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Altro parere

Un governo vero per uscire dalla paralisi

Redazione InPi¨ 21/01/2021

Altro parere Altro parere Raffaele Marmo, il Giorno
Per uscire dalla paralisi serve un governo vero. Lo scrive Raffaele Marmo sul Giorno provando a descrivere così l’attuale crisi politica: “Il premier Giuseppe Conte si intigna a governare con una maggioranza che non ha e si assegna come «vaste programme» (si fa per dire) quello di reclutare nuovi responsabili. Le opposizioni di Matteo Salvini e Giorgia Meloni rivendicano elezioni che sanno di non potere avere. Matteo Renzi non ha deciso se e come spendere la golden share che ritiene di aver conquistato. Il cosiddetto centro, tra Forza Italia e Udc, si mostra fragile e incapace di iniziative autonome. Il risultato è lo stallo irresponsabile proprio in una delle stagioni più terribili della storia del nostro Paese. Ci sarebbe stato bisogno, mai come ora, di un salto di qualità nel dovere civico e nella consapevolezza morale della classe politica italiana del dramma epocale di una nazione e di un popolo che, nonostante tutto, affrontano l’emergenza sanitaria, economica e sociale del Coronavirus con grande dignità e forza di volontà collettiva. Ma non sembra questa la cifra che segna le azioni e le reazioni dei leader politici italiani lungo il più pericoloso tornante della storia mondiale. E infatti non è certo questo genere di comportamenti che si sarebbe aspettato e si aspetta il Presidente della Repubblica, che in molteplici e ripetute occasioni ha richiamato tutti all’assunzione di una responsabilità più alta. A cominciare dallo stesso Conte: perché non sfugge a nessuno e di sicuro non sfugge al Colle che con la mini-maggioranza raccogliticcia ottenuta l’altro giorno al Senato il premier in carica non va da nessuna parte. C’è invece una sorta di egoismo autoreferenziale che ha spinto innanzitutto il presidente del Consiglio, ma anche Renzi, a sfidarsi per una sorta di primazia nel campo del centro, mettendo in secondo piano il rischio di una contrapposizione bloccante e paralizzante dai costi elevatissimi per l’intero Paese. Il Capo dello Stato, però, deve avere esaurito anche l’ultima dose di pazienza, se è vero, come risulta, che non appare più disposto a accettare dilazioni e rinvii nella stabilizzazione di una maggioranza traballante, quando, al contrario, serve più che mai un governo solido e capace di decidere e farsi valere sui più delicati fronti dell’emergenza Coronavirus”.
 
Alessandro Sallusti, il Giornale
A prescindere dall’esito della campagna acquisti l’esito del Governo Conte appare scontato. Ne è convinto il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti che firma l’editoriale odierno: “L’altra sera - scrive - ho visto Matteo Renzi dal vivo a Porta Porta, ospiti entrambi di Bruno Vespa. Devo dire la verità: non mi è sembrato né provato né intimorito da quanto successo poche ore prima al Senato. Semmai il contrario. Sarà che l’attività di conferenziere internazionale gli gira bene al punto da fargli schizzare il reddito sopra il milione di euro, cosa che gli toglie la preoccupazione di mettere insieme il pranzo con la cena comunque vada; sarà che non ce la racconta giusta sul perché e per come ha deciso di fare saltare il banco, ma la mia impressione è che la storia tra lui e il premier Conte non finisce qui. Il vocabolario di Renzi non contempla la parola «pareggio», tanto cara invece al suo rivale, uno che per non rischiare di perdere si accontenta di non vincere e inchiodare il Paese a un limbo infinito. Visto che gli scacchi vanno tanto di moda, siamo in una situazione di stallo e poco importa se qualche pedina in queste ore cambia colore. Per quanto uno possa avere giudizi e pregiudizi Conte ha sostituito Matteo Renzi, ex premier ed ex segretario del più grande partito della sinistra europea, con Lello Ciampolillo, grillino pentito che martedì si è pentito di essersi pentito ed è tornato a Canossa. Ieri, intervistato alla Zanzara da Giuseppe Cruciani è riuscito a dire, nell’ordine: «Ho votato la fiducia perché me lo ha detto mia mamma; la mascherina la metto ma non serve, il Covid si vince fumando cannabis e diventando vegano, l’ho consigliato anche a Conte; meglio la marijuana del tabacco; è vero che mi piacerebbe fare il ministro dell’Agricoltura e sulla xylella per salvare gli ulivi ho trovato una soluzione: ho portato un albero a meno settanta gradi per 40 minuti e la xylella è scomparsa; non farò il vaccino ci sono delle evidenze di danni collaterali già pubblicate, paralisi facciali, ci sono anche delle morti, non è la soluzione per uscire dal Covid». Già uno si chiede come abbia fatto uno così a diventare senatore, pensare che oggi possa essere l’uomo decisivo per governare il Paese qualche dubbio dovrebbe sollevarlo anche in Conte stesso. Forse Renzi non ha tutti i torti a credere che, come diceva in dialetto milanese Ernesto Calindri in un celebre Carosello della China Martini, «Questo al dura minga, dura no»”.
 
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