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Redazione InPi¨ 23/02/2021

Oggi hanno detto Oggi hanno detto Kasivita (Congo): Sono stati i nostri nemici, ma quella strada la consideriamo sicura
Sono stati i nostri nemici ad uccidere l’ambasciatore Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e l’autista Mustapha Milomba, ma quella strada la consideriamo sicura. Lo afferma il governatore locale della provincia del North Kivu, Carly Nzanzu Kasivita intervistato da Albert Kambale e Raffaella Scuderi per la Repubblica. Governatore, considerando che è sua la ricostruzione della dinamica dell’imboscata, non crede che, visto quanto successo, quella strada non fosse poi così sicura, come ha dichiarato in una nota il World Food Programme? «La strada da Goma a Rutshuru, dove è avvenuto l’assalto, è stata classificata gialla. Questo significa che è un po’ sicura e che gli operatori umanitari possono andarci senza scorta e tornare tranquillamente». Un po’ sicura considerando la situazione dell’Est non è proprio una garanzia. Una scorta forse avrebbe aiutato. Anche un veicolo blindato. «A bordo del convoglio Onu, oltre alla guardia del corpo dell’ambasciatore Attanasio, c’era anche il responsabile della sicurezza del Wfp». Lei ha presentato a Kinshasa il fascicolo sulla dinamica dell’imboscata. Ci può ricostruire quello che è successo? «Mi dispiace parlare di fatti accaduti che sono costati la vita a due italiani e a un congolese. Erano circa le 10.15 quando il convoglio del Wfp è caduto in un’imboscata all’altezza delle 3 antenne di Kibumba. I nostri servizi hanno riferito che la prima jeep è stata fermata da colpi di arma da fuoco che hanno ucciso subito il conducente, Mustapha. Quindi gli aggressori si sono avvicinati ai veicoli e hanno preso gli occupanti nel tentativo di portarli nella boscaglia. A circa 500 metri da quel punto c’erano i ranger che hanno iniziato a inseguire i criminali sparando. Ovviamente il gruppo ribelle stava cercando di rapire l’ambasciatore e il suo team. Quando si sono avvicinati agli assalitori insieme ai militari dell’esercito, i rapitori hanno ucciso Attanasio. E dopo averlo trascinato con loro per un chilometro circa, hanno ucciso anche il carabiniere». Si è fatto un’idea sui responsabili dell’assalto? «Questa zona è sotto l’influenza dell’Fdlr (Forze democratiche per la liberazione del Ruanda, ndr). Vivono nella boscaglia. Bloccati lì perché circondati dalle forze armate congolesi. Per questa ragione hanno iniziato a rapire per estorsione».
 
Moratti: Priorità alle vaccinazioni, un muro contro il Covid
Diamo priorità alle vaccinazioni per alzare un muro contro il Covid. Lo afferma l’assessore alla Salute della Lombardia, Letizia Moratti, intervistata da Maurizio Giannatasio per il Corriere della Sera. Prima Bollate, Meda, Viggiù e Castrezzato, adesso anche la provincia tra Brescia e Bergamo diventa fascia arancione rafforzata. Assessore Letizia Moratti, basterà a fermare la virulenza delle varianti? «Dobbiamo mettere in campo due azioni. La prima è un’azione di mitigazione. Stiamo tenendo sotto controllo sanitario il territorio in modo da poter intervenire in maniera preventiva e circoscrivere le aree critiche in base al numero di persone positive superiori a 250 per ogni 100 mila abitanti e al numero di ricoveri in ospedale e in terapia intensiva. In provincia di Brescia stiamo osservando una forte accelerazione delle infezioni dovuta alle varianti che riguardano il 39 per cento dei contagiati. In particolare la variante inglese. Siamo intervenuti appunto co n un’azione di contenimento per mitigare il contagio. Questa politica fino a oggi ci ha consentito di poter lasciare aperte le attività nelle zone non critiche. Ma da sola la mitigazione non basta». Il cambio della strategia di vaccinazione con la priorità per le fasce arancioni penalizzerà altre categorie? «Non va a scapito di altre categorie perché la rimodulazione del vaccino di AstraZeneca, con la possibilità di somministrazione fino ai 65 anni e l’allungamento da 10 a 12 settimane per la seconda dose ci aiuta. Come potrebbe aiutarci anche l’altra proposta che abbiamo fatto al tavolo tecnico che vede insieme il ministero della Salute, l’Iss, Aifa, Agenas e 4 regioni». Quale proposta? «Il tavolo tecnico si è costituito un paio di settimane fa. L’abbiamo chiesto perché abbiamo pensato che in un momento come questo, con l’evoluzione della malattia, l’aumento dei contagi e la scarsità di vaccini, fosse utile una sorta di unità di crisi che potesse aiutare tutti a prendere le decisioni nel tempo più rapido possibile. Come Regione Lombardia abbiamo già portato al tavolo il parere dei professori Remuzzi, Grossi e Gori sull’opportunità di estendere AstraZeneca fino a 65 anni e di allungare i tempi per la seconda dose. Il parere è stato validato prima da Aifa e poi dall’Iss. Questo ha consentito al ministro di firmare la circolare autorizzativa. Adesso abbiamo presentato una nuova proposta». Sempre sui vaccini? «Due giorni fa, dopo aver fatto ulteriori approfondimenti basati su pubblicazioni ed evidenze scientifiche, oltre alle esperienze maturate in altri Paesi, abbiamo chiesto di prevedere la somministrazione di una sola dose e/o il posticipo di 6 mesi per chi ha già contratto il Covid. Un’eventuale risposta positiva ci permetterebbe di avere una maggiore disponibilità di vaccino. È all’esame del ministero».
 
