responsabili verso se stessi e verso gli altri; la previsione di forme di obbligo vaccinale per le categorie più esposte e più a contatto con gli altri. Con la consapevolezza conseguente che quando questo sarà accaduto, da lì scatterà il conto alla rovescia per la dichiarazione politica di fine pandemia. Per una scelta – sostiene Marmo - che sarà eminentemente politica più che scientifica”.
Altre sull'argomento
Altro parere
Altro parere
Disgustoso quell'ordine
La politica che manca all'Europa
La politica che manca all'Europa
Sintesi degli editoriali dei principali giornali
Tentazioni texane nella destra italiana
Tentazioni texane nella destra italiana
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Il metodo del premier
Il metodo del premier
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.