Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Gli errori dell'Europa sui vaccini

Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani

Redazione InPi¨ 28/02/2021

In edicola In edicola Aldo Cazzullo, Corriere della Sera
“A poco più di un anno dall’arrivo del Covid, si profila un fallimento clamoroso dell’Europa sui vaccini”. E’ impietoso l’attacco dell’editoriale di Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera dove parla di “errori europei”. “L’Unione dei Paesi che vantavano il miglior sistema sanitario pubblico al mondo – scrive - si sta rivelando impotente nel proteggere e immunizzare i propri cittadini. Non soltanto i regimi — che come ci siamo detti mille volte hanno mezzi che le democrazie non hanno —, ma pure gli Stati Uniti e il Regno Unito vantano oggi numeri che Germania, Francia, Italia e Spagna si sognano; per tacere del miracolo israeliano. L’Europa invece è ultima in tutte le classifiche di immunizzazione. Il fallimento nasce non da uno, ma da molti errori. L’Europa ha puntato quasi tutto su un vaccino, quello di AstraZeneca, che è arrivato molto dopo quello di Pfizer, e pur avendo alcuni vantaggi — costa meno, si trasporta più facilmente — ha un’efficacia inferiore. Quando la Germania se n’è accorta, ha tentato di risolvere il problema trattando con la Pfizer per conto proprio, e di fatto rimangiandosi la strategia con cui le due donne forti del continente — la presidente della Commissione Ursula von der Leyen e la cancelliera Angela Merkel — avevano impostato la campagna vaccinale. Una strategia non sbagliata, anzi: muovendosi in modo coordinato, e facendo quindi massa critica, l’Europa poteva ottenere condizioni migliori, sia come prezzi sia come forniture. Ma questa strategia si basava su due presupposti: fare le scelte giuste; e restare uniti. Purtroppo entrambi i presupposti sono venuti meno. Inoltre, l’Europa non si è mostrata abbastanza flessibile e reattiva di fronte all’emergenza. Finalmente ha capito di dover spendere di più e condividere quote di debito comune — anche se in una misura che si rivelerà forse insufficiente e tardiva —; ma non è riuscita a scuotersi dalla consueta complessità burocratica. La soluzione non è esautorare l’Europa. È quella opposta. Fare in modo che l’Europa funzioni meglio, resti unita, sappia far valere la propria forza, imponendo alle aziende farmaceutiche il rispetto degli accordi e la condivisione dei brevetti, per poter produrre i vaccini anche nei vari Paesi”.
 
Francesca Schianchi, La Stampa
“È dunque deciso: sarà Giuseppe Conte a prendere per mano il Movimento Cinque stelle e provare a traghettarlo verso una nuova fase. L a scelta forse più naturale se veramente in questo suo dodicesimo anno d’età il Movimento intende entrare nella stagione decisiva dell’adolescenza trasformandosi in una forza moderata e liberale, come ha dichiarato pochi giorni fa Luigi Di Maio”. Lo scrive Francesca Schianchi sulla Stampa parlando di “un processo di maturazione inevitabile e necessario, considerato che la forza nata all’ombra del Vaffa si è fatta forza di governo – anzi, del terzo governo di fila - e conta tra i suoi rappresentanti ministri e sottosegretari, presidenti di commissione e sindaci, persino la terza carica dello Stato. Un’evoluzione faticosa - come dimostrano le convulsioni interne e l’abbandono di un numero non esiguo di parlamentari, oltre che del big più carismatico del Movimento vecchio stile, Alessandro Di Battista – e ancora difficile da completare. Come si è visto ieri, quando un appuntamento cruciale per la prima forza politica in Parlamento ha, ancora una volta, assunto i contorni della gag e dello sfottò. Con il fondatore Grillo che esce dall’albergo indossando un casco da astronauta e twitta in sfregio ai tanti giornalisti chiamati a seguire l’evento: «Tutte le cose che non verranno pubblicate sono vere». Anche darsi appuntamento prima a casa sua, a Marina di Bibbona, poi nell’albergo che lo ospita nei suoi passaggi romani non sembra il modo ideale per prendere decisioni collettive riguardo non un club privato, ma un partito politico che si prefigge di occuparsi dell’interesse pubblico: un movimento maturo, moderato e liberale come da definizione certificata, non dovrebbe uscire dall’autoreferenzialità dei quattro amici al bar e riflettere su luoghi anche fisici di incontro, una sede, una struttura? E non dovrebbe, con urgenza, chiarire e forse superare il rapporto con Davide Casaleggio – ieri assente all’incontro – e la piattaforma Rousseau? Solo pochi giorni fa, proprio da quegli schermi, gli attivisti sono stati interpellati sulla governance del movimento, scegliendo in larghissima maggioranza una guida a cinque. Sarà da capire come l’investitura di Conte possa contemperarsi con l’indicazione della base, il Movimento sbocciato ieri come potrà innestarsi su quello precedente. E come, anche, l’ex premier possa conciliare la sua guida con il «rafforzamento degli istituti di democrazia diretta», impegno indicato ancora ieri dal Movimento”.
 
