Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Oggi hanno detto

Interviste da non perdere

Redazione InPiù 09/07/2021

Oggi hanno detto Oggi hanno detto Scholz: l’accordo sulla Global Tax è a portata di mano
Il ministro delle Finanze tedesco Olaf Scholz arriva fiducioso al G20 di Venezia: l’accordo sulla Global Tax è a portata di mano, dichiara in una intervista con Tonia Mastrobuoni (Repubblica). E anche i Paesi che continuano a sottrarsi all’intesa, alla fine «non potranno sottrarsi a lungo a questa travolgente dinamica» della convergenza globale su un «passo storico e senza precedenti verso una maggiore giustizia fiscale globale». Riguardo all’Europa, il vicecancelliere frena, però, sulla riforma del Patto di Stabilità. Durante la pandemia i criteri di Maastricht «hanno dimostrato di avere tutta la flessibilità necessaria». Quanto al Recovery Plan italiano, esprime «piena fiducia» nel nostro Paese e condivide «la valutazione positiva della Commissione Ue sulle riforme e gli investimenti previsti». Ministro Scholz, quanto è fiducioso che un accordo su una Global Tax del 15% sarà raggiunto al G20 di oggi? «Sono molto fiducioso che saremo in grado di concordare questo importante obiettivo al G20 di Venezia. In questo modo taglieremo le gambe all’insana corsa al ribasso sulle tasse e garantiremo alle nostre comunità una base finanziaria». A prescindere dal G20, in Europa ci sono già tre Paesi, l’Irlanda, Ungheria ed Estonia, che si stanno opponendo. Come riuscirete a convincerli? «L’accordo è appena stato raggiunto tra 131 paesi dell’Ocse. Anche quei pochi Stati che non hanno ancora aderito non potranno sottrarsi a lungo a questa travolgente dinamica. Sono anni che mi batto per questo risultato. È un passo storico e senza precedenti verso una maggiore giustizia fiscale globale. Ed è un forte segnale per il multilateralismo e la cooperazione globale, che rafforza la fiducia nei nostri sistemi fiscali». Chi riguarderà questa tassa? solo Amazon, Google e le Big Tech americane o anche le grandi aziende europee? «Si applica in linea di principio a tutte le multinazionali».
 
Anna Maria Bernardini de Pace: il referendum sulla giustizia più importante di quelli su divorzio e aborto
Intervistata sul Giornale da Anna Maria Greco, Anna Maria Bernardini de Pace, avvocato matrimonialista con famoso studio a Milano, dice che il referendum sulla giustizia proposto da Radicali e Lega è importantissimo per ogni italiano. I quesiti sulla giustizia di Lega e Radicali la convincono? «Certo, sono felicissima di quest’iniziativa. Sono radicale da una vita, dai tempi di Pannella e rivivo oggi lo stesso impegno dei tempi delle grandi battaglie referendarie per divorzio e aborto. Purtroppo in questi anni il partito radicale si è impoverito, ma in sintonia con la Lega ora ha trovato un nuovo slancio. Sono forze diverse, eppure hanno superato le divisioni per cambiare la magistratura e il sistema giudiziario nel nostro Paese. È quello che dovrebbero fare tutti i partiti, andando oltre a steccati politici e ideologici per una riforma che interessa potenzialmente 70 milioni di italiani, dunque ancor più importante dei referendum su aborto e divorzio». Lei ha già firmato? «Andrò domani (oggi, ndr). Sono in Liguria e ho saputo che a Forte de’ Marmi hanno organizzato dei banchetti per le firme e ci sarà anche Matteo Salvini. Sto dicendo a tutti di sostenere quest’iniziativa, nel mio ufficio, agli amici... Lo faccio con passione, con lo stesso impegno che avevo da ragazza. Bisogna scuotere la gente perché, se ai miei tempi c’era solo calcio e politica, oggi si parla di calcio e assembramenti di ogni genere, non più di politica. Soprattutto i giovani sono lontani, ma le questioni della giustizia sono nella vita di ognuno. Il mio timore è che tanti, pur condividendo i quesiti, non firmino perché li propone Salvini. Io invece lo stimo e credo che non sia così di parte come si vuol far credere». Ma al piano della Guardasigilli Cartabia, lei non crede? «Sento parlare, finora, solo di prescrizione e di processo penale ma la riforma necessaria è molto più ampia».
 
Ennio Amodio: la riforma della giustizia? Un placebo
Sulla Stampa, Paolo Colonnello intervista Ennio Amodio, giurista insigne e celebre avvocato, per il quale la riforma della giustizia Cartabia approvata ieri in Consiglio dei ministri è un’occasione mancata. Professore è più un vaccino o più un placebo? «Io sarei dell’idea che sia più vicina a un placebo che a un vaccino, anche perché la vaccinazione in procedura penale comporterebbe l’eliminazione di arbitri e violazioni di legge. E non mi sembra che questo governo sia incanalato sulla strada del garantismo tanto che elimina una proposta della commissione Lattanzi, nel senso di escludere l’appellabilità delle sentenze di proscioglimento da parte del pm. Questa sarebbe stata certamente una svolta di grande rilievo. Mentre ciò che ora apprendiamo dal testo del Consiglio ministri è un orientamento che cerca di aggiustare i processi, renderli più veloci e intervenendo su punti marginali con la prospettiva che è quella di essere più aderenti a livello europeo». Alla fine il compromesso si è trovato sui reati contro la pubblica amministrazione: non più di tre anni in appello e 18 mesi al massimo in Cassazione. Giusto così o si crea una diversità di trattamento? «Questa proposta si capisce che è orientata a far si che si realizzi ciò che i 5Stelle hanno sempre voluto, cioè che ogni processo sfoci in una condanna. Crea però una discriminazione tra imputati e quindi viola il principio di uguaglianza. Non si capisce perché debba avere un trattamento deteriore chi è colpito dall’accusa di corruzione. Non si può trasformare il processo in una macchina infernale che stritola gli innocenti e produce condanne anche là dove non ci sono responsabilità» L’Italia è il primo paese per numero di condanne sulla ragionevole durata del processo: abbiamo svoltato? «Certamente non si può ritenere che ci sia stata una vera e propria svolta, sono stati fatti piccoli passi in avanti perché per la prima volta nel nostro sistema si è creata una normativa sulla durata ragionevole del processo».
 
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.