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Altro parere

Il primo passo dei giganti della rete

Redazione InPi¨ 25/02/2021

Altro parere Altro parere Pierfrancesco De Robertis, Quotidiano Nazionale
L’informazione di qualità si paga, ricorda Pierfrancesco De Robertis sul Quotidiano Nazionale. Facebook riconoscerà agli editori di tutto il mondo la somma di un miliardo di dollari diluiti in tre anni (820 milioni di euro) per lo «sfruttamento» delle notizie prodotte da editori e giornalisti, e sul quale il social Usa guadagna miliardi. Qualche giorno fa Google e Murdoch avevano reso noto un accordo commerciale in base al quale al grande editore australiano venivano riconosciuti i «diritti» sulle notizie che Google rilanciava dai media di Murdoch. Nelle settimane scorse sempre Google aveva raggiunto un’intesa con gli editori francesi, anche in questo caso per poter «utilizzare» le news contenute nei giornali e nei siti d’oltralpe. Al di là dell’aspetto commerciale (probabilmente 800 milioni di euro triennali a livello mondiale a fronte dei miliardi di guadagno realizzato ogni anno sono pochissimi, una briciola) la decisione di Facebook e Google riconosce un principio importante, non solo e non tanto per gli editori, quanto per tutti i cittadini: l’informazione di qualità, quella che non si trova a buon mercato gratis in giro per la rete, si paga, come si paga ogni bene di qualità. Poco o tanto, ma si paga. E nonostante gli stessi Google e Facebook siano pieni di notizie, spesso piratate, spesso dragate a casaccio nei bassifondi del web, sono le notizie «verificate», quelle trattate professionalmente, che fanno la differenza per gli stessi social che le utilizzano, e che pertanto vale la pena per loro rilanciare e di conseguenza pagare agli editori. Dopo anni di ubriacatura da fake news e di disprezzo per qualsiasi tipo di intermediazione (citofonare Movimento 5 Stelle), ci si sta in sostanza accorgendo che il grande mercato dei falsi in rete era un danno per tutti.
 
Ignazio Masulli, il manifesto
Sul manifesto Ignazio Masulli sottolinea che dirigere un’impresa o un’organizzazione, per quanto grande ed importante, è altra cosa che governare un paese. Un paese è una formazione storico-sociale e naturale che ha tutta la complessità di un organismo vivente. La capacità politica di governare deve basarsi sulla comprensione profonda di ogni dimensione umana e ne deve essere partecipe, perché il suo compito fondamentale è favorirne l’evoluzione migliore. Per farlo occorrono particolari attitudini e doti di saggezza e giustizia, che devono essere riconosciute e apprezzate dai concittadini. La pandemia in corso, che ha seminato finora 2 milioni e 423 mila morti accertati, viene combattuta invece – secondo Masulli – con la stessa logica e mezzi del profitto di aziende private. La domanda da porsi quindi è: fino a quando dovremo sottostare alla logica meramente utilitaria, contingente, parziale, e perciò irresponsabile, portata all’esasperazione dai gruppi dominanti del tardo capitalismo? Ormai migliaia di movimenti ecologici, pacifisti, femministi, in difesa dei diritti umani, contro ogni forma di disuguaglianza e discriminazione sono attivi in ogni parte del mondo. Si battono contro le sempre più stridenti e minacciose contraddizioni del sistema. Occorre che tale consapevolezza lieviti fino all’affermazione di una nuova razionalità storica basata su un rovesciamento di paradigma. A lungo i nostri comportamenti sono stati soggiogati da una costruzione piramidale della società governata dal potere che ne stava al vertice. Una delle conseguenze e funzioni di questa geometria deforme è stata l’aggressività rivolta verso ogni possibile minaccia proveniente dall’ambiente esterno o interno. Tra l’altro, ciò ha reso quasi totalmente prevalente un atteggiamento volto alla lotta contro la malattia e la morte, piuttosto che alla salvaguardia della salute e della vita.
 
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