Francesco Grillo, il Messaggero
Sul Messaggero Francesco Grillo cita Cuore di tenebra di Joseph Conrad per parlare del Congo di oggi che, scrive, l’editorialista, “come allora riesce ad essere, contemporaneamente, il luogo nel quale più da vicino si toccano un passato ancestrale ed una strana porta sul futuro. Il cobalto - sottolinea - è, infatti, il minerale più importante per realizzare quella transizione ecologica e digitale che il mondo sta cercando e per più della metà le sue riserve sono nella terra della Repubblica Democratica del Congo. Forse, questo contesto può aiutare a capire meglio la straordinaria avventura di Luca Attanasio conclusasi qualche giorno fa nella giungla, al centro del continente più antico. Duecento miliardi di dollari: questo è il valore ai prezzi attuali delle riserve di cobalto che il Congo – un Paese di cento milioni di abitanti e con una superficie superiore alla metà dell’intera Unione Europea – conserva nelle proprie miniere. È il cobalto – dice qualcuno – il petrolio del XXI secolo e, tuttavia, sopra il petrolio del futuro si continua a morire di fame e a sgozzarsi con il machete. Nel Congo, però, come nel resto dell’Africa, il ritiro dell’Europa (e degli Stati Uniti) ha funzionato come quando sparisce un gas; il suo posto, da tempo, è stato occupato dalla nuova superpotenza. La Cina, del resto, aveva già il vantaggio di controllare il 90% dell’offerta dei minerali rari che fanno girare l’economia verde e digitale ed è anche grazie ad un vantaggio di esperienza, che una multinazionale controlla da Zhejiang le miniere nel sud del Paese. Cosa fare? Cosa possiamo per consolidare processi di sviluppo che ci sono anche se non stabili e di democratizzazione che sono sempre fragili? Una strada è quella dell’aiuto cercato, del resto, dei programmi del World Food Program che Luca Attanasio accompagnava nel cuore della giungla. E, tuttavia, ritengo che il vero banco di prova per l’Europa del futuro sia quello di trovare leve per una “messa in sicurezza” senza la quale l’energia di tanti può finire ingoiata dalle tenebre. Nessuno può pensare di ripetere il tentativo di esportare la democrazia finito male qualche anno fa nei deserti del Medio Oriente. Ma l’Europa deve poter affiancare i governi più coraggiosi anche con i propri apparati di polizia e di intelligenza del territorio; e dobbiamo, invece, isolare commercialmente quelli che, invece, si rendono responsabili di abusi su larga scala”.
Altre sull'argomento
Le incertezze della campagna vaccinale
Le incertezze della campagna vaccinale
ů candidiamoci per l'Authority europea
 L'attacco di Draghi a Erdogan, chiarezza e realpolitik
L'attacco di Draghi a Erdogan, chiarezza e realpolitik
Non Ŕ stata una gaffe, ma il tentativo di riequilibrare la politica ...
Altro parere
Altro parere
Chi soffia sul fuoco e chi ignora il fuoco
Risalire la china (senza liti)
Risalire la china (senza liti)
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.