Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Altro parere

Con questo Letta Draghi si allontana dalla sinistra

Redazione InPiù 08/07/2021

Altro parere Altro parere Pietro Senaldi, Libero
Come osserva su Libero Pietro Senaldi, l’azione del premier Draghi, quasi per inerzia e senza alcuna volontà del manovratore, sta spingendo la componente giallorossa della maggioranza di governo ai margini. Non è solo una questione di incidenza politica, è il vento del Paese che inizia a soffiare diversamente. Il centrodestra è da anni ormai maggioranza in Italia, ma dalla destituzione di Berlusconi non è mai riuscito a pesare nel Palazzo. Perché non ha classe dirigente adeguata, spiegano da sinistra, per giustificare come mai finiscono sempre loro a governare malgrado sempre meno cittadini li votino. Anche su questo però qualcosa sta cambiando e la cartina di tornasole sono i due temi all’ordine del giorno in questa estate rovente: la legge Zan sull’omofobia e la riforma della giustizia che l’Europa ci impone. Le posizioni del centrodestra in materia sono note: si vuole modificare la norma anti-omofobia in modo che non rischi di pregiudicare la libertà d’espressione e si vogliono introdurre dei correttivi all’esercizio arbitrario che i giudici fanno del loro potere, che era stato viceversa esaltato dal Guarda sigilli grillino Bonafede, arrivato addirittura a eliminare la prescrizione. Per non ammettere a loro stessi e agli elettori che hanno perso il bandolo della matassa, i giallorossi si raccontano che tanto siamo sotto un governo tecnico, che come un ombrello copre i partiti, privandoli di forza d’azione. La realtà però è un’altra: in quanto retti dal Parlamento, tutti gli esecutivi tecnici, e quindi pure questo, finiscono per essere anche politici e il loro indirizzo non dipende da chi li tira per la giacca o ci mette l’etichetta ma da quello che fanno. È un dato di fatto che Draghi ha segnato una discontinuità prepotente con il governo giallorosso, e non solo in termini di vaccinazione, mentre Letta, uomo moderato, è andato trasformandosi nella brutta copia estremista di Zingaretti.
 
Il Fatto Quotidiano
Il Fatto Quotidiano, in un editoriale non firmato, definisce la riforma della giustizia che la ministra Cartabia si appresta a presentare in Consiglio dei ministri, una controriforma, un Salvaladri molto più grave del decreto Biondi votato (e poi ritirato a furor di popolo) dal governo B. il 13 luglio ’94 mentre l’Italia era distratta dai Mondiali. Il Salvaladri Biondi risparmiava ai delinquenti in guanti bianchi “solo” la custodia cautelare. Il Salvaladri Cartabia risparmia loro addirittura la condanna. Con una furbata che finge di mantenere la Bonafede sulla carta, ma nella sostanza la spazza via: la prescrizione resta bloccata dopo il primo grado, ma solo se il processo non dura in appello più di 2 anni e in Cassazione più di 1 anno. Così l’automatismo salta e il potere di allungare i processi fino alla prescrizione torna nelle mani di avvocati e magistrati collusi: se sanno che l’impunità per il cliente o l’amico scatta dopo 24 mesi e 1 giorno in appello e dopo 12 mesi e 1 giorno in Cassazione, quanto faranno durare il processo? Quanto basta per farlo prescrivere. Nulla – né i filtri alle impugnazioni né la reformatio in peius (la possibilità di aumentare le pene in secondo grado) – è previsto per ridurre il numero dei processi. Che, dunque, dureranno ancor di più. L’opposto di ciò che ci chiede da anni l’Europa tramite la Cedu, anzi ci chiedeva prima della Bonafede. Ed è paradossale che il sedicente governo più europeista della storia cancelli la riforma giudiziaria più europeista della storia. In ogni caso il M5S ottenne dagli iscritti il via libera a entrare nel governo Draghi anche con questo mandato: “La riforma della prescrizione ha come soddisfacente punto d’incontro politico l’accordo precedentemente raggiunto con il Pd e LeU, oltre il quale il MoVimento non è disposto ad andare”. Per andare oltre, dovrà riconsultare gli iscritti. E almeno loro non si faranno fregare una seconda volta.
.
 
Altre sull'argomento
Le imprese e l'”uomo della necessità”
Le imprese e l'”uomo della necessità”
All'Assemblea di Confindustria ovazione per il premier Mario Draghi ...
Caro energia, tra acquirente unico e intoppi alle rinnovabili
Caro energia, tra acquirente unico e intoppi alle rinnovabili
Non pare che concentrare gli acquisti in Europa avrebbe mitigato gli ...
Altro parere
Altro parere
Una destra senza stelle
La politica che manca all'Europa
La politica che manca all'Europa
Sintesi degli editoriali dei principali giornali
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.