Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Oggi hanno detto

Interviste da non perdere

Redazione InPi¨ 19/02/2021

Oggi hanno detto Oggi hanno detto Bianchi: Maturità, niente scritti
Il neo-ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi spiega al "Corriere della Sera, in una intervista con Gianni Fregonara, come sarà l’esame di Maturità 2021. Il provvedimento – che sarà annunciato a giorni – è pronto: anche quest’anno niente tradizionali prove scritte, ma soltanto l’orale. Si comincia a metà giugno. Ministro, sarà il maxi orale con la tesina come lo scorso anno? «Non voglio sentir parlare di tesina! I maturandi sono ragazzi e ragazze alla fine del loro percorso scolastico di cinque anni: dovranno preparare un elaborato ampio, personalizzato, sulle materie di indirizzo concordandolo con il consiglio di classe. Lo discuteranno con la commissione, composta dai loro insegnanti. Da qui comincerà l’orale che si svilupperà poi anche sulle altre discipline. Consentiremo loro di esprimere quanto hanno maturato e compreso nel corso degli anni anche con una visione critica». Saranno tutti ammessi all’esame, come lo scorso anno? «L’ammissione sarà disposta in sede di scrutinio finale, dal consiglio di classe». Il premier Mario Draghi nel suo discorso alla Camera ha messo a fuoco diverse sfide per la scuola: recupero di quanto perso con la Dad, allineamento agli standard europei, sviluppo dell’istruzione tecnica e anche qualche cambio di calendario. Da dove comincerà? «Sono grato al presidente Draghi per l’importanza che ha dato alla scuola. Così come sono grato ai docenti e al personale della scuola che è stato eroico in questi mesi così difficili, imparando a usare strumenti digitali che tutti fino ad un anno fa conoscevamo poco». Si sono dati molto da fare ma i dati sugli studenti che si sono persi in questi mesi di emergenza e di Dad sono allarmanti. Come si recupera? «Purtroppo la pandemia ha esasperato problemi di diseguaglianza che erano già gravi. Ha mostrato come nel nostro Paese ci siano situazioni molto differenti. E io voglio ripartire dal Sud che è la zona più in difficoltà perché per rilanciare il sistema si comincia da chi ha più problemi».
 
Bersani: il governo Draghi è la miglior soluzione possibile
II governo Draghi è la «miglior soluzione possibile», dopo la «colpa grave» di Renzi di aver buttato giù quello precedente. Pierluigi Bersani – intervistato sulla “Stampa” da Francesca Schianchi – non sa dire se sia quello dei migliori, «ma sappiamo chi sono i peggiori, e non ne fanno parte». Non avrà vita facile, prevede l’ex ministro oggi in Leu, poco prima di andare a dare il suo sì al nuovo esecutivo, perché «non ci sarà la Pax, non c’è il clima: ma deve pensare a governare, lo giudicheremo dai fatti». Nel frattempo, però, invita i partiti a riprendere a fare politica, a spendere il tempo che sarà dato a questo esecutivo per strutturarsi e nutrire l’alleanza tra Pd, M5S e Leu. «O si va a messa, o si sta a casa. Lavoriamo a un progetto politico. Altrimenti ci riposiamo, e poi però c’è solo la destra». Partiamo dal governo: l’ha convinta il discorso di Draghi? «Mi è piaciuta la sua retorica sobria, fatta dall’andamento “un concetto, una frase”. Mi pare abbia la consapevolezza dei problemi e uno sguardo lungo. Ora però tutto dipende da come i concetti trovano una messa a terra». Le piacerà l’annunciata riforma del fisco che vuole mantenere la progressività: «I concetti di generalità e progressività del fisco mi sono piaciuti molto. Così come la sua declinazione di europeismo. Avrei gradito invece un approfondimento sulla questione del ruolo dello Stato: abbiamo già a che fare con Ilva e Alitalia. Ma al di là di questi casi, in questa fase, come avviene in tanti altri Paesi, ci sarà l’esigenza di un ruolo diretto dello Stato nelle filiere industriali». È da vedere se andrà bene a tutta la maggioranza. Che effetto le fa sostenere un governo con la Lega di Salvini? «Non sono tranquillissimo, ma, data la situazione, la sinistra deve stare dentro per presidiare le sue idee. Mi predispongo a dare un contributo al programma partendo dalle nostre convinzioni». Ci crede alla svolta europeista di Salvini? «C’è stata una scelta politica in un partito che non ha bisogno di congressi o discussioni».
 
Luigi Zingales: fallimento completo dell'Europa sui vaccini
Intervistato da Silvia Truzzi sul “Fatto Quotidiano”, l’economista Luigi Zingales, professore alla Booth School of Business di Chicago, accusa l’Europa di «fallimento completo» nel procurarsi i vaccini contro il Coronavirus. «Sono un economista – spiega –  e guardo ai numeri. L’Inghilterra ha vaccinato il 20 per cento della popolazione, Israele il 70, gli Stati Uniti il 15, la Serbia l’8. Tra i Paesi dell’Unione europea il migliore è la Danimarca e poi c’è l’Italia, con il 5 per cento». Perché in Inghilterra la campagna vaccinale procede così velocemente? «Non è una questione di distribuzione, è principalmente una questione di disponibilità. La Ue ha centralizzato l’acquisto delle dosi, ma poi non si è preoccupata di investire per averle in tempi brevi. Se il presidente Donald Trump ha fatto una cosa giusta è stata non risparmiare sui vaccini, pagando di più per fare più in fretta. All’inizio dell’estate, non c’era la certezza che l’antivirus avrebbe funzionato. Trump ha comprato a scatola chiusa una quantità enorme di vaccini, permettendo che questi fossero prodotti prima dell’autorizzazione all’uso. L’Europa non lo ha fatto. Ha comprato i vaccini tardi e senza preoccuparsi delle date di consegna. Anche ora non si dice che i nuovi vaccini comprati da Ursula von der Leyen arriveranno nel terzo e quarto trimestre. Nel compito più importante che le fosse mai stato affidato, l’Unione europea ha fallito». Si potrebbe obiettare che gli Usa sono un Paese sovrano: noi non siamo gli Stati Uniti d’Europa, non abbiamo le stesse risorse finanziarie. «Stiamo parlando di cifre ridicole per un governo. La differenza tra pagare una dose 15 o 25 euro è 10 euro, 20 perché sono due dosi. Moltiplichiamo per 60 milioni di abitanti, fa un miliardo e duecento milioni: quello che quasi ogni anno si spende per l’Alitalia».
Altre sull'argomento
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Ruini: da sacerdote mi innamorai. Con sofferenza, ma ho resistito
Ruini: da sacerdote mi innamorai. Con sofferenza, ma ho resistito
Aldo Cazzullo, Corriere della Sera, 19 febbraio
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.