Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Oggi hanno detto

Interviste da non perdere

Redazione InPi¨ 28/02/2021

Oggi hanno detto Oggi hanno detto Guterres (Onu): Porterò in tribunale gli assassini di Attanasio e Iacovacci
«L’Onu farà di tutto per portare in tribunale per assicurare alla giustizia gli assassini di Attanasio, Iacovacci e Milambo». Lo afferma il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, intervistato da Paolo Mastrolilli per La Stampa. Cosa sa l’Onu dell’attacco e cosa intende fare? Ho condannato in modo inequivocabile il brutale attentato nella Repubblica democratica del Congo alla missione congiunta, che ha visto la brutale uccisione dell’ambasciatore italiano Luca Attanasio, del carabiniere Vittorio Iacovacci, e del nostro collega, Mustapha Milambo, autista di lunga data per il Programma alimentare mondiale. Le mie condoglianze vanno alle loro famiglie, amici e colleghi in tutto il mondo. Condurremo un’analisi approfondita della sicurezza di questo incidente, e lavoreremo fianco a fianco con le autorità congolesi e italiane, mentre conducono le indagini penali per garantire che i responsabili di questo crimine siano assicurati alla giustizia». Cosa dovrebbero fare gli Stati membri per assicurare che i vaccini contro il virus Covid-19 siano, come lei ha detto, «un bene pubblico globale disponibile per tutti, ovunque» e per affrontare «gli aspetti devastanti socio-economici, umanitari e dei diritti umani di questa crisi»? «La cosa che dobbiamo fare più di tutto è trattare i vaccini come un bene pubblico globale, piuttosto che abbracciare il nazionalismo dei vaccini, come abbiamo visto fare da parte di troppi governi negli ultimi tempi. Come ho avvertito gli Stati membri, un divario immunitario globale mette tutti a rischio. Se il virus continuerà a circolare nel Sud del mondo, inevitabilmente muterà e metterà a rischio più persone, e diventando pronto a tornare a perseguitare il Nord del mondo. Trattare il vaccino come un bene pubblico globale non è solo la cosa giusta da fare moralmente, ma è anche nell’interesse personale di tutti. E il nazionalismo del vaccino è anche un fallimento economico, oltre che morale. L’ultima ricerca della Camera di Commercio Internazionale mostra che, senza il sostegno al mondo in via di sviluppo, questa crisi potrebbe costare all’economia globale fino a 9,2 trilioni di dollari. Ma la pandemia è più di un semplice problema di salute. Come ho detto, è chiaro che questa crisi si è rapidamente trasformata in una crisi economica e sociale, e anche in una crisi dei diritti umani. La pandemia ha rivelato ciò che abbiamo sempre saputo, ma ora è molto chiaro: l’interconnessione della nostra famiglia umana». La questione delle migrazioni è stata al centro della sua azione sin da quando era Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, tuttavia rimane un’emergenza, in particolare nel mar Mediterraneo. Cosa pensa del «Pact on Migration and Asylum», il Patto sulla migrazione e l’asilo approvato di recente dalla Commissione europea? «È fondamentale che tutti gli Stati, che siano Paesi di accoglienza e di transito, o Paesi d’origine, adottino misure per garantire che i rifugiati e i migranti siano trattati nel rispetto della loro sicurezza e dignità. Loro sono noi; sono la nostra comunità, e chiunque di noi potrebbe diventare un rifugiato o un migrante, se le nostre circostanze cambiassero. È anche chiaro che migranti e rifugiati sono stati particolarmente colpiti dall’impatto del virus. Nel complesso, la migrazione deve essere vista e gestita come un saldo netto positivo per le economie e le società, sia in termini di Paesi di origine che di Paesi di destinazione».
 