Meloni: Sinistra misogina da salotti. Draghi nelle mani del Pd
In Italia abbiamo una sinistra misogina da salotto. Lo afferma la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, intervistata da Amedeo Lamattina per La Stampa. Dopo che il presidente Mattarella le ha telefonato per esprimere solidarietà per gli insulti ricevuti dal professor Gozzini tutto il mondo politico si è schierato in sua difesa. Sta cambiando qualcosa di profondo e sono solo dichiarazioni di circostanza? «La telefonata di Mattarella segna un limite, lo voglio sperare. Non sono nuova a questo genere di insulti ma ho notato che negli ultimi tempi il livello si è alzato. Non è più la persona nascosta dietro il profilo della rete, ora si tratta di docenti, storici, giornalisti. È il frutto di diverse forme di razzismo. Le forme di razzismo viste in quel siparietto erano almeno tre. Intanto quella nei confronti delle donne, che è tipica della misoginia: sembra che non si possa prescindere dal riferimento a una donna senza dire cose turpi. Poi c’è il razzismo verso la destra analfabeta». Il professor Gozzini si è pure chiesto come fa una persona dell’ignoranza della Meloni a rivolgersi da pari a pari a un uomo come Draghi. «Al professore sfuggono alcuni elementi basilari della democrazia. Sono 2 mila anni che la società occidentale si interroga su quali siano i migliori per rappresentare il popolo. Mi pareva che l’avessimo risolto stabilendo che i migliori sono quelli scelti dal popolo e non mi pare che tra le regole della nostra Costituzione ci sia un numero minimo di libri da leggere per rappresentare gli italiani. Serve un numero minimo di voti, che è un’altra cosa. Altrimenti ci possono riproporre il voto in base al censo». Sul piano dei vaccini c’è un grande ritardo. Di chi è la colpa? Del precedente governo o dell’Europa? «L’Europa non ha sicuramente gestito bene la questione vaccini. E c’è qualcosa che non torna in questa Europa degli europeisti in cui la Germania va a trattare le dosi per suo conto. Se l’avessi fatto io al governo dell’Italia mi avrebbero detto che era un comportamento da impresentabile sovranista». Il centrodestra al governo sta incidendo o nulla è cambiato rispetto al Conte 2? «È presto per dirlo. A me pare che negli intendimenti di Draghi ci sia una forte continuità con il governo precedente e una immotivata sovraesposizione del Pd. Nella squadra di governo emergono troppi ministri dell’esecutivo precedente e un Pd che, pur continuando a scendere nei sondaggi, ha sempre più peso. Confermare la Lamorgese significa continuità con la politica migratoria. Confermare Speranza significa continuità nella lotta alla pandemia con chiusure settoriali che abbiamo contestato in questi mesi. Orlando è la sinistra più sindacalizzata».
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