Villani (Cts): Le aule sono sicure, il contagio avviene fuori
Le aule sono sicure e il contagio avviene fuori. Purtroppo gli studenti stanno subendo le conseguenze delle chiusure. Lo afferma Alberto Villani, Presidente dei pediatri italiani e membro del Cts, intervistato da Flavia Amabile per La Stampa. In effetti a un anno dall’inizio dei contagi siamo di fronte a una nuova stretta per le scuole. Che cosa è mancato? «Non si può improvvisare. Le scuole sono vecchie e l’istruzione da anni subisce tagli. Tutto questo non si recupera in un anno se non c’è una programmazione seria e importante». Che non c’è stata. «Sono state definite regole per il distanziamento, l’obbligo di indossare le mascherine. Che altro avrebbero dovuto fare? Ora che ci sarà la possibilità di investire fiumi di denaro bisogna sapere a che cosa dare priorità e quindi investire in edilizia scolastica, in formazione, educazione sanitaria. Il resto sono chiacchiere, scadentissime pezze a colori da mettere qui e là senza riuscire a risolvere davvero i problemi. Bisogna affrontare una riforma strutturale della scuola italiana altrimenti non ne usciremo mai». Con queste scadentissime pezze a colori stiamo per affrontare le varianti. La scuola è ancora sicura come lei ha sempre sostenuto? «In un ambiente dove si sta distanziati e si indossa la mascherina non ci si contagia. Ci si contagia fuori. Se fuori aumenta la diffusione i rischi aumentano anche nella scuola ma è l’esterno il problema non la scuola». Quali conseguenze stanno creando le chiusure sui ragazzi? «Ci sono state pesanti conseguenze. Registriamo un aumento dei disturbi psicosomatici con mal di testa, mal di pancia o altri disturbi che non hanno una spiegazione organica. Aumentano l’insonnia, l’ansia e le manifestazioni di malesseri di tipo neuropsichiatrico. Non sono una novità, derivano da anni di disattenzione nei confronti dei bambini ma l’epidemia ha aggravato questa situazione. Occorre intervenire, è il modo migliore per risparmiare in assistenza e favorire la sostenibilità del nostro sistema nazionale».
 
Calenda: Renzi-Arabia? I rapporti devono essere diplomatici, non economici
E’ giusto avere rapporti con i sauditi, ma attraverso la diplomazia, non per ottenere soldi. Lo afferma il leader di Azione, Carlo Calenda, intervistato da Giuseppe Alberto Falci per il Corriere della Sera. Onorevole, Renzi continua a difendersi e a ripetere: «Giusto parlare con i sauditi» che definisce «un baluardo contro l’estremismo islamico, uno dei principali alleati dell’Occidente da decenni». È politicamente opportuno svolgere una prestazione per un dittatore ed elogiarlo pubblicamente? «No. E difendersi menzionando i rapporti tra governi vuol dire buttare la palla fuori campo. Metà del mondo non è democratico e bisogna averci a che fare, ma attraverso le relazioni diplomatiche, non incassando soldi personalmente mentre si è pagati dai cittadini italiani. Questo è il punto». A suo avviso dovrebbe dimettersi? «Non è obbligato a farlo, per il semplice motivo che ha fatto una cosa eticamente sbagliata ma lecita». Sarebbe opportuno che restituisse il denaro ricevuto? «In questi casi, ognuno si regola come vuole». Lei è stato il primo ad avanzare una proposta che è stata già ribattezzata norma «anti Renzi». «Anti conflitti di interesse, ed è molto semplice: occorre scrivere una norma che vieti a un eletto di percepire emolumenti diretti o indiretti da governi stranieri, ovvero da società o enti posseduti da governi stranieri. Si tratta di un principio di civiltà talmente evidente...». Perché non è stato fatto in passato? «Perché non è mai successo che un politico in carica abbia percepito soldi da governi stranieri. E non c’entrano nulla gli esempi di Bill Clinton, Tony Blair o altri, perché in tutti quei casi si tratta di persone che avevano smesso di fare politica. In nessuna parte del mondo esiste un parlamentare e leader di partito, eletto e pagato dai cittadini, che prende un compenso per una prestazione da un regime straniero, tanto più autocratico».
TAG: ff
Altre sull'argomento
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.